PAESI DEI PALII

CONOSCIAMO I PAESI DEI PALII, OGGI PIANCASTAGNAIO

8 GENNAIO 2020

Oggi andiamo a vedere il bel paese di Piancastagnaio anche lui chiuso tra le sue mura e la sua rocca vediamo con l’aiuto di Wikipedia e del ilpalio.siena.it   la sua storia anche lui nella repubblica Senese, il suo Palio.

Alla prossima Brontolo

ultimo palio corso 2019

Piancastagnaio è un comune italiano di 4 133 abitanti[3] della provincia di Siena in Toscana.

Costituisce l’estremità meridionale della provincia d’appartenenza.
Geografia fisica

Parco pubblico e castello degli Aldobrandeschi

Il territorio del comune di Piancastagnaio si estende per 69,70 kmq in zona montuosa, sulle pendici sud-orientali del monte Amiata. Centro feudale, poi podesteria medievale fin dal XIII secolo, divenne capoluogo di feudo granducale nel XVII secolo e poi sede di comunità nel 1778.

Piancastagnaio viene ricordato sin dalla fine del secolo XI per i conflitti che sulla sua giurisdizione civile sorsero tra la famiglia degli Aldobrandeschi e l’abbazia di San Salvatore del monte Amiata; la disputa, nella quale intervennero anche i Visconti di Campiglia d’Orcia, proseguì nel XIII secolo quando Piancastagnaio era ormai divenuto un importante castello costituito a comune. Gravitante già da tempo, per quanto riguardava la parte politica, nell’orbita della repubblica di Orvieto, venne da questa occupato nel 1303 e ad essa rimase fin verso la metà del secolo. Ancora conteso dagli Orsini di Pitigliano, eredi degli Aldobrandeschi, e da Siena, che nel corso del XIV secolo aveva intensificato i suoi tentativi espansionistici, fra il 1415 e il 1430 Piancastagnaio si assoggettò liberamente a quella repubblica. Nel 1456 Siena, alla quale Piancastagnaio rimarrà legato fino al XVI secolo, ordinava e provvedeva che fossero restaurate le mura del castello. Attualmente rimangono una rocca ben mantenuta, tre torri e qualche tratto di mura. Nel 1601 il granduca Ferdinando I concedeva il territorio (che dal 1559 era entrato a far parte del ducato di Cosimo I) in feudo al marchese Giovanni Battista Bourbon del Monte, al quale si deve la costruzione dell’imponente palazzo fuori delle mura. Nel 1778 il feudo veniva soppresso e il territorio di Piancastagnaio riorganizzato all’interno dello stato granducale. Durante la guerra di Liberazione la zona fu sede di un’intensa attività partigiana.

Le risorse economiche di Piancastagnaio si basavano, nell’età passata, soprattutto sulle attività silvo- pastorali. Le grandi distese di boschi (faggete, querce, lecci, castagni e abeti) e le sodaglie a pascolo prevalevano infatti sui terreni coltivati a cereali e alimentavano anche il bestiame transumante che saliva all’inizio dell’estate dalla piana maremmana. Legate all’utilizzo del bosco erano anche le principali attività manifatturiere per la lavorazione del legno. In età medievale Piancastagnaio era anche noto per la fabbricazione di lance e picche; vi erano inoltre gualchiere, mulini e polveriere. Attualmente l’industria si incentra sulla produzione di mobili e infissi, di ceramiche, su aziende che operano nel campo dell’elettronica e sulla lavorazione della pelle. L’agricoltura, che conta su cospicue aree di seminativo a cereali, sull’olivicoltura, sulla viticoltura e sull’allevamento di ovini e suini, annovera la presenza di due cooperative. L’aumento degli impiegati nel terziario è avvenuto in gran parte grazie al forte incremento del turismo.

