30 gennaio 2026
Berio, nato Cavallo, diventato Mito
Berio non è stato solo un cavallo da Palio, è stato un carattere, un modo di stare in Piazza, un simbolo di forza e intelligenza paliesca che ancora oggi fa battere il cuore a chi ama Siena e la sua storia. Nato il 16 febbraio 1997, figlio di Approach the Bench e Olga (XIX), allevatore Eredi Salvatore Murrocu, Berio aveva nel sangue potenza e resistenza, ma soprattutto aveva una testa da grande cavallo. Combattivo, preciso in curva, svelto e di fondo, sapeva interpretare il Campo come pochi, entrando deciso a San Martino e uscendo forte dal Casato, sempre con quella sensazione addosso di cavallo che “sa quello che fa”. In Piazza ha corso sei Palii e ne ha vinti quattro, un ruolino che basta da solo a spiegare perché il suo nome sia diventato leggenda. A renderlo mito assoluto è stato il legame con l’unico fantino che è riuscito a vincere con lui, Luigi Bruschelli detto Trecciolino, una coppia entrata di diritto nella storia del Palio. Insieme hanno scritto una delle pagine più memorabili di sempre, il cappotto del 2005: il 2 luglio vittoria per il Bruco e il 16 agosto trionfo per la Contrada della Torre, che non vinceva il Palio dal 1961. Due vittorie nella stessa stagione, due Contrade diverse, stessa autorità in Piazza, stessa sensazione di dominio assoluto. Berio non correva, comandava. Ogni sua mossa era sicurezza per chi lo montava e timore per chi lo affrontava. Acquistato da Marcello Roti, Berio

ha avuto la fortuna che tutti i grandi campioni dovrebbero avere: rispetto, protezione e riconoscenza. Terminata la carriera paliesca nel 2006, ancora giovane, a soli nove anni, è stato messo in pensione nella zona di Casetta, a casa di chi aveva scelto di volergli bene davvero. Non una fine, ma un nuovo inizio. Nel 2011 Berio è tornato in Piazza del Campo per un giro d’onore la mattina della tratta del 13 agosto, montato da Lorenzo Giovani detto Ricciolino, che lo aveva allenato negli anni del Palio. Fu un momento intenso, vero, quasi sospeso nel tempo: applausi fortissimi da chi lo aveva avuto in sorte e vinto, rispetto sincero anche da chi con lui aveva perso e, sì, anche un po’ di “rabbia”, quella rabbia che nasce solo davanti ai campioni, quando sai che contro di loro c’era poco da fare. Ma la maggior parte della Piazza si alzò idealmente in piedi per lui, riconoscendo ciò che era stato e ciò che ancora rappresentava. Oggi Berio, a 29 anni, vive serenamente la sua pensione, ancora vivace, ancora fiero, con le sue galoppate di allegria nel recinto, libero di entrare e uscire dal box sempre aperto che i Roti gli hanno messo a disposizione. Un cavallo che ha dato tutto al Palio e che dal Palio ha ricevuto memoria eterna. Buona vita Berio, campione vero. E complimenti a Marcello Roti, non solo per le vittorie che Berio ha regalato alla Piazza, ma per la vita dignitosa, libera e rispettosa che gli ha donato dopo. Questo è il segno più grande lasciato dai veri uomini di Palio, ed è anche per questo che Berio resterà per sempre nella storia.
Camillo
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Berio:
Allevatore: Maria Teresa Pes.
Babbo: Approach the Bench
Mamma: Chimera Carina



























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