10° Pillole di Storia “l’imbecille Principe Mattias di Anna Nerozzi 8-5-2026
Nell’agosto del 1629 arrivò a Siena il nuovo governatore, un nome che è legato non solo alla storia della città ma anche alla storia del Palio. Il principe Mattias de Medici fu nominato dal fratello Ferdinando II°, granduca di Toscana, governatore di Siena dopo la morte della zia Caterina ed ebbe fin da subito una grande empatia con il popolo. Avviato alla carriera ecclesiastica, fu poi indirizzato a quella militare, per il fatto di essere un grande amante della vita mondana, dell’arte, della cultura ma anche della caccia e soprattutto dei cavalli. Dalle sue scuderie ogni anno varii soggetti partecipavano alle corse che si disputavano in Italia e non potevano mancare al palio alla lunga per l’Assunta. Per questo fin dal suo arrivo era molto partecipe alle feste cittadine ed allo spirito delle contrade. Nel 1641 per esempio fece organizzare un palio per il compleanno del fratello e nel 1643, il 9 maggio per l’esattezza, ne fece correre un altro per il proprio genetliaco. Ma la figura del principe è sicuramente più nota a tutti gli appassionati di storia per l’aneddoto del palio del 2 luglio 1664. C’è un resoconto di Girolamo Macchi, scrittore e cronista senese, che racconta perfettamente l’accaduto. Il principe Mattias è protagonista in quanto intervenuto a dire la sua sull’esito della corsa del palio per porre fine alle controversie che si erano create a fine corsa. All’epoca il palio alla tonda non era una tradizione consolidata, come abbiamo detto più volte, e le regole si basavano su quelle del palio alla lunga. In questa occasione dopo i tre giri risultava vittoriosa la contrada della Lupa che, dopo la caduta del proprio fantino, il cavallo era giunto primo. Pare fosse la prima volta che un cavallo “scosso” vinceva il palio e quindi l’episodio suscitò qualche indecisione per l’assegnazione del drappellone. Infatti come detto prima, per la corsa alla lunga spesso i ragazzi si buttavano da cavallo per facilitare il proprio soggetto nel tragitto per arrivare senza intralci alla meta. I giudici quindi chiesero al governatore di porre fine alla discussione. Da qui la famosa citazione del Macchi: “…data che fu la mossa, cascò il fantino della Lupa e il cavallo, era il primo, attese a correre e si mantenne primo; e perché quello della Civetta era secondo, dal serenissimo principe Mattias fu ordinato darsi a questa contrada (il drappellone), perché il palio fu resoluto lo venca il fantino e no il cavallo”. Non sappiamo nemmeno se il principe fosse presente o meno alla corsa ma tante altre sono le cronache in merito a questo palio. Fino a giungere al resoconto di un altro importante cronista senese, Flaminio Rossi che nel XIX secolo, nel suo scritto è molto caustico nei confronti di Mattias e lo appella non certo con un aggettivo piacevole: “…la Civetta essendo arrivata seconda ebbe il palio per avere così deciso l’imbecille principe Mattias, giacché con buon senso vince il cavallo e non il fantino”. Certo che per noi la discussione sembra alquanto obsoleta ma dobbiamo capire le incertezze dell’epoca in mancanza di un regolamento che dopo quel palio fu rivisto soprattutto su questo aspetto e fu deciso che la contrada poteva vincere anche con il cavallo scosso così a sottolineare ancora una volta e da secoli che il cavallo è il vero protagonista della corsa del palio.
Anna Nerozzi
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