La popolazione totale del territorio comunale raggiunge, nel 1991, le 4.401 unità con una densità di 63 abitanti per kmq. Nel corso dell’Ottocento e del primo cinquantennio del Novecento il numero degli abitanti del comune era notevolmente aumentato, passando dai 2.566 abitanti del 1830 ai 3.622 del 1881, ai 5.082 del 1936 e ai 5.324 del 1951; è ancora in crescita al censimento del 1961 quando raggiunge le 5.583 unità, mentre nel 1971 la popolazione risulta essere composta di 4.697 unità e di 4.410 nel 1981.

STEMMA: D’oro al castagno sradicato, al naturale, sinistratio e sostenuto da un leone di rosso (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 26 aprile 1955).

GONFALONE: Drappo partito di giallo e di rosso ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma comunale con l’iscrizione centrata in argento: «Comune di Piancastagnaio» (Decreto del Presidente della Repubblica in data 18 ottobre 1955).

L’albero del castagno ha esplicito riferimento al nome della località. Il leone rampante è emblema di riconoscimento dell’autorità senese. Lo stemma fu, infatti, così composto nella prima metà del XV secolo, quando gli abitanti del borgo dovettero subire il dominio della Repubblica di Siena.

Monumenti e luoghi d’interesse

La chiesa di San Filippo Neri

La rocca negli anni venti

Il lavatoio pubblico ottocentesco

Architetture religiose

Architetture civili

Teatro
A Piancastagnaio è situato il Teatro Comunale.

Lo storico senese Giovanni Antonio Pecci nel 1700 racconta: “Negli anni 1646 vi erano nel Borgo fuochi 1411 e anime 571; nello Stretto fuochi 40 e anime 173; in Voltaia fuochi 116 e anime 470; nel Castello fuochi 93 e anime 229; e così in tutto fuochi 390 e anime 1443”.

Sono ancora oggi queste le quattro contrade, con l’unica eccezione delle “Stretto” oggi chiamato Coro, che ogni anno il 18 Agosto danno vita alla corsa del Palio delle Contrade di Piancastagnaio.

Le contrade si contendono il “cencio”, così viene chiamato il drappo dipinto che viene dato in premio alla vincente.

La corsa si svolge allo stadio comunale ed i fantini corrono sui cavalli senza sella, o come si dice in gergo “a pelo”.

I festeggiamenti sono tenuti in onore della Madonna di San Pietro; fu infatti nel 1948 che un frate carmelitano, P. Carlo Frattini, avanzò la proposta di istituire la festa della Madonna di San Pietro il 18 Agosto, giorno anniversario della consacrazione della chiesa.

A partire dal 1954 ebbe inizio l’attuale palio pianese per interrompersi poi nel 1962. La festa ha poi ripreso forza nel 1979, anno in cui sono stati definiti i confini territoriali e varato un regolamento al quale tutte le contrade si devono attenere.

Il borgo di Piancastagnaio è suddiviso in quattro contrade storiche:

  • Borgo (colori giallo-blu, stemma “cavallo saliente-rampante voltato a sinistra”)
  • Castello (colori rosso-verde, stemma “castello a due torri di cui il mastio a destra”)
  • Coro (colori rosso-nero, stemma “aquila ad ali aperte e testa voltata a destra”)
  • Voltaia (colori bianco-nero, stemma “quercia sotto ad una porta ad arco”)

ALBO D’ORO PALIO

Anno, Contrada, Fantino, Cavallo, Note

1979, Coro, Maurizio Farnetani detto Bucefalo, Senatore

1980, Castello, Giampiero Giorgeschi, Zingara
1981, Coro, Mario Vigni detto Castoro, Sant Girl
1982, Borgo, Leonardo Viti detto Canapino, Valsandro
1983, Voltaia, Mario Vigni detto Castoro, Lovelock
1984, Voltaia, Silvano Vigni detto Bastiano, Lovelock
1985, Voltaia, Mario Vigni detto Castoro, Bailowen
1986, Coro, Mario Vigni detto Castoro, Oca Rossa
1987, Voltaia, Silvano Vigni detto Bastiano, Bailowen
1988, Coro, Mario Vigni detto Castoro, Lachy
1989, Castello, Renato Gigliotti detto Davide, Bionica

