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PAESI DEI PALII

CONOSCIAMO I PAESI DEI PALII, OGGI FUCECCHIO

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13 gennaio 2020

Oggi vediamo la storia del Paese di Fucecchio che in Fucecchio alta ha la sua antichità, leggiamo la sua storia e vediamo come nasce il Palio, le contrade, l’albo d’Oro del Palio ed altro ancora sempre con l’aiuto di Wkipedia, buona lettura.

Alla prossima Brontolo

FUCECCHIO
Geografia fisica
Il Comune si trova sulla riva destra del fiume Arno, al confine tra la città metropolitana di Firenze e le province di PisaLucca e Pistoia e vicino all’area umida del Padule di Fucecchio.
Il suo territorio ricopre una superficie di 65 km², mediamente sui 25 m s.l.m.; il paese si estende in parte adagiato su di un colle, che fin dall’antichità ha preso il nome di “Poggio Salamartano”, e per la maggior parte nella zona pianeggiante che si trova alle sue pendici.
Distante circa 45 chilometri da Firenze e 38 da Pisa, inserito nel Comprensorio del Cuoio, confina a nord con i comuni di Chiesina Uzzanese e di Ponte Buggianese, a est con i comuni di Larciano e Cerreto Guidi, a sud con il Comune di San Miniato e a ovest con i comuni di Santa Croce sull’Arno, di Castelfranco di Sotto e di Altopascio.
Origini del nome
Il toponimo è attestato per la prima volta nel 1027[5] come “Ficiclo”, “Ficecli” e “Ficecchio” e deriva dal latino ficetulum col significato di “bosco di piante di fico, luogo dei fichi”.
Storia
Attraverso Fucecchio transitava l’antica Via Francigena. Nel Medioevo perciò la località crebbe notevolmente in relazione al percorso che da Roma conduceva verso la Francia ed i Cammini di Santiago e viceversa. La Francigena attraversava l’intero Valdarno, da sud dell’Arno cioè da Borgo San Genesio, in direzione nord-ovest, verso Ponte a CappianoAltopascioPorcari e Lucca. Nell’itinerario di Sigerico, Fucecchio rappresentava la XXIII tappa (Mansio), insieme alla vicina Ponte a Cappiano e la località era definita dall’Arcivescovo di Canterbury Arne Blanca.
Le origini di Fucecchio s’intrecciano con la storia di una delle famiglie comitali toscane più potenti del medioevo, i Conti Cadolingi, famiglia pistoiese strettamente legata all’entourage imperiale che fondò in questo luogo sia il castello di Salamarzana sia l’abbazia di San Salvatore.[5] Nell’età comunale ebbe importanza strategica in quanto territorio di frontiera nelle dispute fra Lucca e Firenze, vide le gesta e talvolta ne decise le sorti, di Castruccio Castracani. Il 14 dicembre 1330, a seguito di propria istanza, il comune di Fucecchio entrò sotto la potestà della Repubblica Fiorentina e da quella data ne seguì le sorti e i voleri[5], accettando tra le altre cose anche il Podestà che sarebbe stato designato dalla Signoria e furono innumerevoli gli appartenenti alle famiglie nobili più o meno conosciute, ivi compresa quella dei Donati citata in Gianni Schicchi, opera pucciniana del 1918 ma ambientata nel 1299 in cui il librettista Giovacchino Forzano s’ispira ad un passo della Divina Commedia e scrive, fantasiosamente, di un certo Simone de’ Donati ex Podestà di Fucecchio. A parte l’incongruenza cronologica, i due Podestà della famiglia furono Donato (1316-1317) e Sinibaldo (1373)
Nel XIX secolo la comunità segue e partecipa alle vicende storiche risorgimentali e si esprime con una delle figure più importanti dell’epoca, Giuseppe Montanelli.
Il 23 agosto 1944 le frazioni di Querce e Massarella furono tra le località colpite dall’eccidio del Padule di Fucecchio nel quale la 26ª divisione corazzata dell’esercito tedesco nazista uccise un totale di 174 civili (di cui uno solo partigiano).
Onorificenze
Fucecchio è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignito della croce di guerra al valor militare e, comulativamente assieme ai Comuni di Monsummano Terme, Ponte Buggianese e Cerreto Guidi, della Medaglia d’argento al merito civile, per i sacrifici delle sue popolazioni e per l’attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale[7]:

Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare
Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d’argento al merito civile
«Durante il secondo conflitto mondiale, la popolazione delle cittadine toscane, animate da fiera ostilità nei confronti del regime fascista, partecipava con eroica determinazione alla Resistenza e alla lotta partigiana. Oggetto di violenti bombardamenti e feroci rappresaglie da parte delle truppe tedesche, sopportava la perdita di numerose vittime civili e la distruzione di ingente patrimonio, dando esempio di eccezionale abnegazione ed amor patrio»
— Territorio Toscano del Padule di Fucecchio (Comuni di Fucecchio, Monsummano Terme, Ponte Buggianese, Cerreto Guidi), 1944; Depositario di rappresentanza, Comune di Monsummano Terme[8]
Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città

Gemellaggio

Nel 2009 nasce in Francia Nogent-Italia l’associazione per rafforzare i rapporti tra la città di Nogent-Sur-Oise e alcuni comuni italiani tra cui il comune di Fucecchio. Due delegazioni francesi composte da studenti e insegnanti nel 2010 hanno visitato Fucecchio nelle settimane in cui si è svolto il Palio. Nel 2014 è stato siglato a Nogent sur Oise il gemellaggio tra i due comuni

Evoluzione demografica

Al termine dell’anno 2007 la popolazione totale si attestava intorno ai 22.668 abitanti, di cui il 73% residente nel capoluogo. La frazione con il maggior numero di residenti è S.Pierino con l’8,6% della popolazione. In ottica generale, si è assistito a due ondate di rapida crescita demografica, la prima dal 1965 al 1979 ha consentito alla popolazione residente di raggiungere quota 20.000 abitanti. La seconda, a partire dal 1994, dopo un luogo periodo di stabilità, è rappresentata dal fenomeno migratorio dai paesi stranieri.

Suddivisioni storiche

A partire dal 1980 per la disputa del Palio di Fucecchio, il territorio del comune è stato suddiviso in 16 contrade, tenendo conto delle tracce storiche esistenti, per opera di Adriano Lotti.

Frazioni

Il territorio comunale è diviso in varie frazioni Botteghe, Galleno, Le Vedute, Massarella, Le Pinete, Ponte a Cappiano, Querce, San Pierino e Torre.

Galleno

Il centro della frazione sorge sulla Via Francigena, e proprio ad essa deve il suo sviluppo in età antica, infatti durante il Medioevo i mercanti che la percorrevano erano soliti sostare nel borgo. I primi documenti risalenti all’XI secolo, indicano Galleno come un piccolo borgo, nel 1113 passò sotto la signoria del Vescovo di Lucca. A partire dal 1284 si sottomise al comune di Fucecchio. A Galleno si trova un tratto di circa 800 metri dell’antico selciato in ottimo stato di conservazione. Nel 1993 è stato fondato il comitato civico Pro Via Francigena, ingranditosi anno dopo anno, grazie ad alcuni volontari, oggi l’associazione si occupa della manutenzione del tratto, e dell’accoglienza dei pellegrini.

Le Botteghe

Si tratta di una frazione che si è sviluppata dalla metà del XX secolo sotto la spinta del miracolo economico intorno ad un minuscolo agglomerato di case e una pieve, pertanto, costituita da un’ampia zona artigianale e una piccola zona residenziale pedecollinare.

Le Vedute

Si erge sopra l’abitato di Ponte a Cappiano, fin dal Medioevo fu luogo di venerazione, per la presenza di un’immagine della Vergine, trasferita nel 1730 nel capoluogo.

Massarella

Anticamente chiamata “Massa Piscatoria”, è citata per la prima volta nel 998 per la presenza della Pieve di S.Maria. Dopo essere passata, intorno al mille, sotto il potere dei Conti Cadolingi, fu in parte venduta nel 1113 al Vescovo di Lucca, dopo l’estinzione della dinastia cadolingia. Intorno al 1200 si dotò di un proprio statuto e di mura fortificate, per garantirsi autonomia e protezione, tuttavia nel 1309, con il consenso del comune di Lucca, chiese e ottenne di unirsi sotto Fucecchio. Tra il 1320 e il 1328, come tutto il territorio fucecchiese, divenuto rifugio di famiglie guelfe scappate da Lucca, fu distrutta da Castruccio Castracani, che cancellò anche tutti gli atti amministrativi esistenti. Dopo la furia di Castruccio, Massarella fu colpita da peste e carestia, tantoché fu completamente abbandonata. Intorno al 1523 la frazione iniziò a ripopolarsi, dopoché il comune cedette in affitto l’ex castello.

