13 gennaio 2026
Addio al Marchese Ramirez: Il “Maestro” che ha cresciuto generazioni a Pian del Lago
Siena perde un pezzo della sua anima sportiva e umana. Con la scomparsa del Marchese Giuseppe Ramirez, a 90 anni, si chiude un capitolo indimenticabile dell’equitazione italiana e senese. Ma per chi è cresciuto tra la polvere e il fieno, Giuseppe non è stato solo un nobile di titolo, è stato il “Maestro” per antonomasia.
Il suo regno era quel capannone e nel campo ostacoli a Pian del Lago. Chiunque sia passato di lì non può dimenticare la sua voce incalzante, un suono che rimbombava tra le pareti o tra la sabbia del campo ostacoli, con quel piglio deciso e autorevole, correggeva un assetto, incitava al salto, insegnava la disciplina.
Non si imparava solo a stare in sella con lui; si imparava il coraggio. Il Marchese ha “messo a cavallo” centinaia di ragazzi, trasformando adolescenti incerti in cavalieri sicuri di sé.
Il suo magistero ha lasciato un segno indelebile anche nella nostra festa. Sotto la sua ala protettrice sono passati giovani che avrebbero poi scritto pagine leggendarie della Piazza. La sua scuola è stata la culla del talento di Luigi Bruschelli, “Trecciolino”: Il Re della Piazza, che da lui ha appreso le basi di quella tecnica sopraffina. Alessandro Chiti: Un altro nome cresciuto tra i suoi consigli. Jacopo Pacini: Testimone di un metodo che non faceva sconti.
Tanti altri sono stati portati dal Marchese a livelli agonistici altissimi nel salto ostacoli, perché lui, prima di salire in cattedra, era stato un grandissimo cavaliere, capace di trasmettere l’esperienza di chi il campo lo aveva dominato in prima persona.
Rimarrà il suo ricordo a Pian del Lago. Mancherà ma rimarrà il ricordo di quell’occhio clinico capace di capire un cavallo e un cavaliere con un solo sguardo. Ci resta però il rombo della sua voce nella memoria e, soprattutto, la consapevolezza che se Siena è ancora oggi una terra di eccellenza equestre, gran parte del merito va a quel signore d’altri tempi che non ha mai smesso di credere nei giovani.
“Il segreto non è forzare il cavallo, ma convincerlo.” diceva, e poi aggiungeva: “Il cavallo non ci deve nulla; siamo noi a dovergli tutto.”
Grazie di tutto, Marchese. Il tuo galoppo continua nei successi di tutti i tuoi allievi.Condoglianze ai familiari e agli amici, Buon Viaggio Marchese
Camillo–


























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