1-CAVALLI DEL PALIO

Nel cuore della storia del Palio di Siena vive ancora il nome di Topolone

Topolone, Canapino e Bastianini 1963

19 Marzo 2026    

Nel cuore della storia del Palio di Siena vive ancora il nome di Topolone, cavallo leggendario e irripetibile, forza pura e istinto che ha segnato un’epoca e l’anima di chi lo ha conosciuto davvero. Io questa storia l’ho vissuta in prima persona, alla scuderia di Leonardo Viti detto Canapino, di cui ero allievo, e quel cavallo non era solo un campione: era presenza, carattere, qualcosa che ti restava dentro. Nato nel 1954 con il nome di Eucalipto, cambiò poi nome in Ettore quando fu acquistato a titolo personale dal grande Ettore Bastianini dopo che gli vinse il Palio nella Pantera nel 1963 con Canapino.
 l’Avvocato Carlo Saracini e a Mario Bianciardi, contradaioli della Contrada del Drago lo comprarono  successivamente e gli fu dato il nome di Dragone, fino a diventare poi per tutti semplicemente Topolone quando in seguito fu comprato da Mauro Bernardoni e Adù Muzzi. Ma i nomi contano poco davanti a quello che era davvero: un cavallo forte, prepotente, quasi impossibile da contenere. Tirava come pochi, fermarlo era una lotta, farlo andare piano una fatica enorme, perché lui voleva solo correre. In Piazza del Campo era una furia, entrava nelle curve con una violenza che faceva paura, difficile da chiudere, quasi sempre passava comunque, di forza, di carattere, come se non accettasse ostacoli. Fuori dalla pista era un altro mondo: impossibile montarlo per strada, impossibile portarlo a lavorare come gli altri, andava sempre a destra, abituato com’era a girare, a vivere solo per il Palio. La scuderia di Canapino, che è sulla strada che porta ad Asciano poco dopo la Frazione di Arbia, la preparazione gli iniziava con il tondino e spesso ero io a farlo lavorare, giorno dopo giorno, finché dopo circa un mese Canapino iniziava a montarlo, non tutti i giorni ma tre o quattro volte a settimana, quanto bastava a tenerlo pronto, perché a lui bastava poco per diventare quello che era. Tra Canapino e Topolone c’era un rapporto fraterno, vero, fatto di fiducia assoluta. Nella pistarella, simile alla Piazza, dopo due giri di galoppo al terzo succedeva quasi sempre la stessa cosa: Canapino, mentre Topolone continuava a correre, si accendeva la sigaretta, come se fosse la cosa più naturale del mondo sopra una forza così. E poi ci sono momenti che non si dimenticano. Nel 2 luglio del 1971, dopo che Canapino vinse il Palio nella Pantera con Mirabella, nel mese di settembre organizzò una cena  alla scuderia per i contradaioli della Pantera per festeggiare la vittoria. Verso mezzanotte, con la luna piena che illuminava tutto, montò Topolone e iniziò a galoppare nella pistarella. All’inizio del terzo giro si accese la sigaretta mentre galoppava; un amico che frequentava la scuderia, il baritono Maglio Micheli, prese la chitarra e cominciò a cantare canzoni senesi e si sentiva il suo canto mischiato al galoppo di Topolone, fantastico da brividi anche mentre lo scrivo. Era tutto perfetto, la luce della luna, il cavallo, la musica, il galoppo. Un momento vero, profondo, che chi c’era si porterà dietro per sempre. Io di  sicuro ce l’ho ancora nel cuore. Quando Topolone smise di correre rimase in pensione alla scuderia di Canapino fino alla sua morte nel luglio del 1974. Mentre era in pensione quando si avvicinava il Palio di luglio cominciava ad alzare la testa, cambiava atteggiamento, tornava cavallo da corsa, come se sentisse ancora il richiamo della Piazza. Il cavallo in quel tempo era, come scritto, di Mauro Bernardoni e Adù Muzzi, amici e dirigenti della Tartuca, legati a Canapino. Ancora oggi alla scuderia si trova la tomba di Topolone,

non lontano da quella di Panezio, con scritte le sue vittorie e il ringraziamento di chi lo ha amato e visto trionfare. Topolone è stato e resterà nella storia per quello che era davvero: un cavallo forte, indomabile, prepotente, uno di quelli che non si dimenticano. 17 Palii corsi, 7 vittorie, circa il 41% di successi, attivo tra il 1962 e il 1972, un mezzosangue, un  maremmano migliorato, un castrone baio, uno dei più grandi cavalli del Novecento insieme ai nomi più leggendari del Palio.
Ciao Topolone ti ho voluto ricordare perché ti ero affezionato e per tutte quelle volte che mentre mi riposavo, d’estate, alzavo gli occhi e ti vedevo nel poggetto difronte che mi guardavi e con lo sguardo mi dicevi: vienimi a prendere, farabutto… sembrava fosse d’accordo con Canapino…, io andavo a riprenderlo e poi mazza, passoni e tavole per richiudere da dove era scappato.
Questo tuo ricordo mi riporta al mio amico e maestro Canapino e alla mia giovinezza, ciao Topolone
Camillo

Topolone è uno dei più famosi nella storia del Palio di Siena, considerato tra i migliori del Novecento.
17 Palii corsi –7 vittori con una percentuale di vittorie di circa 41% Ha corso per 11 contrade diverse, vincendo per 6 di esse Ha partecipato ai Palii dal 1962 al 1972 È rimasto in attività per circa 11 anni, una carriera lunga per un cavallo da Palio Ha vinto più volte nello stesso anno (impresa rara al Palio): 1967 (Tartuca e Giraffa)  1969 (Nicchio e Oca) Ha avuto una serie di tre vittorie consecutive tra il 1969 e il 1970. Topolone aveva grande resistenza e velocità era molto affidabile in corsa riusciva a vincere con fantini e contrade diverse (cosa non comune) Era un cavallo “completo”, capace di adattarsi a situazioni diverse e competere sempre ai massimi livelli.
Per concludere: uno dei migliori cavalli del Palio 7 vittorie su 17 corse. Attivo negli anni ’60–inizio ’70 Considerato tutt’ora una vera leggenda della Piazza

IN PIAZZA CLICCA QUI

–

About the author

Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King) Precisiamo, sono di centro destra ma non sono Fascista e mai lo rivorrei vedere.
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

Add Comment

Click here to post a comment

Ultime Notizie

Categorie articoli

BRONTOLO NEWS WEB TV

SPONSOR