8 Gennaio 2026
LA STORIA DEL CAVALLO SAPUTELLO E LA SUA POESIA
Saputello è stato un fenomeno imbattuto finché non arrivò la cavalla Barbagia. All’ippodromo del Pian delle Fornaci, qui a Siena e in provincia, come detto, non perdeva mai: era imbattuto.
Lo comprò in Sardegna Ulisse Gambelli e il suo primo box fu nel podere di fronte alla Bottega di Montalbuccio (Siena). Iniziai a montarlo io fin da subito: era un “bandito”, esprimeva tutta la sua forza con sgroppate e voltafaccia che ti mettevano a dura prova e, a volte, ti mandavano anche per terra!
In seguito lo comprò Giuliano Gambelli e fu allestita la scuderia al Casino del Malene, nei pressi di Montaperti; nel ’75 ci spostammo poi alla nuova scuderia a Poggio alle Rose Basse, sulla strada per le Ville di Corsano, in pratica sopra il Pian delle Fornaci. Infine, Gambelli lo portò dove fece la sua scuderia definitiva, a Monastero, poco lontano dalla sede precedente.
Saputello in Piazza del Campo per il Palio non ha avuto la fortuna che avrebbe meritato, era veramente molto forte ed avrebbe potuto sicuramente vincere, probabilmente è stato mal interpretato da chi lo ha montato, scusate la presunzione, non ci siamo purtroppo mai incrociati altrimenti parleremo d’altro sia per lui che per me, lo conoscevo troppo, troppo bene e so quel che poteva dare in Piazza.
Saputello ha avuto una bella vita ed è rimasto sempre con i Gambelli, godendosi una lunga pensione fino a quando, ormai vecchio, se ne è andato. Io, che lo montavo in corsa e al mattino, e Ferrè Mirolli, che lo montava in seguito la mattina, ne siamo stati probabilmente “segnati” da questo stupendo cavallo, così come tutta la famiglia Gambelli.
A quei tempi gli scrissi questo pensiero, una sorta di “poesia”, per dedicarlo a lui.
Pier Camillo
–
Saputello
il
Babbo-Bazzuca
la
Mamma-Loredana
–
A Saputello
Mi chiamo Saputello e so’ un cavallo, si può dì pure bello! Son marrone per gli ignoranti, baio per i sapienti, un so’ né alto né basso, e so’ giusto, già, so’ anche dispettoso.
Quando vo’ fori un lo so che mi piglia, mi fa voglia di bercià, di calcià all’aria, una gran voglia di corre mi piglia e quel poro disgraziato di Camillo, quando è sopra a me, par che sia brillo!
Poi ci so’ le corse, eh, lì cascò il ciuo! Vorrei esser nella testa dei miei compagni e son pronto a scommette che un accidente un me lo salva manco Dio. Perché?
Ma un mi conoscete? Venite alle corse e capirete.




























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