CORSE CANINO 2026

RISPONDE AL MIO EITORIALE MAURO CHIARLE PRESIDENTE ENPA SEZIONE DI VITERBO E PROVINCIA

17 settembre 2026

Risponde l’ENPA con il suo presidente e  mio avviso sono ancora più banali e infantili, portano avanti discorsi retorici, privi di senso, di verità. Mi accusano di nascondermi dietro il nome e non il cognome, come se io fossi uno che si nasconde, come se le persone che leggono Brontolo non sapessero che io sono Pier Camillo Pinelli, che a volte firma Camillo e a volte Pier, ma sono sempre io. Secondo me ci  son rimasti male che al Palio di Canino si sia fatto male il fantino e che il cavallo non sia stato coinvolto in nulla. Rinnovano la storia dello sfruttamento, dello stress e della paura del cavallo, quando io tante e tante volte ho mostrato la tranquillità di questi animali, che persino quando rimangono “scossi” si fermano con calma. Ma basta, via, è inutile che mi ripeta, li lascio bollire nel loro brodo e vi lascio leggere la loro risposta.
Vi metto anche quello che ho risposto all’email che mi hanno mandato, per chiarezza.
Ma lei ci ha capito poco con me. Firmo “Camillo” perché è il mio nome e solo pochi non mi conoscono; sono uno che mette sempre la faccia in quello che fa. Infatti, il mio giornale si chiama Brontolodicelasua.it.
Il mio nome completo, visto che non mi conosce, e ripeto che è uno dei pochi, è Pier Camillo Pinelli. Stia tranquillo che pubblicherò la sua email, così sarà ancora più ridicolo, poiché credo che abbiate dei problemi seri.
Parla di soldi, ma in questi Palii ci sono solo briciole. Si corre per la passione per i cavalli, che tutti amiamo e che accudiamo come bambini; una volta finita la carriera di corsa, rimangono in pensione a vita. Inoltre, parliamo di cavalli che faranno forse 10 corse all’anno, lo sfruttamento non esiste, esiste invece l’amore per questi animali.
Mi dica lei quanti animali ha a casa? Io sabato mattina dovrò spendere più di mille euro, senza contare i medicinali e i tanti soldi già spesi per radiografie, analisi del sangue, ecc., per far amputare una zampa alla mia gattina a causa di un tumore. Quindi, caro mio, lei parla con uno che ama gli animali, ma che non ha bisogno di portare avanti crociate assurde e insensate.
Saluti
Pier Camillo Pinelli

IL FATINO SCEGLIE, IL CAVALLO SUBISCE: VERGOGNATEVI VOI E QUESTI PALII DA MEDIOEVO! Leggiamo l’incredibile editoriale firmato da un tale Camillo sul Palio di Canino del 12 settembre e rimaniamo letteralmente allibiti. È alquanto singolare che certe critiche arrivino proprio da una realtà che ospita, sotto gli occhi di tutti, lo spettacolo del palio più vergognoso che si conosca. Una colata di retorica finto-umanista che tenta, con un’aggressività e un’ipocrisia senza precedenti, di ribaltare la realtà e far passare i carnefici per vittime. Ci si chiede, con un finto moralismo che fa venire i brividi: “Dov’è finita la preoccupazione per la persona?”. Ebbene, rispondiamo senza giri di parole: la nostra preoccupazione va a chi non ha voce, a chi viene costretto con la forza a soddisfare l’ego, il portafoglio e il brivido di quattro esaltati. Ecco i punti che questo articolo di stampo specista ignora deliberatamente, e che ristabiliscono la verità dei fatti: Il fantino sceglie, il cavallo no. Il ragazzo caduto ha scelto liberamente e consapevolmente di salire su quella sella, di rischiare la pelle e di spingere un animale al limite per una manciata di applausi. Il cavallo non ha firmato nessun contratto. Non ha scelto di correre nel caos, tra urla e asfalto. È stato costretto. È un innocente privato della libertà. Nessuno obbliga a fare i palii. Sentire parlare di “tradizione da tutelare” nel 2026 fa ridere se non facesse piangere. I palii non sono una necessità vitale. Sono spettacoli anacronistici che si basano sullo sfruttamento. Se un uomo vuole rischiare la vita per sport, corra a piedi o in moto, non usi il corpo di un essere senziente come un giocattolo sacrificabile. Difendiamo i più deboli, non chi crea il pericolo. Ci si indigna perché l’ENPA difende il cavallo anziché il fantino. Ma l’ENPA fa esattamente il suo dovere: difende l’anello debole della catena. Il fantino è l’artefice del proprio destino e del pericolo che crea a se stesso e agli altri. Il cavallo subisce la paura, lo stress e la violenza dell’arena senza alcuna colpa. La retorica del “non si è fatto nulla”. Dire che il cavallo non si è fatto niente solo perché non è morto in pista è di un cinismo spaventoso. La paura, il terrore di un animale costretto a correre nel frastuono, l’adrenalina forzata non lasciano ferite visibili, ma sono violenza pura. Dobbiamo aspettare la prossima gamba spezzata o l’ennesimo abbattimento in diretta per avere il diritto di indignarci? Dire che la posizione degli animalisti “sfiora il comico” è un insulto all’intelligenza e alla sensibilità di chiunque rifiuti la crudeltà come forma di intrattenimento. Qui l’unica cosa che sfiora il comico  anzi, il grottesco , è la pretesa di passare per vittime quando si è i primi responsabili dello sfruttamento animale. Se volete correre, fatelo con le vostre gambe. Lasciate in pace i cavalli. Vergognatevi voi, Camillo, e tutti quelli che difendono ancora queste barbare esibizioni medievali sulla pelle dei più deboli!  Certi che provvederete alla pubblicazione del nostro diritto di replica, un consiglio Camillo: chi è sicuro delle proprie idee firma; chi ne dubita, si limita a nominarsi. Perché il cognome impegna, mentre il nome protegge.
MAURO CHIARLE PRESIDENTE
ENPA SEZIONE DI VITERBO E PROVINCIA

 

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Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King) Precisiamo, sono di centro destra ma non sono Fascista e mai lo rivorrei vedere.
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

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