6 febbraio 2026
Istriceddu: il “figlio” di Sedilo che correva nel Cuore di Siena
Oggi desidero parlare di un cavallo che ci ha lasciati nell’autunno scorso, Istriceddu.
Ci sono cavalli che vincono un Palio. E poi ci sono cavalli che vincono Siena. Istriceddu apparteneva a questa seconda categoria. Non era soltanto un barbero forte. Era uno di quelli che, quando entrava in Piazza, lo sentivi prima ancora di vederlo. Dal rumore degli zoccoli sul tufo, da quel modo deciso di abbassare la testa, da quella potenza che sembrava non finire mai.
Io Istriceddu l’ho sempre visto così: fiero, generoso, vero.
Figlio di Approach the Bench e Bolina Sarda, allevato in Sardegna a Sedilo dal signor Bachisio Carta, portava dentro il sangue caldo e resistente dei cavalli nati per correre. E si capiva subito che non sarebbe stato uno qualunque.
Ma i cavalli non diventano campioni da soli. I cavalli diventano campioni quando incontrano le persone giuste.
E lui le ha incontrate.
La sua casa è stata la scuderia di Massimo Milani. È lì che è cresciuto davvero. È lì che è stato capito, lavorato, aspettato, rispettato.
Milani non lo ha solo allenato: lo ha costruito giorno dopo giorno, con pazienza, esperienza e quell’occhio che solo i veri cavallai hanno. Lo ha portato a essere un cavallo da Palio vero, uno di quelli che in Piazza non ci vanno per fare presenza… ma per vincere.
E poi c’era Serena Butteri, la sua proprietaria. Un’appassionata vera, di quelle che ai cavalli vogliono bene prima come anime e poi come atleti.
Chi la conosce lo sa: per lei Istriceddu era famiglia.
In Piazza Istriceddu ha fatto quello che i campioni fanno: ha lasciato il segno.
Due vittorie, corse importanti, carattere da vendere. Ma soprattutto quella sensazione che, se partiva bene, non ce n’era per nessuno.
E infatti a un certo punto è successo quello che a Siena succede solo ai cavalli più forti. Quel verdetto amaro :
“È troppo forte, un si batte.”
La famosa manifesta superiorità, che suona come una “condanna” !!!
E così, invece di correre, qualche volta veniva rimandato in scuderia.
Paradossale, no?
Essere escluso perché troppo bravo. Ma anche questo, in fondo, è il destino dei grandi.
Finita la carriera, è rimasto dove è sempre stato bene:
alla scuderia Milani, a casa sua, in pensione, circondato dall’affetto di chi non lo ha mai visto solo come un cavallo da Palio, ma come un compagno di vita. E lì è rimasto fino all’ultimo giorno. Il 2 ottobre 2025, a 22 anni, quando il suo cuore ha deciso di fermarsi non se n’è andato un semplice cavallo, ma un pezzo di storia senese.
Mi piace pensare che non sia stato un addio.
Solo una nuova partenza. Che abbia ripreso a galoppare libero, a fare il Palio nei prati celesti, insieme a tutti quei cavalli che hanno fatto la storia prima di lui. Perché certi cavalli non muoiono davvero. Cambiano solo pista.
E come sempre, Siena ha dimostrato cos’è!
Noi senesi, i “cavallai”, sappiamo amare i cavalli davvero. Non solo quelli che vincono. Ma quelli che ci fanno battere il cuore. Istriceddu il cuore ce l’ha fatto battere forte, a tutti.
Grazie per ogni galoppata, per ogni emozione, per ogni brivido in Piazza.
Resta qui il grazie profondo dei senesi a Serena Butteri e alla scuderia Milani, per aver difeso, amato e onorato un campione che, anche quando non correva, vinceva per la sua immensa dignità. Saluti a te, Campione, il tuo galoppo risuona ancora tra le mura di Piazza.
Camillo
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Istriceddu:
Allevatore: Bachisio Carta.
Babbo: Approach the Bench
Mamma: Bolina Sarda



























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