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Newsletter UPG – Parola d’ordine per il 2027: Crescita!

14 ottobre 2026

Newsletter UPG – Parola d’ordine per il 2027: Crescita!

Cari Soci e Amici,

l’autunno per il galoppo non è soltanto quel periodo cruciale dell’anno dove i nostri tre anni iniziano a testarsi contro gli anziani, oppure dove le giovani speranze di due anni iniziano a far intuire il loro valore, ma è anche il periodo nel quale il settore traccia le fondamenta del futuro prossimo attraverso il calendario e i criteri di programmazione.
Sono argomenti che abbiamo trattato spesso vista la loro centralità. Il calendario è basilare poiché definisce come vengono distribuite le risorse e come vengono concretamente dispiegati i criteri di programmazione. Collegato direttamente a questi si aggiunge un terzo elemento, cioè la definizione delle risorse monetarie a disposizione, per comodità il montepremi.
Per discutere insieme a voi di questi tre aspetti vorrei partire riportando un interessante passaggio dall’articolo apparso su Grande Ippica Italiana (QUI) che presentava il nuovo Presidente dell’Ente di Governo del galoppo britannico, Simon Cox, il quale ha voluto sintetizzare le linee guida del suo mandato in questo modo: “La mia posizione è semplice: l’ippica britannica deve concentrare i propri sforzi sulla crescita, non limitarsi a gestire il declino. Il posto che occupiamo nel patrimonio sportivo del Paese, il contributo all’economia, l’importanza per le comunità di tutto il territorio e il ruolo che svolgiamo nel mantenere il cavallo all’interno della società britannica ce lo impongono”.
Parole chiare, che non possiamo non sottoscrivere.
L’ippica, ma potremmo allargare il discorso a qualsiasi settore, non può essere oggetto di rilancio se non si investe sulla sua crescita. Non si tratta di un passaggio scontato, perché in tutta sincerità in passato si è spesso preferito gestire il declino piuttosto che impostare una strategia di crescita.
Ovviamente questa considerazione non vale per gli ultimi anni, dove è innegabile che l’impegno mostrato dal Ministero vada nella direzione di un processo di riforma legato a un rilancio del nostro settore. Ridurre e stabilizzare le tempistiche di pagamento dei premi, inserire un sistema di classificazione degli ippodromi e rendicontazione degli stessi, la creazione di una Direzione Generale per l’ippica, sono tutte azioni virtuose che testimoniano lo sforzo verso una visione futura di un’ippica che si vuole far tornare a crescere.
Per continuare in questa giusta direzione però è fondamentale il medesimo approccio riguardo ai temi di cui parlavamo qui sopra: calendario, criteri di programmazione e montepremi.
Questo metodo virtuoso nella realtà significa un’azione che eviti tagli lineari, soluzioni che piuttosto che far crescere il settore lo deprimono unicamente. Il vero nodo non è tagliare, ma distribuire in maniera migliore.
Abbiamo vissuto un’estate che certamente è stata avara di partenti, ma non, come sarebbe facile pensare, per colpa della penuria di cavalli, ma per via delle troppe giornate programmate in un lasso di tempo ridotto. Di questo non incolpo il Ministero, costretto a intervenire per fronteggiare l’inizio estivo posticipato in alcuni ippodromi, riallocando le giornate nei pochi spazi liberi di luglio e agosto, ma questo aspetto, che ripeto non è colpa delle Istituzioni, ha provocato ingolfamento e alla fine ha avuto l’effetto di distribuire su troppi eventi ravvicinati i cavalli esistenti, aggiungo, in un periodo dell’anno dove molti dei cavalli migliori riposano dopo le fatiche primaverili.
Per assurdo, in proporzione abbiamo corso di più in luglio e soprattutto agosto rispetto a maggio e giugno, un controsenso. Questo ragionamento è pure confermato dal fatto che invece da inizio anno e fino a giugno le corse si sono presentate  numericamente accettabili e anzi molto spesso anche ottimamente riuscite e qui permettetemi di spezzare una lancia a favore dell’introduzione delle classi che, avrà anche degli aspetti che vanno sistemati, ma il suo lavoro lo ha svolto in maniera egregia e di questo va ringraziata UPG che assieme ad ANG ha chiesto a gran voce l’introduzione di questa novità.
Idem se accenniamo alle prove per due anni tra maggio e agosto, che sono innegabilmente andate incontro a un numero parecchio ridotto di partenti e che dovranno essere oggetto di un profondo riesame, soprattutto della strategia che si vuole utilizzare per loro. Ma che allo stesso modo, ne possiamo stare certi, vedranno i numeri dei loro partenti crescere di molto da qui a fine anno, come accaduto lo scorso autunno come ne abbiamo già prova in queste prime giornate tra settembre e metà ottobre.
