1-LUTTI

Addio a Rosario Pecoraro: Siena perde un pezzo di storia. “Nascessi cento volte rivorrei correre il Palio”

22 Febbraio 2026

Ieri, al Pian delle Fornaci, si parlava di corse e di cavalli come sempre. Le voci si rincorrevano leggere, tra un ricordo e un pronostico. Poi è arrivata una notizia che ha fatto abbassare gli sguardi e rallentare le parole: a 93 anni se n’è andato Rosario Pecoraro, semplicemente Saro, per la storia “Tristezza”.
Quarantuno Palii corsi. Cinque vittorie.
Numeri importanti, che raccontano una carriera. Ma la sua storia è molto di più di una statistica.
Debuttò in Palio di Siena nel luglio del 1955, in Piazza del Campo. Lo stesso anno in cui io sono nato. È uno di quei fili invisibili che la vita tende senza che tu te ne accorga, legando destini che si incontreranno più avanti.
Nell’agosto del 1973 ebbi il piacere e l’onore di correre con lui le prove del Palio. Nel ’74 non corse. Il suo ultimo Palio fu nel luglio del 1975; io montai quello d’agosto. Ci siamo sfiorati nel tempo, come accade tra uomini che parlano la stessa lingua: quella del cavallo e della Piazza.
Saro era un uomo di cavalli nel senso più autentico.
Fantino di mestiere, di quelli veri. Lo dimostrano anche i risultati straordinari ottenuti poi come allenatore negli ippodromi d’Italia. Aveva scuderia fissa a Livorno, la sua casa, la sua dimensione. Ed è lì che ieri, 21 febbraio 2026, il suo cuore ha smesso di battere. In silenzio, come aveva vissuto.
Era innamorato di Siena e del Palio. Lo diceva sempre:
“Nascessi cento volte, vorrei sempre ricorrere il Palio.”
Lo ripeteva quando lo intervistavano e spesso all’Entrone la mattina della Tratta, con quella immancabile sigaretta appoggiata all’angolo della bocca anche mentre parlava. Non era un uomo di troppe parole. Era uno da fatti. Da sguardi. Da strette di mano che valevano più di un discorso.
Di lui resterà per sempre l’arrivo vittorioso del 1967 nella Contrada della Giraffa, a braccia alzate su Topolone — che in quell’occasione si chiamava Ettore —
a smentire chi diceva che si allenasse poco. Quel gesto fu la sua risposta al mondo: parlare con la pista, non con le chiacchiere.
Ma forse l’impresa che più lo consegna alla memoria di Siena è il Palio del 1973, quando tolse la cuffia alla Contrada della Lupa, che non vinceva da ventuno anni, portando al primo successo l’indimenticato Panezio. Non fu solo una vittoria. Fu la fine di un digiuno. La liberazione di un popolo.
Accanto a lui, spesso, la moglie. Donna di poche parole, presenza costante. Gli diede quella stabilità che per chi fa il nostro mestiere è fondamentale. Perché dietro ogni fantino c’è sempre un equilibrio fragile, e serve qualcuno che sappia tenerlo in piedi quando tutto intorno corre veloce.

Negli anni Novanta andai a trovarlo per intervistarlo per Canale 3. Eravamo seduti davanti a un box, con il suo tema astrale tra le mani, a ripercorrere la sua vita di fantino anche sotto il profilo dell’astrologia. Si divertì. Mi divertii. Gli faceva quasi sorridere che uno che aveva fatto il suo stesso mestiere fosse lì a intervistarlo per la televisione, parlando di stelle oltre che di cavalli. In quel momento vidi non solo il fantino, ma l’uomo.
Tristezza era una bella persona. Capace. Leale.
Molti fantini delle corse regolari gli devono insegnamenti importanti, consigli dati senza clamore, esempi lasciati più che parole.
E non per ultimo suo figlio, che dopo aver smesso di correre in GR ha proseguito la carriera di allenatore, seguendo le orme del babbo.
Siena oggi piange un suo personaggio.
Un uomo che ha avuto tanto dal Palio, ma che al Palio ha dato altrettanto: coraggio, fatica, vittorie, amore.
E fino all’ultimo riconoscenza.!

Buon viaggio, Saro.
Che la terra ti sia lieve e che il galoppo, lassù, sia infinito. Ti saluto con l’affetto e la stima profonda di chi sa cosa significa sentire il cuore in gola dietro al canape.
Le mie più sentite e sincere Condoglianze alla famiglia

Camillo

IN PIAZZA



Tags

About the author

Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King) Precisiamo, sono di centro destra ma non sono Fascista e mai lo rivorrei vedere.
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

Add Comment

Click here to post a comment

Ultime Notizie

Categorie articoli

BRONTOLO NEWS WEB TV

SPONSOR