Le Pinete

Centro abitato di circa 300 abitanti, Pinete si trova nel cuore delle Colline delle Cerbaie. Presenti attività produttive legate al legname e una scuola per l’infanzia. Da notare la chiesa di San Rocco (patrono di Pinete), portata a termine nel 1950 e oggi facente parte della parrocchia di Galleno. Nel centro abitato si trovava fino al 1990 circa una sorgente d’acqua nota come “Fonte della Salute” la quale era riconosciuta avere effetti benefici e disintossicanti.

Ponte a Cappiano

Ospita il maggiore polo industriale del comune, ma vanta anche una storia antica quanto quella del capoluogo nonostante l’assenza di architetture o resti che lo ricordino. Della prima metà del XVI secolo, invece, è possibile ammirare la versione medicea del ponte sul canale Usciana e l’impianto originale della Villa La Palagina, poi ampliata e modificata nei secoli successivi. Nella piazza principale della frazione si erge la ferriera granducale (fine XV inizio XVI sec.) dove è ancora possibile leggere il riferimento a Ferdinando I De’ Medici e più esattamente al di lui settimo figlio, Lorenzo.

Querce

Situata ai confini con le province di Lucca e Pistoia, la frazione ospita il Santuario della Madonna della Querce, eretto nel 1639 sulle fondamenta di una chiesa costruita nel IX secolo in seguito alle testimonianze di alcune visioni della Vergine. Nel luogo delle apparizioni si trova oggi una piccola cappella chiamata “la Cellina”. Presenti diverse attività produttive, un ufficio postale e la scuola elementare Carlo Lorenzini.

San Pierino

La frazione occupa totalmente l’unica parte del territorio comunale situata sulla riva sinistra del fiume Arno. Proprio il fiume è stato per anni la risorsa principale della frazione, i suoi abitanti erano perlopiù pescatori, renaioli e navicellai. Attualmente San Pierino si è notevolmente popolato, frutto dell’espansione edilizia che ha interessato le zone campagnole.

Torre

I primi documenti esistenti, databili intorno al 1018, indicano la presenza di un piccolo agglomerato di case, chiamato “Villa San Gregorio“. Nel XII secolo prese il nome di “Ultrario“, “oltre il rio”, in riferimento al rio Ramone che la separa da Ponte a Cappiano. Intorno al 1200 si fortificò con mura e una grande torre, da cui deriva il nome attuale. Nel 1309 si sottomise a Fucecchio, a causa delle povere condizioni in cui gravava. Tra il XVI e il XVIII secolo, il borgo era sotto il controllo della famiglia Orlandi di Pescia.

Altre località del territorio

Un altro centro abitato che, pur essendo dotato di un toponimo, non gode dello status di frazione ma è degno di essere elencato è quello di Saettino, dove in antichità si ergeva il porto della città.

Economia

Fucecchio è un centro commerciale per il mercato dei prodotti agricoli (cereali, olio, vino) ed industriale (industrie chimiche, calzature e pelletterie in genere).

IL PALIO
Storia
L’ultima edizione storica di cui si ha notizia dagli archivi storici locali, risale al 14 giugno 1863[1]. Fu solamente a partire dagli anni ottanta che la giostra tornò a vivere con regolarità. Precursore del Palio moderno fu il “Gruppo donatori di sangue Fratres”, il quale nel 1980 organizzò una corsa tra pony per promuovere la donazione di sangue[2]. Dall’anno seguente si decise di organizzare un vero e proprio Palio delle Contrade, con i cavalli montati a sella[2].

Dopo un iniziale presenza di sedici contrade, il numero scese definitivamente alle attuali dodici. Dal 1987 si abbandonò la sella, ed i cavalli furono montati a pelo.

Dal 1995 il Gruppo donatori di sangue FRATRES lasciò il Palio nelle mani dell’Amministrazione comunale, in quanto cresciuto molto rispetto a come era nato. La manifestazione si svolge all’interno della “ex cava d’Andrea” chiamata comunemente dai fucecchiesi “La buca”: un ippodromo naturale adatto alle corse dei cavalli.

La terra della “buca” è stata calcata dai più forti fantini italiani: da Aceto a Cianchino, dal Pesse a Trecciolino passando per altri importanti fantini come Massimino IIIl BuferaBucefaloBastiano arrivando fino alle più giovani promesse come GingilloLo ZeddeBighinoSgaibarreVellutoTittiaVittorio.

