17 Agosto 2026
SUPER GAVINO SANNA: BORSINO DEI FANTINI PALIO DI FERMO 2026 LE PAGELLE
GAVINO SANNA Dori Fortuna – San Martino VOTO 10 E LODE
Prestazione maiuscola del fantino di Burgos, classe 1988, che in sella a Dori Fortuna tira fuori dal cilindro due partenze praticamente perfette. In batteria prende subito in mano la situazione e vince con la proverbiale pipa in bocca, senza mai dare l’impressione di dover chiedere tutto alla cavalla.
In finale il capolavoro. La mossa è lunga e convulsa, Dori Fortuna si mostra piuttosto recalcitrante fra i canapi e viene sistemata in seconda fila. Sanna, però, non perde mai lucidità: si inventa una partenza lanciata da manuale, filtra tra i cavalli e nel giro di cento metri è già davanti. Da quel momento controlla corsa e avversari fino al traguardo, regalando a San Martino un Palio atteso da 24 anni e facendo finalmente volare via la famosa “cuffia da nonna”. Più di così era difficile chiedergli: 10 e lode.
Due partenze, due capolavori. Quando il Palio chiedeva sangue freddo, Sanna aveva il ghiaccio nelle vene.
ANDREA FELE
Chilivanesu – Campolege VOTO 8
È ormai qualche anno che Andrea Fele viene a Fermo e, Palio dopo Palio, ha imparato a conoscere tutti i segreti della particolare mossa fermana. Lo dimostra già nella prima batteria, quando con Chilivanesu prende una partenza giusta, si sistema bene e controlla praticamente tutto il percorso. Chiude secondo, ma è un secondo posto amministrato con intelligenza, pensando soprattutto a conquistare la finale senza spendere energie inutili.
Nell’atto decisivo Fele si fa trovare pronto praticamente a ogni tentativo di partenza e, quando finalmente la mossa è valida, parte ancora una volta bene. Chilivanesu va forte, praticamente quanto lo scorso anno, ma stavolta davanti trova un avversario fortissimo. In curva Fele non riesce a trovare la traiettoria migliore e finisce a terra; il cavallo, rimasto scosso, prosegue comunque fino al traguardo chiudendo al secondo posto. Resta una prestazione più che positiva, di un fantino che ormai a Fermo sa perfettamente cosa deve fare. Voto 8.
Fermo ormai non ha più segreti per lui. Stavolta è mancata soltanto l’ultima curva.
DANIELE SANNA
Djambo – Torre di Palme VOTO 8
Con i suoi appena 18 anni, Daniele Sanna è la vera rivelazione di questo Palio. Essere figlio di “Brigante” può rappresentare un vantaggio, ma anche un peso importante, perché inevitabilmente le aspettative sono tante. Eppure, alla sua prima apparizione al Palio di Fermo, il giovane Sanna dimostra personalità, freddezza e soprattutto di non sentire minimamente la pressione.
In batteria ci crede fino in fondo con Djambo, cavallo che tornava alle corse dopo una lunghissima assenza: prende una buona partenza, interpreta bene il curvone e conquista il terzo posto. La sorte gli tende poi una mano con il ripescaggio e Daniele si ritrova in finale. Qui, nonostante una mossa complicatissima, si fa trovare pronto praticamente a ogni tentativo. Persino in una partenza poi richiamata, quando Djambo si impenna, riesce a mantenere lucidità e posizione. Alla mossa valida sceglie intelligentemente di tenersi fuori dalla bagarre, lotta come un leone e raccoglie alla fine un ottimo terzo posto. Considerando l’età, il debutto assoluto a Fermo e il cavallo che aveva sotto, è una prestazione da incorniciare. Voto 8.
Diciotto anni sulla carta, molti di più quando si abbassano i canapi. A Fermo abbiamo conosciuto un ragazzo: al traguardo abbiamo salutato un fantino.
ALESSANDRO FIORI
Coram Lathe – Fiorenza VOTO 7,5
Alessandro Fiori è ormai un habitué del Palio di Fermo, una delle prime lame del circuito e, non a caso, ogni anno conteso da diverse Contrade. Stavolta ad aggiudicarselo è Fiorenza, che gli affida Coram Lathe, vincitore dell’edizione 2024.