1990, Borgo, Maurizio Farnetani detto Bucefalo, Tiziana d’Ercole
1991, Voltaia, Paolo Ragoni detto Paolino, Cotton Quick
1992, Borgo, Maurizio Farnetani detto Bucefalo, Fantasm, straordinario corso il 4 luglio
1993, Voltaia, Renzo Turchi detto Mattana, Power Shift
1994, Castello, Luca Lombardi detto Schizzo, Valle Sovrana
1995, Coro, Mario Vigni detto Castoro, Champagne, corso il 20 agosto
1996, Voltaia, Dario Colagè detto Il Bufera, M. Dragon
1997, Coro, Mario Canu detto Clemente, Gitano
1998, Castello, Federico Corbini detto Pistillo, Terribile Bobo
1999, Borgo, Massimo Coghe detto Massimino, Marachillad

2000, Coro, Mario Canu detto Clemente, Freschina, straordinario corso il 9 luglio
2000, Coro, Mario Canu detto Clemente, Freschina
2001, Borgo, Massimo Coghe detto Massimino, Ryan’s Breef
2002, Coro, Mario Canu detto Clemente, Garrincha
2003, Voltaia, Luca Lombardi detto Schizzo, La chica
2004, Borgo, Mario Canu detto Clemente, Overland
2004, Borgo, Mario Canu detto Clemente, Overland, straordinario corso il 4 settembre
2005, Coro, Luca Lombardi detto Schizzo, Rinky
2006, Borgo, Mario Canu detto Clemente, Overland
2007, Castello, Andrea Mari detto Brio, La Nera
2008, Castello, Antonio Siri detto Amsicora, La Nera
2009, Coro, Giuseppe Zedde detto Gingillo, Rinky

2010, Borgo, Giovanni Atzeni detto Tittia, Aberrant
2011, Coro, Virginio Zedde detto Lo Zedde, Fischietto
2012, Voltaia, Silvano Mulas detto Voglia, Pippo
2013, Castello, Simone Mereu detto Deciso, Mazza
2014, Voltaia, Silvano Mulas detto Voglia, Jake
2015, Borgo, Valter Pusceddu detto Bighino, Salvatore, corso il 19 agosto
2016, Voltaia, Giusuè Carboni detto Carburo, Jake
2017, Coro, Francesco Caria detto Tremendo, Bonantonio da Clodia
2018, Voltaia, Giuseppe Zedde detto Gingillo, Uron
2019 Borgo, Valter Pusceddu detto Bighino, Ultimo Baio.

TOTALE PALII VINTI

bORGO

Borgo: 11

Castello

Castello: 7

Coro

Coro: 13

Voltaia

Voltaia: 12


ALBO D’ORO ASTA E BACCHETTA

2006 – Borgo
2007 – Borgo
2008 – Coro
2009 – Castello
2010 – Castello
2011 – Voltaia
2012 – Voltaia

2013 – Borgo
2014 – Borgo
2015 – Castello
2016 – Castello
2017 – Coro
2018 – Coro
2019 – Castello

TORNEO DI CALCIO – TROFEO DEL MAGISTRATO DELLE CONTRADE

A partire dall’anno 2016 al vincitore del torneo verrà consegnato il “Trofeo del Magistrato delle Contrade” che lo terrà in custodia fino all’anno successivo. Sarà definitivamente aggiudicato al raggiungimento di tre tornei vinti. Di seguito verranno annotate le contrade che man mano vinceranno il torneo.

2016-  Contrada Coro

Pier Camillo Pinelli

EX FANTINO DEL PALIO DI SIENA E LA PENSO COSI': "PER FARSI DEI NEMICI NON E' NECESSARIO DICHIAR GUERRA BASTA DIRE QUEL CHE SI PENSA"
Martin Luther King. per mail: camillopinelli@gmail.com

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