12 Luglio2026
Trionfo mozzafiato per Pievalle: un Palio deciso al millimetro
In svantaggio alla partenza, la contrada impone il proprio ritmo per poi rischiare il sorpasso sulla linea del traguardo. Casole d’Elsa – È la contrada di Pievalle a stringere tra le mani il drappellone del 150esimo Palio di Casole d’Elsa, siglando il successo in una Carriera vibrante e risolta soltanto al fotofinish. Il binomio composto dal fantino Sebastiano Murtas, soprannominato Grandine, e dal destriero Selvaggio da Clodia è riuscito a spuntarla dopo un testa a testa da brividi con Rivellino, che ha lasciato l’intero popolo della piazza col fiato sospeso fino alla proclamazione ufficiale della vittoria. Questa edizione del 2026 si era aperta con un colpo di scena: il forfait di Pievescola, costretta a dare forfait a causa di un leggero contrattempo fisico rimediato dal cavallo Dyllu. Una decisione inevitabile dettata dalla massima tutela per l’animale, che lascia però un profondo rammarico alla scuderia azzurra, il cui digiuno di successi prosegue dal lontano 1976, e al suo fantino Diego Minucci, noto come Fastidio. Tra i canapi si sono quindi allineate sei rivali: Monteguidi con Ceommo Ramon guidato da Mattia Chiavassa (Tambani), Pievalle con la coppia Murtas-Selvaggio da Clodia, Casole Campagna su El Matador affidato ad Antonio Francesco Mula (Shardana), Cavallano con Wakanda e Marco Bitti, Rivellino con il cavallo Dispettoso montato da Alessio Bincoletto, e infine Il Merlo con Coram Lathe sotto la guida di Filippo Belloni. Le operazioni di mossa si sono rivelate complesse e piene di tensione. Entrata di rincorsa dopo una lunga e nervosa attesa, Pievalle ha trovato il tempo perfetto per lo scatto, balzando immediatamente in testa e scavando un solco che, per gran parte della sfida, appariva incolmabile. Dietro, Monteguidi e Cavallano hanno tentato di non perdere contatto, mentre dalle retrovie Rivellino ha dato il via a un recupero prodigioso proprio nelle battute conclusive. La distanza di sicurezza accumulata da Grandine si è ridotta drasticamente falcata dopo falcata, trasformando la dirittura d’arrivo in un finale da thriller. Al passaggio del bandierino l’esito è apparso del tutto incerto, congelando l’esultanza della piazza per diversi istanti. Solo il verdetto dei giudici ha spazzato via i dubbi: quell’incollatura infinitesimale ha premiato Pievalle, che dà così il via alla festa per un’edizione memorabile e combattuta fino all’ultimo respiro.
Camillo


























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