Siena 05 Gennaio 2024
Correzioni Storiche sul Palio del 2 Luglio 1974: La mia testimonianza il Camillo il Fantino “Spillo”
Per caso mi è capitato di leggere la storia del Palio del 2 Luglio 1974 [si intende il riferimento originale “CLICCA QUI” non incluso nell’articolo] e ho riscontrato alcune importanti imperfezioni nella narrazione. Per onor del vero e per dare la possibilità a chi l’ha scritta di correggerla, ritengo che quando si raccontano queste Storie, che poi restano come memoria storica – ed è una cosa preziosa – debbano essere riportate per come sono accadute. Con la presente, spero di aver aiutato gli amici del Palio.org a ristabilire la verità dei fatti.
L’errore principale si verifica al primo Casato, nel momento della caduta. Secondo il resoconto che ho letto, l’errore è relativo alla dinamica: il Bruco (con Rondone su Orbello) cadde, e la Torre era seconda, seguita dal Leocorno.
La caduta del fantino del Leocorno, Bazza (su Panezio), avvenne non autonomamente, ma a causa dell’azione della Torre. La Torre, infatti, si trovava in scia al Bruco, che cadde rovinosamente. Per scansare l’impatto con Bruco e Orbello, il fantino della Torre – il sottoscritto, “Spillo”, al suo debutto nel Palio – dovette tirare con forza il cavallo Pitagora verso il centro della pista in modo talmente veemente che il cavallo si sbracò completamente. A quel punto, il Leocorno, con Panezio, tamponò la Torre, provocando la caduta di Bazza.
Nonostante l’urto, io, Spillo, rimasi attaccato al cavallo Pitagora in una posizione precaria, quasi di traverso, come “gli Indiani” – di fianco alla bestia – riuscendo a restare aggrappato fino a Fonte Gaia. Ancora instabile a cavallo, riuscii persino a dare una nerbata in faccia a Pitagora.
Alla successiva curva di San Martino, avendo io posizionato il Nerbo a sinistra, Pitagora andò “a dritto” come era nel suo solito, aiutato anche dal cavallo del Leocorno, Panezio, che in quel frangente era all’interno all’altezza del colonnino. In quell’occasione, ne fece le spese la Selva con Canapino (su Rimini, anche lui al debutto): prima, mentre mi stavo ritirando su a cavallo in testa, allargai involontariamente la Selva ai Palchi alla Fonte, rallentandola; poi, a San Martino, Panezio mi aiutò – me della Torre – ad andare a dritto e allargò la Selva contro i materassi, lasciando strada all’interno all’Oca e al Valdimontone.
Panezio, al secondo giro, rincalò la dose chiudendo nuovamente la Selva ai Palchi del Casato.
Posso affermare che, se non fosse successa questa complessa dinamica, avremmo probabilmente visto vincere la Selva, e non il Valdimontone. Ma il Palio è così, e i se e i ma se li porta via il vento.
Camillo <Spillo>
IL FILMATO PER VERIFICARE QUELLO CHE HO SCRITTO




























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