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Gino Petreni, il “Marziano”, se n’è andato un’altro degli ultimi “cavallai” veri

29 luglio 2026

Gino Petreni, il “Marziano”, se n’è andato un’altro degli ultimi “cavallai” veri

Mi arriva una notizia che dispiace, soprattutto quando riguardano persone che hai conosciuto da sempre. Gino Petreni“il Marziano”, ci ha lasciato all’età di 90 anni due giorni fa. Da tempo non viveva più a Siena, si era trasferito a Cupramontana, in provincia di Ancona, vicino alla nipote Margherita, quella nipote che aveva allevato, cresciuto e amato come una figlia.
E Margherita quell’amore glielo ha restituito tutto. Fino all’ultimo giorno gli è rimasta accanto, lo ha accudito con una dedizione straordinaria, facendogli quasi da mamma nel momento del bisogno. Mica è facile sentire certe cose, perché raccontano cosa significhi davvero volersi bene.
Gino era uno dei cavallai della vecchia generazione, di quelli veri. Di quelli che non si limitavano a parlare di cavalli, ma li montavano, li preparavano quasi completamente da soli e vivevano la Piazza con una passione autentica, senza secondi fini. I cavalli da Palio erano la sua vita, così come il piacere di allevarli e di creare nuovi soggetti.
Per tanti anni aveva venduto dischi in piazza della Posta, quando ancora i dischi erano il cuore della musica. Ma chi lo conosceva davvero sapeva che il suo cuore batteva soprattutto per i cavalli. Aveva iniziato il suo percorso a metà degli anni Settanta insieme a Remo Carli, Danilo Boschi e Aldo Nerozzi, lavorando con i mezzosangue della Sardegna. Tra questi c’era la sua indimenticabile Udienza, cavalla che corse anche il Palio dell’Assunta del 1979 e che sarebbe poi diventata una fattrice straordinaria. Da lei sono nati cavalli importanti come Niro, Nitro, Vento, Lu Reed, Regina e Solitario, soggetti che hanno lasciato il segno nelle corse e sono poi entrati anche in razza.
Forse Gino non ha raccolto grandi vittorie in Piazza, ma ci sono persone che non si misurano con i successi. Si misurano con la passione, con il tempo dedicato ai cavalli, con il rispetto conquistato tra chi vive questo mondo da una vita. E lui quel rispetto lo aveva.
Nemmeno nel suo ultimo viaggio è stato lasciato solo. Nonostante la distanza, sono andati a salutarlo il figlio del suo grande amico Remo Carli, Francesco, insieme a Trik e ad altri amici di sempre. Un ultimo gesto d’affetto che racconta quanto fosse voluto bene.
Io Gino lo conoscevo da sempre, anche se
non ci ho mai avuto un rapporto stretto. Era uno di quei personaggi che appartenevano alla Siena del Palio, quella fatta di uomini semplici, autentici, che vivevano per i cavalli e non per apparire. Con la sua scomparsa se ne va un altro pezzo di quella generazione che difficilmente potrà tornare.
Alla moglie Carla, alla figlia Elisabetta, all’amata nipote Margherita, che gli è rimasta accanto con un amore e una dedizione esemplari fino all’ultimo respiro, e a tutti i suoi amici più cari, vanno le mie più sincere e sentite condoglianze.
Ciao Gino, Fai buon viaggio. Lassù troverai sicuramente un cavallo da preparare e una Piazza da raccontare.
Camillo

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Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King) Precisiamo, sono di centro destra ma non sono Fascista e mai lo rivorrei vedere.
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

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