16 giugno 2026
14° Pillola di Palio di Anna Nerozzi “PERCHÉ IL PALIO DI PROVENZANO”
I primi documenti che attestano il Palio di luglio come consueto risalgono al 1656. Un Palio corso alla tonda in Piazza del Campo in onore della Madonna di Provenzano, corso con 13 Contrade e vinto dalla Torre. Ma per capire come mai si corre il Palio il 2 di luglio, dobbiamo tornare indietro di circa un secolo. Siamo alla metà del sedicesimo secolo, Siena sta vivendo uno dei momenti più drammatici della sua storia, la gloriosa Repubblica Senese sarebbe caduta in mano ai Medici concludendo così un periodo ricco di traguardi importanti da ogni punto di vista.
Nel 1552 Siena è occupata dalle truppe dell’imperatore Carlo V, pare che una notte, un archibugiere spagnolo, forse per una perdita al gioco, abbia sfogato la sua rabbia contro un’immagine sacra raffigurante la Pietà posta sul muro di un’abitazione in via delle Vergini (la leggenda racconta che fosse stata voluta lì da Santa Caterina). La storia prosegue descrivendo come in modo del tutto inspiegabile, forse come punizione divina, l’archibugio, che lo spagnolo aveva puntato contro l’immagine sacra, nel momento dell’esplosione scoppiò tra le mani dello stesso soldato uccidendolo. L’immagine sacra, in terracotta smaltata, riportò comunque dei danni, lasciando però intatta inspiegabilmente il busto della Madonna e proprio per questo motivo divenne un simbolo di grande venerazione. Proprio a questa immagine vengono riconosciuti miracoli fin dal 1594. L’anno successivo, nel 1595, con approvazione di papa Clemente VIII, si iniziò a costruire la basilica per poi custodire all’interno l’immagine della Madonna rimasta illesa dopo l’episodio dell’archibugiere. Il luogo scelto per costruire l’edificio di culto fu proprio Piazza Provenzano, quindi adiacente alla via in cui era accaduto il fatto sacrilego. Possiamo aggiungere che il progetto della basilica fu firmato da Schifardini e Del Turco, in stile manierista così come imponevano i canoni della Controriforma successiva al Concilio di Trento. Fu consacrata il 16 ottobre 1611 e il 23 ottobre 1611 con una solenne processione attraverso le vie cittadine l’immagine della Madonna fu traslata all’interno. Infine, nel 1634, papa Urbano VIII nomina l’edificio Insigne Collegiata di Santa Maria in Provenzano.
Torniamo al 1656 quando con una delibera, la Biccherna, accettò una proposta dei deputati della Festa di Provenzano di stabilire di correre il Palio ogni anno il 2 luglio, il giorno della Visitazione di Maria a Santa Elisabetta e si celebra il miracolo della Madonna di Provenzano. Canonizzato quindi il Palio di luglio ricordiamo anche due date importanti: il 1657, anno dal quale cavallo e fantino vittorioso si recano in Provenzano per il “Te Deum” di ringraziamento; ed il 1662 è il primo anno in cui il drappellone riporta dipinta l’immagine della Madonna di Provenzano.
Anna Nerozzi
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