22 dicembre 2025
Il Volto Nascosto di Vittorio: Oltre la Maschera del Personaggio
”Ho visto che il mio amico Mario Agnelli, Sindaco di Castiglion Fiorentino, è andato a trovare il suo amico Vittorio Sgarbi per esprimergli la sua stima e il suo affetto sincero. Questo mi ha spinto a scrivere ciò che ho sempre pensato sul grande Vittorio Sgarbi e a fargli i miei migliori auguri.”
C’è un’immagine pubblica di Vittorio Sgarbi che tutti conosciamo: l’uomo delle provocazioni, il critico furente, il protagonista di mille battaglie televisive, con quel suo: Capraaa. Ma dopo averlo incontrato e aver avuto il piacere di intervistarlo, ormai diverso tempo fa, per le pagine di questo giornale, mi sono reso conto di una verità profonda: Sgarbi secondo me si è fatto “violenza”. Ha creato un personaggio che, col tempo, lo ha quasi fatto prigioniero, ma che è lontano da quello che è il Vittorio reale.
Incontrandolo dal vivo, ho scoperto una persona diametralmente opposta allo stereotipo mediatico. Ho trovato un uomo, gentile, disponibile, riservato, quasi timido, dotato di una sensibilità che raramente emerge davanti alle telecamere.
Quella “violenza” che si è auto-inflitto costruendo il personaggio pubblico serve forse a proteggere la sua vera natura, quella di un uomo che preferisce la contemplazione di un’opera d’arte, l’ascolto e la riflessione al grido.
Sulla sua preparazione non ci sono dubbi: dire che è colto è quasi riduttivo. La sua conoscenza è reale, immensa, una dote che pochi in Italia e nel mondo possono vantare. E non parlo solo di nozioni accademiche. Sotto il profilo dell’arte, Sgarbi è un critico unico perché il suo non è un mestiere, è un amore viscerale. Quando parla di un’opera, i suoi occhi cambiano: traspare una passione che lo rende, a mio avviso, uno dei pochissimi capaci di far parlare la bellezza e fartela vedere, “ascoltare”.
In questo momento particolare, voglio mettere da parte il critico e il politico per parlare all’uomo.
Faccio i miei più sentiti auguri a Vittorio affinché possa riprendersi quanto prima e tornare in piena salute. Gli auguro un Natale sereno, circondato dai suoi affetti e dagli amici veri, gli auguro un 2026 che lo veda tornare a essere il vero protagonista della sua vita, prima ancora che della scena pubblica.
Il mondo della cultura ha bisogno della sua luce, ma l’uomo Vittorio merita la serenità che spesso il suo “personaggio” gli ha sottratto.
Forza Vittorio, con grande stima.
Pier Camillo
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