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MODI DI DIRE

SEGUITIAMO A CONOSCERE I MODI DI DIRE SENESI PALIESCHI OGGI CON LA LETTERA P.

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02 MAGGIO 2019

I senesi sicuramente le sanno tutte, ma chi è di fuori a volte trovano difficoltà a capire delle parola che noi diciamo. Nel vocabolario Paliesco con l’aiuto di quello che si trova nel il Palio.Siena.it  vediamo di conoscerle e qualche parola probabilmente farà anche sorridere. Oggi vediamo le parole con la lettera P.

dodicesima

Padelletta
Vedi “Pignattella”.
Paggio
Monturato che rappresenta la Contrada al Palio e in occasioni ufficiali e cerimoniali.
Paggio Maggiore
Il paggio più prestante e dall’abbigliamento più sfarzoso. Porta l’insegna ufficiale della Contrada (Bandierone).
Palafreniere
Paggio che tiene alla briglia il cavallo da parata. Anche il barbaresco durante il Corteo Storico è il palafreniere del cavallo da corsa.
Palazzo Pubblico
La sede del municipio di Siena, posto nella parte inferiore del Campo. Dopo il sorteggio dei cavalli, la “tratta”, tutte le diciassette bandiere delle Contrade vengono esposte su due file sulla facciata del Palazzo Pubblico. Nella fila inferiore vi sono le dieci bandiere delle Contrade che partecipano al Palio, nella parte superiore vi sono le sette Contrade che corrono l’anno seguente. Dopo il Palio viene esposta soltanto la bandiera della Contrada vincente.
Palcaiolo
Proprietario e gestore dei palchi.
Palco
Tribuna o gradinata in legno su cui siedono a pagamento contradaioli e turisti per assistere alle prove e al Palio. Rivestono il perimetro esterno della Piazza. Ci sono tre palchi speciali non privati ma comunali:
  1. il palco delle comparse è quello posto esattamente davanti a Palazzo Pubblico sul quale siedono tutti i partecipanti al corteo storico il giorno del Palio;
  2. il palco dei Priori si trova al Chiasso Largo. Questo non è a gradoni come gli altri, ma a “terrazza”, ed è destinato ai Priori;
  3. il palco dei Giudici o dei Capitani. Anch’esso a terrazza, si trova sopra la mossa e vi prendono posto il Sindaco, i deputati della Festa, i capitani, i mangini, i giudici della vincita e alcuni funzionari comunali.

 

Paliata
Corsa chiassosa e disordinata tra ragazzi.
Palio
  1. La corsa tradizionale tra dieci delle diciassette Contrade, che ha luogo nel Campo il 2 luglio e il 16 agosto in onore della Vergine Maria. Quello di luglio è chiamato Palio della Madonna di Provenzano o Palio di Provenzano, quello di agosto Palio dell’Assunta.
  2. Il drappellone
  3. la Festa come insieme delle cerimonie.

 

