1-LUTTI

L’ultimo saluto a Miriam a Monteroni d’Arbia un paese Ammutolito dal dolore

8 novembre 2025

Monteroni d’Arbia si è fermata in un abbraccio collettivo e silenzioso, per stringersi attorno al dolore straziante della famiglia. Non c’è cosa più illogica, innaturale e devastante che seppellire un figlio.

La scomparsa di Miriam ha lasciato un vuoto incolmabile, un’ombra di incredulità e lutto che ha toccato ogni cuore. Un dolore così grande che le parole faticano a descrivere.

Con l’arrivo della Bara Bianca di Miriam è iniziata la cerimonia funebre, tenutasi nella chiesa del paese, è stata l’epilogo più doloroso di giorni di angoscia e speranza disperata, iniziati con la sua scomparsa. La notizia del ritrovamento del suo corpo a Siena, nei pressi della Torre del Mangia, ha gettato nello shock l’intera comunità.

Miriam, descritta come una ragazza apparentemente tranquilla, con un lavoro nella biblioteca comunale e un affetto profondo per il suo cane, lascia dietro di sé il mistero e la tristezza di una sofferenza interiore troppo grande da sopportare. Questa pena l’ha accompagnata per tutta la sua breve vita, celata dietro un bel sorriso che, però, non faceva ridere i suoi occhi, sempre tristi. Poi, giorni fa, ha visto il buio e ha detto basta. Dio Santo!

Il coro ha accompagnato la messa e l’ha resa ancor più commovente.

Le parole della Mamma hanno commosso tutti, iniziando con un sentito: “Vi ringrazio tutti della presenza e della vicinanza che ci avete dimostrato, vi vorrei abbracciare uno ad uno“. La madre ha poi continuato a raccontare Miriam e il disagio che l’accompagnava, ricordando l’amore per le passeggiate in campagna con il suo cane e i viottoli di montagna che amava fare. Ha parlato della sua solitudine interiore e dell’immenso amore che lei e il Babbo nutrivano per lei. Quest’ultimo, non riuscendo a parlare per l’emozione, ha lasciato leggere alla moglie il suo pensiero.

Alla fine del ricordo della Mamma, un lungo applauso pieno di lacrime delle tantissime persone commosse, dentro la chiesa e fuori.

Amici, parenti, colleghi e semplici paesani si sono uniti in un commosso addio, in un tentativo muto di sostenere chi resta. Il lutto cittadino, proclamato dal sindaco, presente alla cerimonia, e il minuto di raccoglimento osservato in uffici e scuole, sono stati il segno tangibile di quanto Miriam fosse parte viva e amata della sua comunità.

Le parole dei familiari, diffuse durante le ricerche, risuonano ora come un addio straziato: “Qualunque sia la tua volontà, a noi va bene, facci sapere come stai“. Un appello d’amore incondizionato che purtroppo non ha trovato risposta. La risposta è arrivata… in un dolore composto, che non ha uguali per i Genitori e i Fratelli.

Il ricordo che resta è quello di una giovane vita spezzata troppo presto, portando con sé interrogativi e un dolore che non troverà pace. La sua memoria è un monito sul bisogno di non lasciare nessuno solo nella sua battaglia più intima e segreta, un monito sul fatto che spesso, purtroppo, non si riesce a individuarla.


Questo mio scritto riflette, aggiungendo molto altro, alle parole di una signora che l’ha ricordata; mi spiace non so chi fosse, ma le invio il mio abbraccio.

Io ricordo Miriam a casa mia, le molte volte che è venuta con mia figlia, e le dicevo: “E tu con quel bel visino da furbetta che fai?” Invece quel bel visino non era da furbetta, era di una bambina che soffriva interiormente; che sofferenza è stata anche per me oggi pomeriggio!

Il mio più sentito cordoglio con un grande abbraccio ai Genitori, ai Fratelli e a tutti i familiari. Ciao piccola, riposa in pace, che Dio ti abbia in Gloria.

Camillo

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Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King) Precisiamo, sono di centro destra ma non sono Fascista e mai lo rivorrei vedere.
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