27 Ottobre 2026
Cari Soci e Amici,
il fine settimana di Milano è appena passato e ha lasciato alcuni temi su cui discutere e che mi piacerebbe, come sempre, approfondire con voi.
Innanzitutto dal punto di vista tecnico mi pare che nessuno possa lamentarsi sulla validità della corsa, anzi delle corse, intendendo anche gli altri tre gruppi in programma, nella due giorni milanese.
Concentrandoci sul solo Jockey è evidente come lo sforzo economico del Ministero – ma direi di tutte le categorie visto che la proposta di concentrare le risorse su poche corse faro era un’idea che UPG aveva proposto da tempo al Ministero – ha avuto successo in termini di qualità dei partecipanti. Ammettiamo di non essere particolarmente attratti dalla valutazione al centesimo dei rating, spesso poco aderenti alla realtà e talvolta influenzati da fattori “esterni” che poco hanno a che vedere con la qualità dei cavalli. Riteniamo infatti conti molto di più l’impressione data dalla corsa e in questo caso è ottima, il vincitore è cavallo in estrema ascesa, i piazzati sono cavalli che hanno già dimostrato ampiamente il loro valore, evidenziamo il terzo posto di Venetian Prince che guarda caso non appena ha ritrovato un terreno morbido ha sfoderato un’altra grande prestazione in stile Derby (inciso, edizione super quella di quest’anno, senza se e senza ma) e per ultimo il quinto di Constitution Hill, che non vale per i rating ma racconta della serietà della prova.
A questo punto la palla passa al Comitato Pattern che speriamo abbia una visione di ampio respiro, che non solo valuti in modo trasparente e scevro da preconcetti, che oggi non hanno ragione di esistere, il valore della corsa, ma che soprattutto capisca l’impegno di tutto il sistema ippico italiano per far tornare la prova a Gruppo 1, perché è innegabile che tale sforzo sia stato presente, magari dovrà essere aumentato e meglio indirizzato, non lo neghiamo e ne parleremo poco più avanti, ma il lavoro c’è stato e riteniamo vada premiato.
Come diciamo spesso, dobbiamo volare alto ed è ora che i nostri partner europei facciano altrettanto, per il bene del galoppo italiano in primis, ma anche per il bene del galoppo europeo nel suo complesso, che da un upgrade italiano ha solo da guadagnarci.
Innanzitutto dal punto di vista tecnico mi pare che nessuno possa lamentarsi sulla validità della corsa, anzi delle corse, intendendo anche gli altri tre gruppi in programma, nella due giorni milanese.
Concentrandoci sul solo Jockey è evidente come lo sforzo economico del Ministero – ma direi di tutte le categorie visto che la proposta di concentrare le risorse su poche corse faro era un’idea che UPG aveva proposto da tempo al Ministero – ha avuto successo in termini di qualità dei partecipanti. Ammettiamo di non essere particolarmente attratti dalla valutazione al centesimo dei rating, spesso poco aderenti alla realtà e talvolta influenzati da fattori “esterni” che poco hanno a che vedere con la qualità dei cavalli. Riteniamo infatti conti molto di più l’impressione data dalla corsa e in questo caso è ottima, il vincitore è cavallo in estrema ascesa, i piazzati sono cavalli che hanno già dimostrato ampiamente il loro valore, evidenziamo il terzo posto di Venetian Prince che guarda caso non appena ha ritrovato un terreno morbido ha sfoderato un’altra grande prestazione in stile Derby (inciso, edizione super quella di quest’anno, senza se e senza ma) e per ultimo il quinto di Constitution Hill, che non vale per i rating ma racconta della serietà della prova.
A questo punto la palla passa al Comitato Pattern che speriamo abbia una visione di ampio respiro, che non solo valuti in modo trasparente e scevro da preconcetti, che oggi non hanno ragione di esistere, il valore della corsa, ma che soprattutto capisca l’impegno di tutto il sistema ippico italiano per far tornare la prova a Gruppo 1, perché è innegabile che tale sforzo sia stato presente, magari dovrà essere aumentato e meglio indirizzato, non lo neghiamo e ne parleremo poco più avanti, ma il lavoro c’è stato e riteniamo vada premiato.
Come diciamo spesso, dobbiamo volare alto ed è ora che i nostri partner europei facciano altrettanto, per il bene del galoppo italiano in primis, ma anche per il bene del galoppo europeo nel suo complesso, che da un upgrade italiano ha solo da guadagnarci.
Detto delle cose più positive del fine settimana, passiamo agli aspetti negativi o, meglio, da migliorare.
Innanzitutto spiace rimarcarlo ma nonostante l’Ippodromo si presentasse perfetto e tirato a lucido, il pubblico non era strabocchevole, certamente di più di una normale giornata festiva, ma non quella massa di persone che francamente ci aspettavamo. Sicuramente la quasi contemporaneità con la partita di calcio non ha aiutato, soprattutto nelle primissime corse, ma forse anche la promozione dell’evento andava fatta meglio.
Poter ospitare una simile corsa, per la prima volta dotata di un montepremi così importante e aggiungiamo avere la fortuna che un cavallo come Constitution Hill, una star mediatica, sia presente è un tale assist per la promozione che non sfruttarlo adeguatamente è davvero un peccato. In questo aspetto la Società di Corse deve fare di più, magari facciamo un paragone troppo elevato, ma nei giorni dell’Arc Parigi è tappezzata di manifesti che rimandano al meeting, non chiediamo oggi un impegno di questo tipo, ma almeno sui social, che tanto impatto hanno e che richiedono costi più ridotti, va fatto un lavoro molto più forte e soprattutto mirato. Siamo certi che la Società abbia già compreso dove bisogna migliorare e non porrà indugio a farlo.
