16 settembre 2026
CIAO SILVIO, BUON VIAGGIO
Oggi se ne è andato Silvio Etrea, detto Silvio, a 71 anni.
E quando se ne va una persona con la quale hai condiviso un pezzo della tua vita, non è mai semplice trovare le parole giuste. Perché dentro un ricordo ci sono tante cose, momenti belli e momenti difficili, risate, discussioni, passioni e anche quelle differenze di carattere e di modo di vivere che fanno parte della vita di ognuno di noi.
Silvio era un amico. Un uomo che ha vissuto sempre al massimo, prendendo dalla vita tutto quello che poteva prendere, spesso senza risparmiarsi e qualche volta anche oltrepassando quel limite che forse avrebbe dovuto rispettare. Una vita vissuta probabilmente anche con qualche eccesso, ma questo non cancella una cosa che per me rimane fondamentale, Silvio era un ragazzo buono, generoso, capace di dare e di voler bene.
E io oggi voglio ricordare soprattutto questo.
Silvio ha vissuto sempre a Busto Arsizio, nella sua villetta dove, accanto alla casa, c’era la sua scuderia. Lì trovavi cavalli e anche bovini, legati all’attività di commercio che aveva iniziato il Babbo e che Silvio aveva poi proseguito, dedicandosi soprattutto al mondo dei cavalli.
Per un periodo aveva avuto anche cavalli a pensione e il maneggio, perché quello dei cavalli per Silvio non era semplicemente un lavoro. Era una parte della sua vita, una passione che lo aveva accompagnato per tanti anni.
E poi c’era il fantino.
Silvio ha corso anche il Palio di Siena, arrivando in Piazza del Campo in due occasioni. La prima nell’Istrice, nello straordinario del 1986. La seconda nella Pantera, nel luglio del 1987.
Ma la sua storia da fantino non si fermava a Siena. Ha corso il Palio di Legnano ed altre realtà del mondo paliesco, e tante corse di provincia, arrivando anche in Toscana.
E proprio in Toscana ci siamo trovati a vivere uno di quei momenti che oggi, ripensandoci, diventano ancora più preziosi.
A Castel del Piano Silvio vinse il Palio con la purosangue Vipera Bionda di Acetto. Io ero lì, dall’altra parte, montavo Marta del Gigliotti. Fu un testa a testa vero per 4 giri, di quelli che rimangono nella memoria. Silvio aveva preso subito lo steccato e alla fine riuscì a spuntarla lui.
Era sveglio Silvio, soprattutto in partenza. Aveva quell’istinto che a un fantino può fare la differenza, quella capacità di leggere immediatamente il momento e cercare di sfruttarlo.
Oggi però non voglio ricordare solo il fantino, il commerciante di cavalli o l’uomo che ha vissuto sempre sopra le righe.
Voglio ricordare Silvio come l’amico con il quale ho condiviso un periodo della mia vita.
Personalmente non ho mai condiviso il suo modo di vivere e alcune delle sue scelte, ma questo non toglie nulla all’affetto che provo oggi pensando a lui. Perché l’amicizia non significa necessariamente essere uguali, pensarla allo stesso modo o approvare tutto quello che l’altro fa. Significa anche saper conservare ciò che di buono è rimasto nel tempo.
E di Silvio, io, conserverò questo.
Conserverò i ricordi, le corse, i cavalli, le giornate passate insieme e quelle immagini che oggi tornano alla mente con una malinconia diversa.
Purtroppo da diverso tempo Silvio non stava bene e oggi, dopo aver combattuto la sua battaglia, è volato lassù.
Mi piace pensare che abbia ritrovato quella libertà che ha sempre cercato nella sua vita, magari ancora una volta vicino a un cavallo, con quella voglia di vivere che lo ha accompagnato fino a quando ha potuto.
Ciao Silvio, buon viaggio.
Ti abbraccio con affetto e porterò con me il ricordo di un amico, con tutti i suoi pregi e tutti i suoi difetti, proprio come accade con le persone vere che hanno attraversato la nostra vita.
Le mie più sentite condoglianze alla figlia Manuela e a tutti i suoi cari.
Camillo
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