9 settembre 2026
PALIO DI CASTEL DEL PIANO 2026, TRE GIRI DI ZEDDE E POI ARRIVA MINUCCI A ROVINARE LA FESTA
8 settembre 2026
Castel del Piano ci ha regalato un Palio vero, combattuto, lungo da vivere e ancora una volta capace di dimostrare che in questa piazza nulla è mai scritto prima che la corsa finisca. Alla fine a mettere tutti d’accordo sono stati Diego Minucci ed Espu per le Storte, ma prima di arrivare a quel momento abbiamo dovuto aspettare più di cinquanta minuti per vedere maturare una mossa che proprio non voleva saperne di partire. Al canape c’era tensione e si sentiva. I quattro fantini sapevano perfettamente quanto fosse importante trovare la posizione giusta e soprattutto non concedere nulla agli avversari. A gestire una situazione tutt’altro che semplice c’era il mossiere Davida Busatti, che ha dovuto faticare non poco per cercare di mettere ordine e portare i fantini a una partenza regolare. Una lunga attesa, tanti tentativi, il nervosismo che cresceva e alla fine anche il richiamo ufficiale a tutti e quattro i fantini. Poi una sola partenza falsa e finalmente quella buona. E quando finalmente arriva il via, Giuseppe Zedde non sbaglia. Con Benito Baio il fantino del Monumento parte davanti e prende immediatamente la testa della corsa. Una partenza importante, costruita con esperienza e lucidità, che permette a Zedde di mettere subito la propria firma sul Palio. Il Monumento, storico rivale del Borgo, si trova così davanti a tutti e per tre giri Giuseppe Zedde conduce con grande sicurezza. Dietro gli altri cercano di rimanere agganciati, ma Benito Baio risponde bene e Zedde non sbaglia praticamente più nulla.
Tre giri da protagonista assoluto.
Tre giri nei quali il fantino del Monumento sembra avere la corsa nelle proprie mani. Ma il Palio è proprio questo. Sembra scritto in un modo e improvvisamente cambia tutto. Arriviamo all’inizio dell’ultimo giro e dietro arriva Diego Minucci con Espu. Arriva come un treno. Le Storte capiscono che quello può essere il momento decisivo e Minucci non ci pensa due volte. Prende la sua occasione, affonda e passa davanti. È il sorpasso che cambia la storia di questo Palio.
Da quel momento Espu prende il comando e Diego Minucci dimostra una maturità che merita di essere sottolineata. Non si fa prendere dalla fretta, non perde la concentrazione e soprattutto capisce che la corsa è ormai nelle sue mani.
Gli ultimi metri diventano così quelli della festa. Diego Minucci ed Espu volano verso il traguardo e vanno a conquistare il Palio per le Storte con una superiorità che nel finale appare evidente.
Dietro, invece, Giuseppe Zedde deve guardarsi dal ritorno del Borgo con Andrea Sanna e Volpino. La rivalità tra Monumento e Borgo è una di quelle che a Castel del Piano non hanno bisogno di essere spiegate e anche in questo Palio si è sentita tutta la voglia di non lasciare spazio all’avversario.
Zedde riesce comunque a mantenere la posizione e chiude un altro grande Palio, confermandosi ancora una volta protagonista assoluto del mondo paliesco.
Chi invece, a causa di una partenza che possiamo definire attardata, rimane presto fuori dalla possibilità di giocarsi la vittoria è il Poggio con Antonio Siri e Unamore, penalizzato da una partenza che fin dalle prime battute rende complicata la sua corsa.
Ma oggi il nome che dobbiamo mettere davanti a tutti è quello di Diego Minucci. Più tempo passa e più corre, più questo ragazzo dimostra di avere qualità importanti. Qualità che non sono solamente velocità, ma anche capacità di leggere la corsa, di aspettare il momento giusto e di capire quando è arrivato il momento di fare la propria mossa. Al canape ha dimostrato maturità in una mossa lunghissima e difficile da gestire. In corsa ha dimostrato di sapere aspettare. Quando è arrivato il momento decisivo, ha attaccato e non ha più lasciato la vittoria. E c’è anche un particolare che rende questa vittoria ancora più bella. Diego Minucci è un ragazzo nato e cresciuto a Castel del Piano e vincere il Palio di casa, davanti alla propria gente, con i colori delle Storte, ha un significato che va oltre la semplice vittoria. A fine Palio ho incontrato e intervistato il Sindaco Cinzia Pieraccini, che ha espresso tutta la sua soddisfazione per la riuscita della Festa e per il clima che ha accompagnato questa giornata.
Una soddisfazione ancora maggiore proprio per il fatto di vedere vincere un ragazzo di Castel del Piano come Diego Minucci. Una vittoria che appartiene alle Storte, naturalmente, ma che porta con sé anche qualcosa di tutta la comunità di Castel del Piano. Perché quando un ragazzo cresciuto qui riesce a vincere il Palio di casa, la gioia non rimane chiusa dentro i confini di una contrada.
E così, mentre le Storte festeggiano, possiamo annoverare ancora una volta un grande Palio di Giuseppe Zedde e possiamo soprattutto registrare la crescita importante di Diego Minucci.
Sono quelle corse che raccontano molto più del semplice ordine d’arrivo.
Raccontano l’attesa di una mossa che non voleva maturare, la tensione del canape, la fatica del Mossiere Davide Busatti nel tenere sotto controllo quattro fantini, il richiamo ufficiale a tutti e quattro, la partenza di Zedde, tre giri davanti a tutti e poi quel treno chiamato Espu con Diego Minucci che all’inizio dell’ultimo giro cambia tutto.
Complimenti quindi a Diego Minucci per questo Palio, complimenti alle Storte per la vittoria e complimenti ai proprietari di Espu per aver messo a disposizione un cavallo che nel momento decisivo ha saputo fare la differenza.
E complimenti anche a Giuseppe Zedde, autore ancora una volta di una corsa importante.
Castel del Piano può così mettere in archivio un altro Palio.
Ma questo, per Diego Minucci, sarà difficile da dimenticare.
Perché vincere un Palio è una cosa. Vincere il Palio del proprio paese, davanti alla propria gente, è un’altra storia.
Schema dei partecipanti:
Storte, Diego Minucci su Espu
Monumento, Giuseppe Zedde su Benito Baio
Borgo, Andrea Sanna su Volpino
Poggio, Antonio Siri su Unamore
Camillo
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