Palio dei barberi
Gioco che viene eseguito con delle bilie dipinte con i colori delle Contrade, che si svolge su una pista in discesa.
Pallonata
Gioco medievale dove partecipavano i giovani dei terzi della città. Era un antenato del rugby o del calcio, non dissimile da una partita del calcio storico fiorentino, poiché veniva svolto con una palla di cuoio che veniva lanciata dalla cima della Torre del Mangia.
I partecipanti dovevano spingere o portare la palla nella “porta” avversaria. La porta del terzo di Città era la bocca del Casato, mentre la porta dei terzi di S.Martino e Camollia uniti era lo sbocco di Via del Porrione.
La Pallonata venne disputata per la prima volta all’inizio del 1400 e l’ultima fu giocata agli inizi del XX secolo.
Palomino
Mantello equino color ocra dorato con criniera e coda tendenti al bianco argenteo, caratteristico delle razze americane.
Pania (la)
La società di Contrada del Nicchio.
Pantaneto
Designazione toponomastica della Contrada del Leocorno.
Pantera
Una delle diciassette Contrade.
Panterino
Contradaiolo della Pantera.
Parata
Fantino che chiude la strada a un’altra Contrada.
Partito
Accordo segreto fra Contrade e fantini stipulato sulla parola con l’intento di propiziare la vittoria di una Contrada o per ostacolare quella dell’avversaria.
Passaggio di collo
Figura della sbandierata, si effettua facendo fare alla bandiera un giro completo attorno al collo dell’Alfiere.
Passaggio di vita
Figura della sbandierata, si effettua facendo fare alla bandiera un giro completo attorno alla vita dell’Alfiere.
Passare da Busseto
Essere stato picchiato.
Passeggiata Storica
Sinonimo di Corteo Storico.
Passo a processione
Rullo lento di trasferimento.
Passo a vittoria
Rullo del tamburo, che celebra o augura la vittoria.
Passo della Diana
Rullo che accompagna il normale incedere della comparsa.
Pastorale
Nel cavallo è composto dalle due ossa situate tra la Corona e il Nodello.
La giusta inclinazione è di 60-65°, può essere: lungogiuntato
(pastorale) o cortogiuntato (pastorale corto).
Le due ossa corrispondono rispettivamente alla prima e alla seconda falange del dito medio della mano e del piede umano.
L’osso contenuto nello Zoccolo (osso triangolare) corrisponde alla terza falange.
Pecoro
Pronunciato “Pè’oro”. Denominazione popolare del Valdimontone.
Pennacchiera
I contradaioli, comunemente, la chiamano “Spennacchiera”, con la S iniziale come una sorta di rafforzativo.
Ornamento a forma di cuneo originariamente costituito da piume, da qui il nome derivante da pennacchio. La parte inferiore è unita a un piccolo specchio rotondo per riflettere la mala sorte, è portato sulla testa da ogni cavallo che corre il Palio ed è decorato con i colori della Contrada a cui appartiene.
Perette
Oggetti in legno con punte accuminate applicate ai fianchi del cavallo per la corse senza fantino. Dette così per la forma che ricorda delle piccole pere.
Piatto
Il piatto d’argento che sovrasta il drappellone. Viene dato temporaneamente alla Contrada vincente che lo restituirà al Comune dopo la celebrazione finale della Vittoria, la “cena del piatto” con incisa la data e il nome della Contrada vittoriosa.
Pignattella
Lume, su recipiente di coccio a base di sego, con lucignolo acceso nei rioni nei giorni di festività. È situato nel braccialetto.
Pigolo (riprendere il)
Modo di dire usato quando qualcuno, fisicamente o moralmente abbattuto, comincia a riprendere le forze e il coraggio.
Pio
“Quand’ero Enea, niun mi volea, or che son Pio, di tutti son zio”. Detto attribuito a Enea Silvio Piccolomini poi Papa Pio II, e che si ripete ogni qual volta una persona, prima tenuta in poco conto, si vede poi accarezzata e riverita, quando è salita in alto.
Piombo
Parte terminale dell’asta della bandiera che favorisce la caduta perpendicolare della stessa dopo il lancio.
Pisciolare
Venir giù a gocce più o meno fitte, o anche a rivolo: dicesi dell’acqua o altro liquido.
Pispini
Designazione toponomastica della Contrada del Nicchio (porta Pispini).
Pispino
Zampillo. Una fontana di Siena è ancora oggi detta “Fonte dei Pispini”.
Pochi ma boni
Il periodico della Contrada di Valdimontone.
Presentazione del Drappellone
Due o tre giorni prima della Tratta, nel Cortile del Podestà, viene presentato alla città il drappellone che verrà dato in premio alla Contrada vincitrice. Fino al momento della presentazione, il drappellone viene tenuto segreto all’interno del Palazzo Pubblico e svelato solo dopo l’annuncio dei trombetti di Palazzo.
La prassi vuole che la presentazione del drappellone si svolga il 26 di giugno e il 10 di agosto alle ore 19, anche se non è una regola dato che la presentazione può essere svolta anche qualche giorno precedente, se cade una domenica vicina. In seguito all’esposizione del Drappellone ai presenti, il Sindaco e un critico d’arte, alla presenza dell’autore del Palio, presentano l’opera al pubblico. In occasione del Palio di luglio viene anche presentato il Masgalano che andrà in premio alla miglior comparsa dell’annata. La presentazione del Masgalano, in concomitanza col drappellone, avviene eventualmente anche per i Palii straordinari.
