1-CAVALLI DEL PALIO

Il Motore e l’Anima: Storia di Preziosa Penelope, la cavalla del Cappotto

26 dicembre 2025

Il Motore e l’Anima: Storia di Preziosa Penelope, la cavalla del Cappotto

C’è un momento preciso, al canape, che i contradaioli della Lupa non dimenticheranno mai: quel caricare il motore. Preziosa non stava ferma perché non era una statua; lei vibrava. Quelle piccole impennate non erano nervosismo, erano la pressione di un turbo che chiedeva di essere liberato. Era come se dicesse a Scompiglio:
“Appena cade il canape, reggiti forte, perché il resto lo faccio io”.
La sua storia è un crescendo rossiniano. Passa per le mani esperte di Alessio Migheli, poi da Elias Mannucci, ma è con Francesco Caria (Tremendo) che la cavalla trova la sua quadratura definitiva. Caria capisce che quella baia non va solo allenata, va capita. Ne forgia il fisico potente, ma ne rispetta l’orgoglio.
Il 2016, dopo il Palio senza gloria del 2015, rimane l’anno dell’invincibilità. Accoppiata a Jonatan Bartoletti, Preziosa diventa un’arma impropria.
Al Palio di Luglio: Vince per la Lupa con una prepotenza fisica che lascia ammutoliti, a quel terzo Casato infila tutti dal di dentro vendo con un altro passo a confronto agli altri, oltre ad una precisione millimetrica in curva.
Nell’Agosto: Firma il “Cappotto” per la Lupa, un’impresa che entra nella storia con quell’entrata all’angolo del Manganelli in modo sfacciato e potente, assecondata da un intrepido Scompiglio
In Piazza del Campo, Preziosa era prepotente. Non subiva gli altri, li dominava. Dove altri cavalli rallentavano per timore del tufo o dell’impatto, lei accelerava. Aveva un carattere sfacciato: entrava nei varchi più stretti con la sicurezza di chi sa di essere superiore.
Poi, il silenzio. La frase più amara del Palio: “È troppo forte”. Le Contrade che non la ricevono in sorte iniziano a temerla, e i capitani preferiscono non inserirla nel lotto per non rischiare di regalarla a un’avversaria. È il paradosso di Siena: la “perfezione” ti esclude.
Nel 2019 approda nella scuderia di Andrea Mari, detto Brio, ed è l’anno della sua ultima presenza in Piazza.
Si incontrano due campioni, due anime affini. Andrea la amava profondamente; ne riconosceva la nobiltà. La tragica scomparsa di Brio nel 2021 segna idealmente la fine della carriera sportiva di Preziosa, quasi come se, perso quel compagno di sogni, non avesse più senso cercare la gloria nelle gare.
Sotto il profilo emotivo, Preziosa Penelope è la storia di una libertà contenuta. In Piazza era un uragano di adrenalina e muscoli; oggi, nel silenzio della campagna, è la dolcezza di una mamma.
C’è una profonda malinconia nel sapere che avrebbe potuto vincere ancora tre, quattro, cinque volte. Ma c’è anche una forma di rispetto sacro: Preziosa non è stata “consumata” dalla Piazza. È rimasta intatta nel mito, bella e imbattuta nel ricordo collettivo, come una regina che ha abdicato troppo presto perché nessuno osava più sfidarla.
Oltre la gloria senese, Preziosa ha lasciato un segno indelebile in altri Palii d’Italia, in simbiosi con Francesco Caria:
Al Palio di Ferrara: In Piazza Ariostea, Preziosa ha dimostrato tutta la sua potenza. Una vittoria netta, voluta e ottenuta con quella superiorità fisica che l’ha sempre contraddistinta. In una pista così particolare, ha saputo sprigionare una velocità che non ha lasciato scampo agli avversari, con anche l’abilità di Tremendo.
Al Palio di Asti: Anche in Piazza Alfieri, una delle piste più difficili e tecniche, Preziosa ha sfiorato l’impresa. Sempre con “Tremendo”, è andata vicinissima a un successo che avrebbe consacrato la sua egemonia totale nei tre palii tra i più importanti d’Italia. Una prestazione di cuore e muscoli che ha fatto tremare i rivali fino all’ultimo respiro.
Oggi Preziosa Penelope vive la sua “seconda giovinezza” come fattrice. Il suo sangue nobile continua a scorrere nei suoi figli, nella speranza che abbiano ereditato quel “motore” e quel carattere indomito.
Ogni volta che uno dei suoi puledri si avvicinerà a una pista, chi ha amato Preziosa cerca in loro quel piccolo “scatto”, quell’accenno di impennata. Perché se è vero che i campioni passano, il loro spirito resta nel battito degli zoccoli dei figli.

Complimenti a Sandra Rossi, alla Famiglia che ne detiene la proprietà, a Francesco Caria che seppe creare una Stella, e buona vita a te Preziosa, grazie per l’emozione e la felicità che hai dato a Siena, alla Piazza, e al Popolo che la gremisce.
Camillo
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Preziosa Penelope:
Allevatore: Maria Teresa Pes.
Babbo: Approach the Bench
Mamma: Chimera Carina

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Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King) Precisiamo, sono di centro destra ma non sono Fascista e mai lo rivorrei vedere.
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

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