27 Ottobre 2026
SIENA: LE BUFALATE, TRA LE CACCE AI TORI ED IL PALIO ALLA TONDA DI ANNA NEROZZI
Nella prima metà del 1600, in Piazza del Campo, si disputarono le bufalate. Il nome stesso di queste competizioni, che si svolsero prima del consolidarsi del Palio alla tonda con i cavalli, ci riporta a corse dove venivano impiegate delle bufale maremmane pare montate da dei butteri. Le cronache ne attestano una quarantina e possiamo rintracciarle spesso tra le vittorie delle Contrade che, a differenza del Palio alla lunga, partecipavano in numero variabile a queste corse che per i senesi di oggi possono rappresentare qualcosa di atipico. Le bufalate si inserirono tra i riti della città quando le cacce dei tori andarono a scomparire per poi essere abolite perché considerati spettacoli troppo cruenti. Le bufalate venivano organizzate in occasioni particolari come succedeva per le altre manifestazioni dell’epoca. Dopo gli squilli di tromba, la corsa prendeva il via dal vicolo dei Borsellai, e si svolgeva su tre giri come il Palio attuale, ma in senso antiorario e l’arrivo era posto davanti al vicolo di San Paolo. Proprio qui, per l’ultima delle bufalate, svolta il 3 di novembre 1650, venne data anche la partenza. Oltre ai “butteri” che vi montavano sopra, ogni Contrada aveva dodici “pungolatori” che servivano a spronare l’animale durante i giri, rimetterli in corsa se indugiavano oppure insidiare gli avversari. La prima corsa di cui si fa menzione nei documenti è quella del 25 luglio 1599, giorno di San Jacopo; un’altra si svolse nel settembre del 1601 e addirittura si racconta che si fosse disputata dalle Due Porte fino a Sant’Andrea. Da annotare la bufalata del 20 ottobre 1632, corsa in onore di Ferdinando II dei Medici, fratello del principe Mattias governatore di Siena. Proprio in questa data, i senesi del 2000 hanno vissuto un Palio straordinario svolto nel 2018 per celebrare i cento anni della fine della Grande Guerra. Importante per gli appassionati di storia poter vedere, per quanto riguarda questa bufalata, le incisioni di Bernardino Capitelli che illustrano il corteo dei carri allegorici che le Contrade avevano creato e che entravano in piazza prima della corsa. Diversamente dalle cacce ai tori o altre feste che vennero abolite ufficialmente, le bufalate scomparvero naturalmente quando pian piano il Palio con i cavalli prese sempre più piede.
Anna Nerozzi
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