19 Febbraio 2026
“Non un semplice infastidimento, ma un’aggressione vera e propria”. È così che una delle ragazze coinvolte ricostruisce quanto accaduto nel centro storico di Siena, in via Montanini, chiarendo una dinamica che – secondo il loro racconto – è stata inizialmente ridotta e travisata.
«Non siamo state infastidite per strada. Siamo state inseguite di corsa su per le scale del nostro palazzo fino alla porta di casa», racconta la giovane. Una fuga disperata, culminata sul pianerottolo, dove l’uomo le avrebbe aggredite fisicamente, colpendole e spaccando una bottiglia di birra davanti all’ingresso dell’abitazione.
Un episodio che, stando alla testimonianza, va ben oltre le semplici molestie: un inseguimento, un’aggressione e momenti di paura vissuti a pochi metri da quella che avrebbe dovuto essere una zona sicura. Il responsabile sarebbe un uomo di circa quarant’anni, di nazionalità svedese, apparso in evidente stato di alterazione al momento dei fatti.
Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno fermato l’uomo e lo hanno condotto in caserma. Tuttavia, dopo poche ore, sarebbe stato rilasciato. Un dettaglio che lascia amarezza e solleva interrogativi, soprattutto alla luce della violenza descritta dalle ragazze.
Una testimonianza che punta a ristabilire la verità dei fatti e a ridimensionare una narrazione iniziale che parlava di semplici “infastidimenti”, mentre – per chi li ha vissuti – si è trattato di un’aggressione reale, improvvisa e traumatica.
Redazione
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