Altro aspetto da migliorare è la proposta delle corse del fine settimana. Fateci caso, il convegno di sabato presentava Gran Criterium, Dormello, Madonnina, Monterosa, più il Celli ed era innegabilmente più attrattivo della domenica, dove paradossalmente avevamo il Jockey, cioè la corsa faro, il Ribot e davvero poco altro di contorno. Le soluzioni possibili sono molteplici, o fare un’unica super giornata da sette corse tutte interessanti, oppure si confermi la soluzione della due giorni (che per noi è certamente preferibile e che quindi plaudiamo) ma si faccia in modo che il programma sia davvero di alto livello. Piuttosto si riducano a sei le corse in programma, se necessario, ma si faccia uno sforzo per creare un contorno tecnico adeguato, cosa che peraltro avrebbe aiutato non poco ad avere anche qualche cavallo estero in più, presumibilmente da parte degli stessi allenatori già presenti, magari attratti da una condizionata ben dotata. In questo la programmazione centralizzata certamente sarebbe di grande aiuto.
Innanzitutto spiace rimarcarlo ma nonostante l’Ippodromo si presentasse perfetto e tirato a lucido, il pubblico non era strabocchevole, certamente di più di una normale giornata festiva, ma non quella massa di persone che francamente ci aspettavamo. Sicuramente la quasi contemporaneità con la partita di calcio non ha aiutato, soprattutto nelle primissime corse, ma forse anche la promozione dell’evento andava fatta meglio.
Poter ospitare una simile corsa, per la prima volta dotata di un montepremi così importante e aggiungiamo avere la fortuna che un cavallo come Constitution Hill, una star mediatica, sia presente è un tale assist per la promozione che non sfruttarlo adeguatamente è davvero un peccato. In questo aspetto la Società di Corse deve fare di più, magari facciamo un paragone troppo elevato, ma nei giorni dell’Arc Parigi è tappezzata di manifesti che rimandano al meeting, non chiediamo oggi un impegno di questo tipo, ma almeno sui social, che tanto impatto hanno e che richiedono costi più ridotti, va fatto un lavoro molto più forte e soprattutto mirato. Siamo certi che la Società abbia già compreso dove bisogna migliorare e non porrà indugio a farlo.
Altro aspetto da migliorare è la proposta delle corse del fine settimana. Fateci caso, il convegno di sabato presentava Gran Criterium, Dormello, Madonnina, Monterosa, più il Celli ed era innegabilmente più attrattivo della domenica, dove paradossalmente avevamo il Jockey, cioè la corsa faro, il Ribot e davvero poco altro di contorno. Le soluzioni possibili sono molteplici, o fare un’unica super giornata da sette corse tutte interessanti, oppure si confermi la soluzione della due giorni (che per noi è certamente preferibile e che quindi plaudiamo) ma si faccia in modo che il programma sia davvero di alto livello. Piuttosto si riducano a sei le corse in programma, se necessario, ma si faccia uno sforzo per creare un contorno tecnico adeguato, cosa che peraltro avrebbe aiutato non poco ad avere anche qualche cavallo estero in più, presumibilmente da parte degli stessi allenatori già presenti, magari attratti da una condizionata ben dotata. In questo la programmazione centralizzata certamente sarebbe di grande aiuto.
Infine un aspetto negativo, questo sì davvero negativo, che ci tocca rimarcare, cioè la modalità di accesso a tondino e insellaggio per i Proprietari. Premesso che sappiamo bene che in tali giornate l’organizzazione dell’ippodromo è in tensione e non è facile rispondere positivamente alle richieste di tutti, ma venire a conoscenza che parecchi Proprietari con cavalli in corsa nella giornata e anche dei membri di un Sindacato, hanno visto fortemente limitato l’accesso all’insellaggio o al tondino è qualcosa che non può essere accettato.
Lo ripetiamo, capiamo bene le difficoltà organizzative e la necessità di evitare problemi di sicurezza, ma all’estero queste problematiche vengono gestite in maniera molto più snella e senza limitare l’accesso di chi è protagonista della giornata grazie al cavallo in corsa e che soprattutto contribuisce a far sì che lo spettacolo si possa compiere. Siamo certi si sia trattato di un eccesso di zelo, ma rimane una modalità sbagliata e che non aiuta a promuovere l’ippodromo stesso.
Lo ripetiamo, capiamo bene le difficoltà organizzative e la necessità di evitare problemi di sicurezza, ma all’estero queste problematiche vengono gestite in maniera molto più snella e senza limitare l’accesso di chi è protagonista della giornata grazie al cavallo in corsa e che soprattutto contribuisce a far sì che lo spettacolo si possa compiere. Siamo certi si sia trattato di un eccesso di zelo, ma rimane una modalità sbagliata e che non aiuta a promuovere l’ippodromo stesso.
Cari Soci come vedete l’analisi del fine settimana milanese propone parecchi spunti e di conseguenza attendiamo le vostre idee e proposte su tutto quanto trattato o anche su argomenti altri che vorreste veder approfonditi. Nell’attesa vi invio un caro saluto,
Antonio Viani
Presidente U.P.G.


























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