1-FANTINI DEL PALIO RUBRICA

Scompiglio: L’Impeto e il Cuore oltre il Canape

5 Gennaio 2026

Scompiglio: L’Impeto e il Cuore oltre il Canape

di Pier

C’è un’immagine di Jonatan Bartoletti che non mi esce dalla testa. Non è un traguardo, non è un nerbo alzato al cielo. È il momento prima della rincorsa, quando il silenzio della Piazza diventa così denso che lo puoi tagliare con il coltello. Lì, in quel respiro sospeso, c’è tutto l’uomo che ho imparato a conoscere tra una chiacchierata e un’intervista su Brontolo.
La sua storia non è scritta sul velluto, ma sulla pietra e sulla terra. Prima di essere “Scompiglio”, Jonatan ha conosciuto la polvere dei cantieri come muratore, poi il sudore dei vivai, tra le piante della sua Pistoia. È un uomo che sa cosa significa il peso del lavoro fisico, ed è forse per questo che, quando monta, sembra un titano di muscoli e nervi. Ma quella forza statuaria è un inganno per l’occhio distratto: dentro batte un cuore di una sensibilità quasi fragile, la sua è una sensibilità estrema, quasi dolorosa. È un uomo di grandi elaborazioni mentali: rimastica, analizza ogni centimetro di pista, scruta, cerca di leggere al meglio il cavallo che ha da montare. A volte, questo suo scavare dentro se stesso diventa una trappola, un groviglio di pensieri che si ritorcono contro la sua naturale irruenza, togliendogli quella serenità che lo rendeva “imbattibile”.
Tutti dicevano che quel cavallo, Brento, non fosse fatto per il Palio. Dicevano che non avrebbe mai retto la corsa, difficile da gestire. Ma Jonatan, al suo debutto nel Leocorno, ha fatto quello che solo i predestinati sanno fare: ha ascoltato l’anima dell’animale, l’ha domato con la sua irruenza ed è stata pura poesia e ha vinto! Da quel giorno, la Piazza è diventata il suo regno e, al tempo stesso, la sua ossessione.
Quante volte lo abbiamo visto? Il canape cade e lui è già via, una freccia scagliata dall’arco. Ha girato primo a San Martino e il Casato per una miriade di Palii, dettando legge, mostrando a tutti che per batterlo dovevi prima prenderlo. Il suo è un Palio d’assalto, un corpo a corpo con la sorte. Ha vissuto l’estasi del cappotto con la Lupa insieme a Preziosa Penelope, facendo vedere che era capace anche a correre d’attesa, di strategia, e non solo di irruenza, entrando in un Olimpo dove pochi possono sedere.
Eppure, il Palio è un dio crudele. Negli ultimi tempi la sfortuna lo ha preso per mano e non lo ha lasciato più. Cadute, traiettorie interrotte, vittorie perse per un soffio, quella gloria che sembrava scontata ora gli volta le spalle. Jonatan oggi vive in quel momento sospeso che tormenta i grandi campioni: quando senti di avere ancora il fuoco dentro, ma le cose non girano come vorresti.
Sente addosso le voci di chi lo critica, “da terra” non sa muovere le pedine del potere, e la sua sensibilità le trasforma in cicatrici invisibili. Mi piace però aggiungere che 5 Palii non si vincono a caso, o da soli.
“Mi garba, Camillo… mi diverto”, mi diceva a Mociano mentre lanciava il cavallo a folle velocità in un allenamento che sembrava una finale. In quella frase c’è la sua condanna e la sua salvezza: Jonatan corre perché non sa fare altro, perché la passione è il suo mestiere e la sua maledizione.
Oggi, a quarant’anni passati, la vita gli ha fatto il regalo più bello per bilanciare la rabbia della Piazza: Ilaria gli ha dato il piccolo Tommaso. Ilaria, come le altre compagne dei Fantini, mi piace sempre ricordarle queste ragazze, è la sua ancora, la donna che parla la sua stessa lingua di sport (cavalli e pesistica), colei che lo aiuta a superare quegli ostacoli che nel Palio sono alti come mura, così come nella vita. Quanto contano queste Ragazze per loro, come dice: dietro un grande Uomo c’è sempre una grande Donna. Queste Ragazze hanno tutte un grande e fondamentale ruolo, dare serenità ai loro compagni.

Scompiglio sa che la fortuna gli deve un credito enorme. Sa che dopo tanto buio deve tornare la luce. Non cerca solo una vittoria, cerca il riscatto di un uomo che ha dato tutto al tufo di Siena e che ora aspetta che la Piazza gli restituisca, con gli interessi, quello che la sfortuna ultimamente gli ha strappato di mano. Perché Jonatan Bartoletti non è finito: è solo un leone che aspetta il momento giusto per balzare di nuovo primo a San Martino e non voltarsi più indietro, alzando al cielo con l’urlo il Nerbo al Bandierino!!!
In bocca la lupo per i Palii a venire Jonatan e buon tutto per la vita

Camillo

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Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King) Precisiamo, sono di centro destra ma non sono Fascista e mai lo rivorrei vedere.
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

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