20 Luglio 2026
Oltre il traguardo: la forza silenziosa delle mogli, dei figli dei fantini
Vedendo queste foto mi sono venute in mente loro. Le donne dei fantini. I figli dei fantini.
E mi è venuto naturale fare una riflessione su di loro, perché io li vedo. So quello che fanno, quello che patiscono. Avendo fatto questo mestiere, so bene quale ruolo hanno e quanto sia fondamentale, anche se quasi sempre rimane nascosto agli occhi di tutti.
Dietro ogni fantino c’è una famiglia che vive il Palio tanto quanto lui. C’è una moglie, una compagna, dei figli che aspettano, soffrono, sperano e gioiscono. Persone che non vanno tra i canapi, ma che ogni volta corrono il loro Palio, fatto di ansie, di silenzi, di paure e di attese infinite.
Quando il fantino alza le braccia al cielo, tutti vedono il vincitore.
Vedono il sorriso, la festa, gli abbracci, il popolo della Contrada che lo porta in trionfo. È l’immagine che resta impressa, quella che finisce sulle copertine e nei racconti del giorno dopo.
Ma ci sono fotografie che raccontano molto di più.
Raccontano quello che spesso nessuno vede.
Raccontano una moglie che finalmente può lasciarsi andare, dopo giorni di tensione, di paura, di parole ingoiate. Una donna che ha sopportato le critiche, i giudizi, le cattiverie rivolte all’uomo che ama. Perché nel Palio, purtroppo, si giudica troppo facilmente. Si offende un fantino senza pensare che dietro quel giubbetto ci sono una casa, una famiglia, degli affetti veri.
E allora quel bacio non è soltanto un bacio.
È il peso che cade dalle spalle. È un pianto trattenuto per giorni. È la risposta più bella a tutto quello che è stato detto.
Poi ci sono i figli.
Quelli che vedono il babbo come un gigante, anche quando torna a casa sconfitto. Quelli che aspettano soltanto un abbraccio, senza sapere nulla di strategie, rivalità o polemiche. Per loro il babbo è semplicemente il loro eroe.
E quando possono stringerlo dopo una vittoria, gli occhi parlano più di qualsiasi parola.
Le donne dei fantini vivono quasi sempre nell’ombra. Non chiedono applausi, non cercano visibilità. Ma sono loro che raccolgono gli sfoghi dopo una giornata storta, che ricuciono le ferite invisibili, che danno forza quando tutti sembrano voltare le spalle.
Ci sono sempre.
Quando si vince, ma soprattutto quando si perde.
Per questo meritano rispetto. Meritano di non sentirsi giudicate, né di leggere offese rivolte all’uomo con cui condividono la vita. Perché ogni insulto, ogni parola di troppo, arriva anche a loro.
Queste immagini raccontano esattamente questo.
La vittoria di un fantino non appartiene mai soltanto al fantino.
Appartiene a una famiglia intera.
A una moglie che ha aspettato con il cuore in gola.
A un figlio che corre incontro al suo babbo.
A chi, lontano dai riflettori, ha sofferto in silenzio.
Il Palio è fatto di cavalli, di Contrade, di rivalità e di gloria.
Ma prima di tutto è fatto di uomini.
E dietro quegli uomini ci sono donne e figli che, senza mai chiedere niente, condividono ogni emozione, ogni sacrificio e ogni lacrima.
Forse dovremmo ricordarcelo più spesso, prima di puntare il dito contro un fantino. Perché dietro quel giubbetto non c’è soltanto un professionista del Palio.
C’è un marito.
C’è un babbo.
E c’è una famiglia che, nel silenzio, corre ogni Palio insieme a lui.
Camillo
–
–































Add Comment