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UPG – Programmazione 2026: molti miglioramenti, ma qualcosa da correggere rimane

24 aprile 2026

Cari amici,

torno a voi per valutare assieme questi primi mesi di corse e come hanno impattato le modifiche inserite nella Circolare di Programmazione 2026. In sostanza se a vostro parere vi sono stati effetti, positivi o negativi, e se i nuovi accorgimenti inseriti abbiano o meno portato a corse più belle, per quanto questo termine sia soggettivo e possa essere declinato in svariati significati, talvolta anche in antitesi tra loro a seconda dello sguardo di chi esamina.
Certamente prima di qualsiasi valutazione dobbiamo premettere che siamo ancora all’inizio della stagione, siamo solo a fine aprile, quindi a nemmeno 4 mesi dall’introduzione della Circolare 2026, tutto sommato un tempo abbastanza breve e dunque ogni valutazione andrà aggiornata a fine anno, quando potremo valutarne più compiutamente l’effetto. Inoltre non possiamo dimenticare che l’assenza dal palinsesto delle corse di Roma rende certamente meno facile paragonare i primi mesi di quest’anno con quelli del 2025.

Fatte dunque le doverose premesse, ad un primo controllo è evidente come il numero dei partenti di media delle varie giornate sia aumentato, se vogliamo spesso anche in maniera considerevole. Che possa essere dovuto all’assenza di Roma? Potrebbe anche essere, ma le giornate di Capannelle sono state redistribuite quasi tutte, solo una è stata annullata, quindi non si è avuta una contrazione pesante, personalmente ritengo che tale assenza abbia inciso maggiormente per evitare l’assenza o quasi di sovrapposizioni tra giornate e questo potrebbe essere il vero motivo dell’aumento nei partenti medi. Dunque se volessimo tradurre quanto visto in una regola, potremmo dire che una migliore allocazione temporale delle giornate aiuta ad avere campi più folti.
Altro aspetto, l’inserimento degli handicap per fasce, che penso abbia portato una maggiore trasparenza e facilità di comprensione anche per lo scommettitore, assieme ad un vantaggio economico innegabile per i cavalli della fascia media e medio-alta che hanno finora avuto a disposizione un montepremi sensibilmente migliore rispetto al recente passato.
Dal punto di vista delle scommesse, i numeri paiono dare ragione a questa impostazione, gli incrementi nei volumi scommessi sono sensibili e, giova ricordarlo, si registrano nonostante un campo basilare come Roma non sia attivo.

La programmazione 2026 quindi finora porta con sé una serie di buone notizie che premiano l’impostazione ministeriale e permettetemi di aggiungere premiano anche lo sforzo dalle categorie in sede di confronto e proposta, aggiungerei infine un plauso al lavoro svolto dall’ufficio tecnico di ANG che da inizio anno ha non solo valutato i programmi uno per uno, ma li ha anche incrociati tra loro per evitare corse identiche tra ippodromi che operavano nel medesimo periodo, un lavoro davvero enorme che è giusto evidenziare, a maggior ragione perché compiuto senza pesare sul settore.

Solo aspetti positivi dunque? No, bisogna essere sempre onesti e quindi se molto è stato fatto e oggi abbiamo programmi nel complesso coerenti, va anche ammesso che alcune cose ancora non vanno e mi riferisco in questa occasione al programma dei 2 anni.
Anche in questo caso serve una premessa fondamentale, siamo all’inizio del percorso, pochissime corse sono state disputate, ma rimane il fatto che vedere la prima corsa dell’anno con 3 soli cavalli partiti e le successive corse di Milano con il medesimo numero di cavalli nelle gabbie è un campanello di allarme che deve assolutamente farci riflettere.
Come UPG avevamo avvertito che nel primi mesi, diciamo fino a fine giugno, si correva il rischio di avere campi troppo scarni, difatti si era provato a suggerire di ridurre il numero di corse in questa primissima fase e piuttosto aumentarne il numero nel periodo autunnale. Così finora non è stato, si è preferito correre dietro alle richieste, a nostro avviso poco lungimiranti, di chi pensa che l’ippica sia un mercato usa e getta. Quindi rispetto al calendario iniziale si sono inserite altre corse, ma è evidente come tale modifica non abbia portato benefici al settore.
Mi auguro ovviamente che questa penuria sia solo una questione temporanea e che già dalle prossime prove ci aspettino campi che permettano di avere uno spettacolo godibile e sul quale sia possibile raccogliere un minimo di gioco. Infatti il problema non afferisce solo alla questione tecnica, ma situazioni simili impattano molto, anzi moltissimo, anche sull’aspetto delle scommesse. Una corsa con 3 cavalli partiti non permette molte delle possibili giocate e alla fine è una rimessa pesante per lo Stato sotto ogni punto di vista.

Ripeto, mi auguro sia temporanea come problematica, ma siccome ho parecchi dubbi in tal senso, quantomeno in questi mesi fino all’estate, penso sia necessario che si ponga il focus su come tali spettacoli nuocciano in primis al settore stesso e si prendano i provvedimenti necessari. Ovviamente i team vincitori di tali prove saranno felici e questa non è certo una critica a loro, ma dobbiamo chiederci quale sia il prezzo per l’intero settore e soprattutto se è un “costo” che possiamo sostenere nel lungo periodo. Possiamo permetterci di mandare in scena corse poco o per nulla interessanti, sia per gli appassionati, sia anche per gli scommettitori?
Certamente si potrà ribattere che anche nel passato ci si poteva imbattere in corse simili, ma le condizioni e il contesto nel quale si operava erano totalmente differenti, sia dal lato del gioco (vivevamo in una sorta di duopolio con ippica e totocalcio) sia dal lato dell’importanza sociale che l’ippica riscuoteva nel pubblico generalista. Oggi queste condizioni sono mutate radicalmente e penso che si debba cercare a tutti i livelli di fornire uno spettacolo che sia il migliore possibile, sotto ogni punto di vista.
Come fare dunque? Le soluzioni sono molteplici, ma tutte muovono da una valutazione semplice, il numero di prove deve essere tarato sul numero di cavalli che possono correre.

Spero che il tema sul tavolo possa aiutare ad aprire un dibattito fruttuoso, mi aspetto anche e soprattutto gli interventi di chi ha un pensiero opposto rispetto alla mia tesi, perché solo così potremo avere la speranza di migliorare.
Nell’attesa, cambiando tema, sono felice di potervi comunicare che negli Ippodromi di Milano e Merano l’accesso è gratuito per i Soci UPG che presentino la tessera dell’associazione ai cancelli d’infgresso. Una piccola ma significativa novità che da il giusto risalto al ruolo che i Proprietari ricoprono. Ovviamente siamo in attesa di risposte anche dagli altri ippodromi, speriamo e confidiamo saranno identiche a quelle avute qui sopra.
Infine vi do appuntamento a Firenze, il 25 aprile, in occasione della tradizionale Corsa dell’Arno e successivamente a Milano, il primo maggio, con la grande giornata delle Ghinee Italiane, giornate importanti che è giusto vivere dal vivo. A presto,

Antonio Viani
Presidente U.P.G.
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Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King)
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

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