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Sicurezza, responsabilità e tecnologia, perché la sinistra sbaglia sul riconoscimento facciale

1 agosto 2026

Sicurezza, responsabilità e tecnologia, perché secondo me la sinistra sbaglia sul riconoscimento facciale!

In un Paese moderno e civile, la tutela della sicurezza pubblica e la difesa dei beni comuni dovrebbero rappresentare priorità condivise da qualsiasi schieramento politico. Invece, di fronte all’introduzione di strumenti tecnologici avanzati come il riconoscimento facciale per l’identificazione di chi commette reati, assistiamo all’ennesima levata di scudi ideologica da parte della sinistra.
Si tratta di polemiche pretestuose che ignorano la realtà dei fatti e le esigenze della cittadinanza.
Nessuno mette in discussione il diritto costituzionale di manifestare. La protesta civile, pacifica e democratica è un pilastro della nostra società ed è la sola che produce risultati concreti e merita rispetto. Tuttavia, quello a cui abbiamo assistito in troppe occasioni, come nei disordini in Val di Susa, non ha nulla a che vedere con la libertà di espressione.
Quando gruppi organizzati scendono in piazza con il solo scopo di devastare il territorio, attaccare le forze dell’ordine e distruggere beni pubblici o privati, non siamo di fronte a manifestanti, ma a bande di criminali e vandali. Tollerare o giustificare implicitamente tali comportamenti significa tradire i cittadini onesti che subiscono i danni e pagano le tasse.
La tecnologia del riconoscimento facciale non nasce per limitare la libertà di chi rispetta le regole, ma per supportare le forze dell’ordine nell’individuare tempestivamente chi le viola. Chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere da questi dispositivi.
L’equazione deve essere semplice e rigorosa.
Individuazione ed arresto: chi devasta e aggredisce deve essere identificato con precisione ed essere chiamato a rispondere delle proprie azioni davanti alla legge.
Risarcimento dei danni: chi rompe paga. I responsabili devono risarcire fino all’ultimo centesimo di tasca propria per la ricostruzione e il ripristino dei beni danneggiati.
Certezza del carcere: qualora non dispongano dei mezzi finanziari per coprire i danni causati, la pena deve essere scontata interamente in carcere, senza sconti o scappatoie.
È giunto il momento che la sinistra faccia un profondo esame di coscienza. Continuare ad opporsi a provvedimenti sacrosanti a tutela dell’ordine pubblico, per puro calcolo ideologico o per non scontentare le frange più estreme, danneggia l’intero Paese.
Garantire alle forze dell’ordine gli strumenti tecnologici più efficaci per far rispettare la legge non è “autoritarismo”, è giustizia, civiltà e rispetto per la comunità.
La mia domanda è sempre la solita: chi fomenta e finanzia questi DELINQUENTI E AGGIUNGO ANCHE CRETINI?   

Camillo

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Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King) Precisiamo, sono di centro destra ma non sono Fascista e mai lo rivorrei vedere.
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

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