In definitiva il vero atteggiamento proattivo verso una crescita conduce a un calendario che tagli eventuali rami secchi, ma che redistribuisca le risorse e le giornate in modo da ottimizzare il montepremi e il parco cavalli oggi esistente, oltre a massimizzare lo spettacolo in pista per appassionati e scommettitori. Se invece si procede a un taglio indiscriminato e come sempre lineare, perché sappiamo bene che spesso così si fa per non scontentare solo alcuni, allora non lamentiamoci se otterremo lo stesso risultato avuto in tutti questi anni, ovverosia numeri più bassi, meno proprietari, meno allevatori, meno investimenti e via così con il segno meno, in una gestione del declino che piano piano porterà alla chiusura del settore e non mi riferisco solo al galoppo.
La strategia per il 2027 deve essere improntata ad allocare meglio, deve spingere verso la crescita e quindi all’allargamento del settore in termini non solo qualitativi ma anche quantitativi, perché senza base la piramide non sta in piedi.
Medesimo atteggiamento va impostato anche sui criteri di programmazione, che già sono stati oggetto di una profonda revisione negli scorsi anni, ma che devono essere ancora più improntati verso la crescita del settore e quindi premiare in maniera vera chi investe e chi crede nell’ippica italiana e nei cavalli italiani. Le soluzioni sono tante, alcune già sono inserite nei criteri attuali ma possono essere migliorate e rese più efficaci, altre soluzioni possono essere inserite a costo zero. Altre ovviamente necessitano di un investimento, ma come detto in precedenza se vogliamo davvero rilanciare il galoppo serve anche, non solo, una strategia che porti nuove risorse.
Inutile adesso fare un elenco di proposte, anzi, mi attendo da voi cari Soci e Amici una serie di idee da poter discutere e portare avanti. Oggi mi permetto solo di ricordare, per l’ennesima volta, che possiamo anche scrivere i migliori criteri di programmazione del mondo, ma finché non avremo una reale programmazione centralizzata ci saranno sempre libretti programma che magari rispetteranno perfettamente i diktat della circolare criteri, ma che non avendo la possibilità di essere redatti utilizzando uno sguardo di insieme, andranno a disperdere risorse invece di ottimizzarle. Sono certo che il Ministero su questo aspetto ha recepito le istanze di UPG e saprà operare per il meglio in questa direzione.
Infine la questione montepremi. Nessuno ragionevolmente si aspetta aumenti esagerati, ma è innegabile che i costi di mantenimento dei nostri amati cavalli siano fortemente in crescita, sappiamo tutti quale sia la situazione geopolitica mondiale. Però proprio a fronte di questo va compiuto uno sforzo da parte ministeriale per continuare nella traiettoria di crescita che già è avvenuta lo scorso anno e che innegabilmente ha dato i suoi frutti visto che la base di cavalli che a fine anno si sarà “ripagata” (scusate il brutto termine) il mantenimento è molto cresciuta. Lo ribadisco, se si crede che il galoppo e l’ippica italiana tutta possano avere un futuro va attuata una strategia di crescita che impone anche di immettere risorse nuove aggiuntive, che non per forza devono essere destinate al solo montepremi e non per forza devono rappresentare iniezioni da decine di milioni, talvolta fa più la freccia che raggiunge il punto preciso che il cannone che tutto distrugge.
Dall’altro lato è giusto che se si chiedono risorse si sia pronti anche a sacrifici ulteriori e infatti come Unione Proprietari, ribadiamo di essere favorevoli all’allargamento delle iscrizioni a pagamento su tutte le corse. Se si fanno i conti parliamo di un piccolo, o talvolta addirittura piccolissimo, fee per cavallo e per corsa per il Proprietario, ma che alla fine dell’anno rappresenterebbe un importo complessivo per nulla risibile e del quale si gioverebbero gli stessi Proprietari dei cavalli a premio. Permettetemi di chiudere l’argomento con una battuta del grande Totò: è la somma che fa il totale.
Cari Soci e Amici non voglio rubarvi ulteriore tempo e spero che gli spunti qui sopra riportati possano darvi il la per una serie di proposte che, come si dice, volino alto, non mirando quindi alla gestione del declino, ma che contribuiscano a scrivere una storia di rilancio e crescita.
Un caro saluto,
Antonio Viani
Presidente U.P.G.
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Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King) Precisiamo, sono di centro destra ma non sono Fascista e mai lo rivorrei vedere.
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

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