Calendario della settimana del Palio

  • Martedì: al mattino si svolgono le previsite presso il centro ippico fucecchese (loc. La Torre); Presentazione del Cencio, ore 21.30, P.za Vittorio Veneto.
  • Mercoledì: dalle ore 15 circa, nella Buca d’Andrea, corsa dei cavalli iscritti suddivisi in batterie e scelta del lotto di cavalli da parte dei capitani delle 12 contrade. Dalle ore 21.30 in Piazza Montanelli, Tratta e assegnazione dei 12 barberi a ciascuna contrada, tramite estrazione.
  • Giovedì: prima prova, ore 18.
  • Venerdì: seconda prova, ore 18.
  • Sabato: Firma ufficiale dei fantini iscritti al Palio, ore 10.30, Parco Corsini.
  • Domenica: Sfilata Storica per la vie cittadine (ore 9.30), Corsa del Palio (ore 16.00).

Contrade

Le contrade partecipanti al Palio di Fucecchio sono le dodici. Inizialmente le contrade erano sedici, considerate anche Querce, Pinete, Galleno e Vedute.

Albo d’oro

Anno Contrada vincitrice Fantino Cavallo Note
1981 Ferruzza Luca Sardelli Vola Vola
1982 Querciola Sergio Castaldo Terremoto
1983 Borgonovo Alberto Antinori detto Albertino Vipera Bionda
1984 Cappiano Renato Gigliotti detto David Marta
1985 Botteghe Vittorio Ceciarelli Zar
1986 Borgonovo Fabrizio Ungheria Swam
1987 Sant’Andrea Maurizio Farnetani detto Bucefalo La Scodata
1988 Borgonovo Vincenzo Foglia detto Frasca Conte Violet
1989 Porta Bernarda Andrea Degortes detto Aceto Stuchys
1990 Botteghe Dario Colagè detto Il Bufera Pomponia
1991 Sant’Andrea Angelo De Pau detto Il Nano Ulita Deis
1992 Porta Bernarda Angelo De Pau detto Il Nano Ulita Deis
1993 Porta Raimonda Salvatore Ladu detto Cianchino Cotton Quick
1994 Querciola Giuseppe Pes detto Il Pesse Grand Prix
1995 Borgonovo Massimo Donatini detto Incisivo Mighty Dragon
1996 Porta Raimonda Giuseppe Pes detto Il Pesse Allez Reef
1997 Querciola Angelo De Pau detto Il Nano Jalmood The Best
1998 Massarella Massimo Coghe detto Massimino II Golden Lucky
1999 Porta Raimonda Giuseppe Pes detto Il Pesse Butch Cassidy
2000 Massarella Gianluigi Mureddu detto Pollicino Shakuntala
2000 Porta Bernarda Salvatore Ladu detto Cianchino Bandito Palio del Giubileo
2001 Palio non assegnato
2002 Porta Bernarda Dino Pes detto Velluto Mowgli
2003 Massarella Claudio Bandini detto Batticuore Ombre Rosse
2004 Massarella Claudio Bandini detto Batticuore Elisir di Logudoro
2005 San Pierino Giovanni Atzeni detto Tittia Fidels
2005 Porta Bernarda Virginio Zedde detto Lo Zedde Ellison Palio straordinario
2006 San Pierino Antonio Villella detto Sgaibarre Falco Doglia
2007 San Pierino Alberto Ricceri detto Salasso Grein
2008 Porta Bernarda Silvano Mulas detto Voglia Igor de Mores
2009 Sant’Andrea Alberto Ricceri detto Salasso Mississippi
2010 San Pierino Virginio Zedde detto Lo Zedde Melantò de Aighenta
2011 Samo Simone Mereu detto Deciso Narcisco
2012 Sant’Andrea Giuseppe Zedde detto Gingillo Nanneddu
2013 Torre Valter Pusceddu detto Bighino Nino’s
2014 Querciola Simone Mereu detto Deciso Bomario da Clodia
2015 Querciola Simone Mereu detto Deciso Tavel Pontadour
2016 Massarella Giuseppe Zedde detto Gingillo Matato
2017 Sant’Andrea Gavino Sanna Tiepolo
2018 Samo Valter Pusceddu detto Bighino Quan King
2019 Sant’Andrea Gavino Sanna Red Riu
Contrada Vittorie
Porta Bernarda 6 di cui 2 straordinari
Sant’Andrea 6
Querciola 5
Massarella 5
San Pierino 4
Borgonovo 4
Porta Raimonda 3
Botteghe 2
Samo 2
Torre 1
Cappiano 1
Ferruzza 1

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Autore

Pier Camillo Pinelli

EX FANTINO DEL PALIO DI SIENA E LA PENSO COSI': "PER FARSI DEI NEMICI NON E' NECESSARIO DICHIAR GUERRA BASTA DIRE QUEL CHE SI PENSA"
Martin Luther King. per mail: camillopinelli@gmail.com

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