1-CURIOSITA'

13° Pillola di Palio di Anna Nerozzi: Il Palio nel tempo (parte terza) 2 Giugno 2026

2 giugno 20226

13° Pillola di Palio di Anna Nerozzi: Il Palio nel tempo (parte terza) 2 Giugno 2026

Tra un mese sarà Palio e tra poco entreremo sempre più nel vivo con le previsite dei cavalli e tutti gli altri step obbligatori che piano piano porteranno a determinare il lotto dei 10 barberi partecipanti alla Carriera. All’inizio non era ovviamente così. Per i primi Palii alla tonda partecipavano un numero libero di Contrade le quali presentavano un proprio cavallo. Oggi parleremo di un Palio ad ingaggio.
Successivamente, sul finire del XVII secolo si introduce la tratta, operazione che prevede la disputa di batterie di selezione e la relativa assegnazione dei cavalli alle Contrade che partecipavano. Ovviamente era una tratta ben diversa da quella che conosciamo noi oggi. Le batterie si svolgevano su un percorso praticamente alla lunga che andava da Palazzo Diavoli fino all’Antiproto, in realtà l’arrivo era fissato dove si trovava la chiesa di San Bernardino. Se possiamo fare un parallelismo con l’attualità, pare che venissero esclusi subito i cavalli che arrivavano rispettivamente primo ed ultimo. Forse per cercare una sorta di lotto livellato anche all’epoca…
L’assegnazione avveniva nei pressi di Porta Camollia quindi poco distante dal luogo dove si erano tenute le corse di selezione. Da notare come fino al 1788 l’ordine di assegnazione fungeva anche da ordine di ingresso ai canapi il giorno del Palio. Dal 1761 la tratta assume una connotazione più vicina alla tratta che avviene solitamente. Infatti le operazioni si spostano in Piazza davanti alla porta di Biccherna e vi assistevano solo i capitani ed i barbareschi.
Dal 1936, infine, l’assegnazione dei cavalli, attraverso una specifica delibera, viene resa pubblica. I capitani prendono posto su un palco apposito che si trova davanti al Comune, sullo stesso palco i trombetti di Palazzo annunciano con gli squilli delle chiarine l’inizio ed il termine della tratta. Ai piedi del palco ci sono i dieci barbareschi “vestiti nell’antico costume” come recita il regolamento. Prima ancora si seguiva una regola del 1906 che stabiliva come i barbareschi dovessero essere “contraddistinti, per essere riconosciuti, da una rosetta dai colori della rispettiva Contrada”. E così l’assegnazione è rimasta tale fino ad ora. Tanti invece sono stati i cambiamenti apportati in merito alla selezione dei cavalli.
Giustamente nel tempo è nato un approccio ed una sensibilità ancor maggiore rispetto al passato nei confronti di questo animale (dettato indubbiamente anche da regole rigide su scala nazionale). Ma anche nei secoli precedenti l’attenzione per il cavallo a Siena era tanta. Basta pensare che alcuni documenti si riferiscono al 1660 quando si ordina di mettere uno strato di terra sul selciato di Piazza per la sicurezza dei cavalli, un altro datato 1698 dice che si “interra” con qualche giorno di anticipo la Piazza per effettuare (non regolamentate) le “comprove”. Queste non erano nient’altro che le nostre prove, regolamentate poi nel 1707, utili a testare quindi il soggetto sul campo. Nel 1842, un’ultima curiosità, si introduce l’uso di correre la prima prova nel pomeriggio del giorno della tratta.
Anna Nerozzi


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Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King)
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