La presentazione del Palio non è contemplata nel Regolamento, la sua ideazione è molto recente. Fu il Sindaco Mauro Barni nel 1981, in occasione del rinnovo delle monture, a proporre la presentazione del Drappellone alla stampa, all’interno della Sala delle Lupe: il contesto era quello di una semplice conferenza stampa aperta al pubblico, e il primo “Cencio” presentato al popolo fu quello del 2 luglio 1981 a opera di Mario Ghezzi. Dopo qualche anno, nel 1984, la Sala delle Lupe risultò stretta al pubblico, data anche l’occasione particolare che destava molta curiosità per il fatto che quello di luglio fu il primo Palio realizzato da una donna, Vita Di Benedetto. Il Sindaco Vittorio Mazzoni Della Stella decise allora di spostare la presentazione, nonostante i problemi di acustica, all’interno del Cortile del Podestà e al tempo stesso di far descrivere in maniera ufficiale l’opera artistica da un critico d’arte. Ma la pioggia fece trasferire la presentazione del Palio di agosto 1984 alla Sala delle Lupe, cosicché il primo Palio presentato all’interno del Cortile del Podestà è del luglio 1985 dipinto da Fabio Mazzieri.
Fino al 1981 invece il Palio era presentato la sera della prima prova al popolo quando era affisso alla colonna di Piazza del Campo in cima a via Duprè, come tuttora avviene. La presentazione del Drappellone oggi è un appuntamento consuetudinario di notevole importanza, tanto da destare interesse la reazione del pubblico al momento in cui viene mostrato.
Presentazione della bandiera
La presentazione della bandiera è una figura della sbandierata semplice, rappresentata dai primi passi, quando l’alfiere sventola lentamente e in tutta la propria ampiezza la bandiera. Viene eseguita impugnando la bandiera con la destra mentre la sinistra, che le si sovrappone, stringe i lembi del vessillo all’asta. La bandiera spunta da dietro il torace dell’alfiere leggermente inclinata. Spesso viene considerato erroneamente come il triangolo della bandiera.
Previsita
È la serie di visite mediche a cui vengono sottoposti i cavalli pochi giorni prima della Tratta. Le visite hanno l’obiettivo di certificare l’idoneità dei soggetti a correre il Palio. Sono curate dalla Commissione veterinaria e si svolgono presso la clinica del Ceppo. Si svolgono in due o tre giorni consecutivi immediatamente prima delle prove di notte, a seconda di quanti sono i cavalli da visitare. I cavalli vengono visitati sia da fermi che mentre lavorano. Nel caso in cui i veterinari abbiano qualche dubbio riguardo lo stato di salute dei cavalli, possono sottoporre immediatamente il soggetto a radiografie di controllo. Ai cavalli viene anche controllato il microchip che identifica l’originalità della genealogia e prelevato il sangue per il test antidoping. Al termine della previsita, i veterinari diramano l’elenco dei cavalli ammessi alle prove di notte e di coloro che potranno partecipare direttamente alla Tratta.
Prima fila
Anche dietro il cavallo c’è una gerarchla e per essere in prima fila o da prima fila, bisogna essere uomini, grossi e con una militanza in Contrada di almeno vent’anni. A queste persone viene dato il compito, generalmente, di partire “col rocchio”.
Priora
Titolo attribuito alla Contrada della Civetta.
Priore
Massima carica della Contrada. Viene eletto dal popolo per un mandato che dura nelle diverse Contrade da due a quattro anni. Nei giorni del Palio cede il comando al Capitano. L’Oca ha un Governatore e il Bruco ha un Rettore.
Processione del cero
Cerimonia annuale che si svolge il 14 Agosto in Duomo. Tutte le Contrade (e anche alcune parrocchie della città e della più vicina campagna ) omaggiano la Vergine Assunta con ceri che vengono ricevuti dall’arcivescovo benedicente. Le Contrade vengono rappresentate soprattutto da bambini in costume con i loro colori. Il Comune offre un grande cero dipinto e reca il drappellone per la benedizione.
Protettore
Membro sostenitore che contribuisce al mantenimento della Contrada con una quota annuale liberamente determinata.
Durante i festeggiamenti in onore al Santo Patrono la comparsa della Contrada si reca a rendere omaggio con la sbandierata all’abitazione di ciascun protettore.
Protonotario
Archivista della Contrada. (Valdimontone)
Prova
Una delle sei corse che si tengono al mattino e alla sera dei tre giorni che precedono il Palio.
Prova Generale
Quinta prova che si corre la sera della vigilia del Palio.
Provaccia
Sesta e ultima corsa di prova. Si corre il giorno stesso del Palio. Così chiamata perché i cavalli vengono trattenuti forzatamente dal correre risparmiandone le forze per il Palio che avrà luogo nel pomeriggio.
Prove notturne
Si svolgono alle prime luci dell’alba, il giorno prima della tratta, per verificare le condizioni dei cavalli e far prendere confidenza con la pista ai cavalli che vi arrivano per la prima volta.
Provenzano
    La Collegiata ove si venera l’immagine della Madonna cui è dedicato il Palio del 2 luglio.

