PALIO DI BUTI 2026

Il “Reuccio” Fiori non abdica: Pievania trionfa nella strada di Buti!

18 gennaio 2026

Il “Reuccio” Fiori non abdica: Pievania trionfa nella strada di Buti!

C’è un’aria strana quando il sole di gennaio inizia a calare sulle colline pisane. È un’aria che sa di fieno, di cuoio e di quel destino che si compie in pochi secondi di polvere e sudore. Oggi, 18 gennaio, il tempo a Buti si è fermato. Sotto lo sguardo d’acciaio del mossiere Andrea Calamassi, custode di quel laccio che separa la gloria dall’oblio, è andato in scena un poema cavalleresco moderno.

Il Risveglio dei Giganti

La prima batteria è stata il battesimo del fuoco. Stefano Saiu, su una Minerva da Clodia che pareva sospinta dal vento, ha danzato tra le insidie della pista portando San Michele dritto nel paradiso della finale. Michel Putzu per San Rocco ha dovuto masticare la polvere, strappando però con i denti quel secondo posto che sa di speranza estrema.

Poi, il secondo atto. Un duello tra titani della sella. Ma tra i Sanna e i grandi nomi, è emerso lui, il predestinato: Alessandro Fiori. Su Selvaggio da Clodia, Fiori non ha corso, ha dipinto. Una vittoria netta, che ha spedito Pievania a sognare e ha costretto San Francesco a giocarsi il tutto per tutto nel purgatorio della terza batteria.

L’Ombra del Fenomeno

Quando è scesa in campo l’Ascensione, il respiro del pubblico si è fatto corto. Silvano Mulas, detto “Voglia”, montava il fenomeno: Beniamino. È stata una prova di forza bruta. Non è stata una corsa, è stata una sentenza. Mulas ha guardato i rivali di San Rocco e San Francesco e li ha lasciati lì, immobili, mentre lui volava verso la finale con la facilità di chi sa di avere tra le mani un fulmine.

Il Crepuscolo degli Dei: La Finale

Il momento del giudizio. Tre contrade, tre uomini, tre destini. Da una parte la velocità di San Michele, dall’altra l’aura di imbattibilità di Ascensione con il “fenomeno” Beniamino. E in mezzo lui, Alessandro Fiori.

Al calare del canapo, il silenzio di Buti è stato squarciato da un urlo. Pievania è partita come una fucilata. Fiori si è fatto un tutt’uno con Selvaggio da Clodia, prendendo la testa con una violenza agonistica che ha gelato il sangue ai rivali. Dietro, Silvano Mulas ha provato l’impossibile. Ha chiesto a Beniamino tutto ciò che aveva, ha cercato di scatenare la potenza del mezzosangue per andare a riprendere quella sagoma che scappava via.

Ma oggi il “fenomeno” non è bastato. Il Reuccio di Buti aveva tracciato una linea invisibile che nessuno poteva valicare. San Michele restava a guardare, spettatore impotente di un duello leggendario.

Quando Fiori ha tagliato il traguardo, il tempo è tornato a scorrere. Pievania è regina. Il Reuccio non ha abdicato; ha ribadito il suo dominio, dimostrando che a Buti, oltre i cavalli e oltre la fortuna, conta il cuore di chi sa domare il destino.

Pier

le batterie e la finale


FILMATO DELLA FINALE CON LE TRE BATTERIA A RITROSO

Finale Palio



3 batteria



2 batteria


1 batteria


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Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King)
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