16 Maggio 2026
11° Pillo di Storia “Il Palio nel tempo” prima parte di Anna Nerozzi 16 Maggio 2026
Il Palio si sta avvicinando a grandi passi. tra poco più di quaranta giorni torneremo a ” pestare la terra” come diciamo a siena. tra poche settimane la nostra Piazza del Campo tornerà ad indossare il suo abito più bello e prezioso. prima del tufo verranno via via posizionati tutto intorno all’anello di piazza i palchi. proprio da questi voglio iniziare. nel maggio del 1788 infatti fu emanato un regolamento per la costruzione degli stessi. ricordiamo che siamo nel secolo durante il quale il palio iniziò a consolidarsi e nel quale nacque il regolamento di violante di baviera. in principio erano i proprietari stessi dei palchi ad occuparsene e la biccherna, una delle istituzioni cittadine, provvedeva all’ispezione. negli anni però ci fu una riflessione in merito alla sicurezza perché spesso per risparmiare veniva usato legno scadente che poteva portare ad incidenti per il pubblico. ad opera dell’ingegner fantastici fu presentato il progetto per ” la riforma ed uguaglianza dei palchi”. con questo si voleva evitare anche un innalzamento costante del palco stabilendo un limite di quattro gradini per i posti a sedere ed oltre all’aspetto della sicurezza si cercava di puntare anche ad un’uniformità estetica. anche l’impatto visivo era importante perché il palio era diventato un appuntamento importante e solenne per la città e non solo. abbiamo parlato spesso di quanti personaggi illustri erano arrivati a siena proprio per assistere alla corsa. per questo si cercò di rendere omogenea ed elegante la decorazione dei parapetti dei palchi per non vedere delle antiestetiche tende, usate come copertura, a volte di tessuto lacero o di colore diverso. naturalmente all’inizio non mancarono le polemiche e le opposizioni di proprietari e bottegai dell’epoca. alla fine però sembra che già per il palio d’agosto il rinnovo sia avvenuto in modo totale. nel secolo successivo si torna a parlare di sicurezza e decoro in merito ai palchi. a metà dell’ottocento infatti si obbliga nuovamente i proprietari a rispettare l’uniformità ed il decoro.
Questi rinnovi e queste modifiche si sono susseguiti nel tempo fino ai nostri giorni e con i cambiamenti da apportare ci sono sempre state le relative polemiche. come in tutti gli aspetti della vita, la storia si ripete nei secoli, e leggendo documenti e cronache di centinaia di anni fa, il passato sembra ancora molto attuale.
Anna Nerozzi
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