  1. Designazione toponomastica della Contrada della Giraffa (Collegiata di Provenzano).

 

Provicario
Aiuto, sostituto e collaboratore diretto del Vicario.
Provveditore all’oratorio
Curatore della Chiesa della Contrada. (Aquila, Drago)
Provveditori
Addetti ai beni mobili e immobili. (Oca, Valdimontone)
Pugna (gioco delle)
Gioco medievale a squadre dove i partecipanti si fronteggiavano con “pugni et boccate”, cioè cazzotti e schiaffi a mano aperta.
I partecipanti si disponevano nel campo divisi per terzi; il terzo di Città, i bianchi, si contrapponevano ai terzi di Camollia e S.Martino uniti, i rossi, si fasciavano le mani con bende di seta e si affrontavano tra loro praticando una specie di pugliato.
Questo gioco si disputò frequentemente dal 1259 al 1324. In tale anno parteciparono più di mille pugilatori e ci furono molti feriti e diversi morti. Dopo di allora non si hanno più notizie della Pugna escluse sporadiche apparizioni, come nel 1536 alla presenza di Carlo V in città; nel 1544 Biagio di Montluc le cita nelle sue memorie rimanendone entusiasta; nel 1506, 1511 e nel 1612 alla presenza di Cosimo II dei Medici.
Nel 1613 appare una Pugna tra gli Scolari (studenti universitari) e gli Sviati (lavoratori della lana). Questo tipo di competizioni tra studiosi e non si farà fino al 1700.
Pulito
Sgombero della pista per il passaggio degli addetti alla pulizia prima delle prove e del Palio.
Purga
Punizione (auto inflitta) di chi perde, un tempo letterale oggi simbolica. Chi vince si vanta di aver “dato la purga” a chi ha perso. L’intensità della purga è direttamente proporzionale alle speranze di vittoria precedenti alla corsa. Le Contrade più ripurgate sono la seconda arrivata e l’avversaria di quella vittoriosa.

cita 1

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Autore

Pier Camillo Pinelli

EX FANTINO DEL PALIO DI SIENA E LA PENSO COSI': "PER FARSI DEI NEMICI NON E' NECESSARIO DICHIAR GUERRA BASTA DIRE QUEL CHE SI PENSA"
Martin Luther King. per mail: camillopinelli@gmail.com

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