1-CAVALLI DEL PALIO

Il Galoppo Infinito: Morosita Prima e Brio Insieme

30 Marzo 2026

Il Galoppo Infinito: Morosita Prima e Brio Insieme. Ci sono storie che non finiscono con l’ultimo rintocco della campana o con il silenzio di una stalla vuota, storie che cambiano dimensione e diventano leggenda eterna tra le pieghe del tufo e l’azzurro del cielo. Quella di Morosita Prima e Andrea Mari, per tutti noi solo Brio, è una trama scritta col sangue e col cuore, una sinfonia di polvere e gloria che si è trasferita nelle piste d’etere dove il vento non ha ostacoli e il traguardo non ha fine. Morosita non era solo una cavalla, era un soffio di potenza, una creatura nobile che ha attraversato la vita di chi l’ha amata passando di mano in mano, da Matteo Pirani a Carolina Tacconi, con cui trionfò nell’Onda, fino a Niccolò Rugani che la vide regina nella Torre, per chiudere il suo percorso con Massimo Brogi. Eppure, il suo porto sicuro è sempre stata la scuderia di Massimo Milani, quel luogo dell’anima che l’ha vista nascere come atleta, crescere come campionessa e li i suoi ultimi respiri e i suoi puledri alla terra che l’aveva resa immortale. Il suo capolavoro resta scolpito in quel luglio del 2015, un anno che Siena non potrà mai dimenticare. La Contrada della Torre aspettava da dieci lunghi anni di spezzare il digiuno, un’attesa spasmodica che logorava i cuori di Salicotto fin dalla storica vittoria di Berio del 2005. In quel pomeriggio di fuoco, Morosita trovò in Brio il compagno perfetto per compiere l’impresa impossibile. Lei, la regina che aveva già assaporato la gloria con un gigante come Giovanni Atzeni detto Tittia, scelse Andrea per entrare definitivamente nel mito. Fu un binomio di luce e coraggio, un incontro di sguardi e una simbiosi totale tra un uomo dalla gioia contagiosa e una cavalla dal cuore immenso. Ricordiamo ancora con i brividi quella sera di settembre del 2018, quando durante una cena indimenticabile, nella contrada della Torre, Morosita fu portata nel cuore della Contrada insieme al grande Berio, riunendo idealmente le due vittorie del 2005 e del 2015 tra la gente, bambini che li ammiravano e il canto fiero dei torraioli perché le Contrade non dimenticano mai i loro eroi. Morosita era fatta così: partiva come una scheggia, bruciava la terra con grande velocità, e anche quando le forze sembravano mancarle al terzo giro, quando il ritmo calava e il respiro diventava affannoso, era la sua incredibile voglia di vincere a trascinarla oltre la linea d’arrivo. Lo dimostrò anche nell’agosto del 2016 nel Drago, quando la vittoria le sfuggì per un soffio in quel terzo giro estenuante dove dovette arrendersi solo alla potenza di Preziosa Penelope, lottando fino all’ultimo respiro come solo i grandi campioni sanno fare. Era l’orgoglio di una fuoriclasse che non accettava la sconfitta, la stessa grinta che Andrea metteva in ogni sua mossa tra i canapi e i pertugi che cercava durante la corsa. Il destino, come un mossiere crudele e imperscrutabile, ha voluto riunirli in un modo che lascia tutti noi senza fiato: entrambi se ne sono andati in quel fatidico 2021, quasi a non voler restare troppo tempo lontani l’uno dall’altra, quasi avessero un appuntamento urgente a cui non potevano mancare. Oggi ci piace immaginarli così, finalmente liberi dal peso dei ferri, dal dolore della carne e dalla tensione dei canapi che cadono. Li vediamo su una distesa di nuvole bianche e soffici, vasta come la Piazza del Campo baciata dal sole del tramonto. Andrea si sistema il giubbetto colorato, accarezza con dolcezza infinita quel collo potente che conosce a memoria e le sussurra parole d’amore e di vittoria all’orecchio, mentre Morosita scuote la criniera fiera, pronta a scattare ancora una volta verso l’infinito. Correte ancora, Campioni, correte dove non esiste fine e dove ogni giro è un trionfo eterno, portati dal vento di un mortaretto celestiale che continuerà a risuonare per sempre nei cuori di chi vi ha amato sulla terra, mentre sono qui che scrivo e poi ho rivisto il filmato mi son scese le lacrime, vi voglio bene!
Camillo
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Morosita Prima da:
Babbo: Approach the Bench
Mamma: Viperina II
Allevatore: Salvatore Sanna
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Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King) Precisiamo, sono di centro destra ma non sono Fascista e mai lo rivorrei vedere.
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

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