15 ottobre 2026
Piancastagnaio: Castello, un 2026 da incorniciare. Il Priore Renai celebra i trionfi e guarda al futuro
Dall’impresa storica nell’Asta e Bacchetta e nel Cupello al Palio sfiorato il 18 agosto, il Priore traccia il bilancio di un’annata ricca di soddisfazioni. Al centro dei successi, il lavoro di squadra, la passione dei contradaioli e una programmazione che punta a consolidare i risultati raggiunti.
Il 2026 resterà un anno speciale per il Castello di Piancastagnaio, protagonista di una stagione che ha portato in Contrada risultati di grande prestigio. La conquista dell’Asta e Bacchetta per il secondo anno consecutivo e la vittoria del Cupello hanno premiato il lavoro, la dedizione e la continuità di un gruppo che negli ultimi anni ha saputo distinguersi per organizzazione e spirito di appartenenza. A completare il quadro resta il rammarico per il Palio del 18 agosto, sfuggito per pochi metri ad Antonio Siri detto Amsicora, che avrebbe potuto consegnare al Castello un triplete storico. Ma, al di là del risultato mancato in Piazza, il bilancio è decisamente positivo. Ne abbiamo parlato con il Priore Renai, che ripercorre le tappe di questa stagione, svela il lavoro che si nasconde dietro i successi e indica la strada da seguire in vista del 2027.
1. Priore Renai, il 2026 ha regalato al Castello grandi soddisfazioni con le vittorie nell’Asta e Bacchetta e nel Cupello. Che bilancio fa di questa annata?
Faccio un bilancio molto positivo. È la prima volta che a Piancastagnaio una Contrada vince Asta e Bacchetta e Cupello nello stesso anno, e di questo andiamo fieri. Ci eravamo andati vicini negli anni scorsi, con punteggi vicinissimi a quelli dei vincitori, ma quest’anno ce l’abbiamo fatta, sfatando anche questo tabù. Ne siamo orgogliosi.
2. Dopo aver conquistato lo Scudo dell’Asta e Bacchetta per il secondo anno consecutivo, qual è il segreto di questi successi?
Il segreto sta nell’impegno e nella determinazione del gruppo. Abbiamo costruito un gruppo forte, probabilmente sopra la media, e quando parlo di gruppo intendo innanzitutto gli sbandieratori e i tamburini che si esibiscono, ma anche tutti i miei collaboratori che si occupano in prima persona di queste attività, come Giacomo Sbrolli e Giulia Venier, e le addette alle comparse. Durante il mio mandato da Priore le addette alle comparse sono state molte, organizzate in gruppi di lavoro differenti, ma sempre accomunate dalla stessa passione, dall’impegno e, soprattutto, dalla continuità nella gestione.
3. Anche il Cupello ha premiato il vostro gruppo storico. Quanto lavoro e quanta passione si nascondono dietro questi riconoscimenti?
Il team che segue queste attività, sia a livello di Presidenza sia attraverso il gruppo di lavoro diretto delle addette alle comparse, ha tanto da fare durante l’anno. Le persone che ne fanno parte sono ricche di passione verso la Contrada, ma anche verso questi temi. Devono conoscere la storia, essere appassionate di costumi e avere un senso estetico raffinato, oltre a una cura del dettaglio che spesso fa la differenza.
La cura dei vestiti durante l’anno, la voglia di migliorarli ogni inverno e la capacità di ascolto fanno sicuramente la differenza. È una di quelle attività che necessita di una gestione quasi giornaliera, anche nei periodi meno attivi. È questo ciò che ho sempre chiesto negli anni, e il nostro impegno viene poi ripagato dai successi ottenuti. Vincere sei Aste e Bacchette e tre Cupelli in dieci anni non è certo fortuna, ma il frutto di una pianificazione di vertice ben fatta e del grande impegno dei diretti interessati.
4. Il Palio del 18 agosto è sfuggito per poco, con Antonio Siri detto Amsicora a difendere i vostri colori. Quanto brucia quella mancata vittoria e cosa è mancato per arrivare al successo?
È vero, sono mancati veramente pochi metri per fare un triplete storico e un po’ ci brucia, ma va lo stesso bene così, perché abbiamo comunque dimostrato di esserci e di avere le idee molto chiare, a differenza di quanto pensavano in molti.
5. Dopo un’annata così ricca di trionfi, quale messaggio vuole rivolgere ai contradaioli del Castello in vista del 2027?
Intanto, con la serata di sabato, godiamoci le nostre belle e meritate vittorie, così come faremo nelle settimane successive. Poi ci prepariamo al Crastatone, da affrontare come al solito con grande attenzione e professionalità, ma al contempo anche con la voglia di stare insieme, divertirsi e unirsi sempre di più verso un obiettivo comune.Per il 2027 cosa dire? Di continuare così, con l’attenzione, la determinazione, la voglia di fare e di raggiungere gli obiettivi, la capacità di ascolto, la progettualità e la visione che ci hanno contraddistinto in questi ultimi anni. Abbiamo passato un decennio paliesco difficile, ne siamo usciti nel 2024 e adesso dobbiamo spostare lì tutte le nostre energie, per diventare una realtà che nei prossimi anni possa essere un riferimento anche su questo fronte, togliendosi grandi soddisfazioni.
Le parole del Priore Renai restituiscono l’immagine di un Castello che ha saputo trasformare il lavoro quotidiano in risultati concreti, senza perdere di vista il valore della partecipazione e dell’appartenenza. Le vittorie nell’Asta e Bacchetta e nel Cupello rappresentano il riconoscimento di un impegno condiviso, costruito nel tempo attraverso programmazione, competenza e passione. Resta il rammarico per quel Palio sfuggito per pochi metri, ma anche la consapevolezza di aver ritrovato solidità e ambizioni. Ora lo sguardo è rivolto al 2027, con l’obiettivo di consolidare quanto costruito e tornare a essere protagonisti. Per il Castello, il futuro passa dalla continuità, dalla capacità di fare squadra e dalla volontà di continuare a crescere insieme.
Ringrazio il Priore Renai della disponibilità e per l’intervista.
Camillo
–



























Add Comment