La prima batteria è praticamente perfetta: Fiori si sistema alle spalle di Castello e da lì amministra la corsa con grande esperienza, senza chiedere più del necessario al cavallo. Minima spesa e finale conquistata in assoluto controllo: prestazione da 9. Nell’atto decisivo deve invece fare i conti con una mossa lunga e piuttosto convulsa. Quando finalmente si parte, la prende bene e sgomita per trovare spazio tra la seconda e la terza posizione. Non riesce mai a diventare un vero fattore per la vittoria, ma fino al curvone sbaglia davvero poco. Proprio lì non trova la traiettoria migliore, arriva anche un contatto e di fatto termina la sua possibilità di giocarsi il Palio. Resta la prestazione di un fantino che ci ha provato e che, ancora una volta, ha dimostrato di conoscere perfettamente Fermo. 9 in batteria, 6 in finale: media 7,5.
L’esperienza lo porta in finale senza spendere nulla. Poi prova a giocarsela: stavolta il curvone gli presenta il conto.
SANDRO GESSA
Bonmarché – Castello VOTO 7
Sandro Gessa lo abbiamo conosciuto bene nel 2025, quando portò al successo Molini Girola dimostrando freddezza e grande capacità di interpretare il Palio. Quest’anno si ripresenta con Castello e con Bonmarché, e l’inizio è ancora una volta di quelli importanti. In batteria prende una partenza praticamente perfetta, va subito davanti e da lì gestisce tutto con grande tranquillità, senza mai essere realmente impensierito: primo posto e finale conquistata con autorità.
L’atto decisivo, però, nasce in salita. Durante una mossa lunga e complicata Bonmarché rimedia anche un calcio tra i canapi e probabilmente una parte del suo Palio finisce proprio lì. Alla partenza valida Gessa esce come può: non benissimo, ma neppure così male da compromettere tutto. Rimane però più indietro del previsto e il Bonmarché sontuoso della batteria sembra un altro cavallo. Sandrino prova a ricucire, insegue, ma non riesce mai ad agganciare realmente i primi. Al curvone il cavallo arriva ormai stanco, probabilmente pagando anche tutto quello che era accaduto durante la mossa, non gira al meglio e lì si spengono definitivamente le speranze. L’ultimo posto finale racconta solo in parte la sua corsa e sarebbe ingeneroso fermarsi all’ordine d’arrivo. Gessa il suo lo ha fatto e il 7 è meritato.
In batteria tutto secondo copione. In finale il copione glielo hanno cambiato prima ancora di partire.
GIULIO CHIOFFI “ASCIUTTO”
Finps – Campiglione VOTO 5
Giulio Chioffi, detto “Asciutto”, è uno che il Palio di Fermo ha già saputo vincere e quest’anno viene chiamato da Campiglione per montare Finps, cavallo che conosce molto bene. Si trova però davanti a una mossa decisamente caotica, forse una delle più complicate dell’intera giornata, con numerose partenze richiamate e una situazione tutt’altro che semplice da interpretare. È vero, Finps parte malissimo, ma sarebbe ingeneroso attribuire tutte le responsabilità al fantino: quando finalmente si va, esce dai canapi veramente molto indietro e la corsa sembra già compromessa.
Ad Asciutto bisogna però riconoscere una cosa: non smette mai di crederci. Prende bene il curvone e da lì comincia letteralmente a smulinare le braccia per chiedere tutto a Finps. Il grigio risponde e nel finale viaggia a velocità tripla, recuperando terreno su terreno fino a conquistare il terzo posto. Non basta: stavolta la sorte non gli regala il ripescaggio e la finale sfuma. Rimane il grande rammarico per una rimonta che fa inevitabilmente pensare a cosa sarebbe potuto succedere con una partenza diversa. La sufficienza non possiamo dargliela, ma il 5 per averci creduto fino all’ultimo metro se lo merita tutto.
Parte quando gli altri sono già partiti. Finisce quando gli altri vorrebbero fosse già finita.
SILVANO MULAS “VOGLIA”
Grid – Capodarco VOTO 5
Silvano Mulas, detto “Voglia”, conosce benissimo le dinamiche del Palio e soprattutto sa perfettamente come funziona la mossa di Fermo. Fantino di grande esperienza, tra i canapi non si fa mai sorprendere e durante una mossa tutt’altro che semplice è pronto praticamente a ogni tentativo. Quando finalmente si parte, con Grid esce in maniera discreta, rimane alle spalle dei primi e prova subito a restare agganciato al gruppo che conta. L’aggancio però non riesce e, dopo un curvone affrontato così così, Mulas cerca comunque di salvare il salvabile. Negli ultimi cento metri, però, per il quattro anni arriva un vero e proprio calvario: Grid finisce praticamente di passo, perdendo posizioni e anche la possibilità di conquistare quel terzo posto che avrebbe potuto significare ripescaggio. A quel punto Voglia può davvero fare poco: quando manca il guizzo del cavallo, nemmeno l’esperienza può inventarlo. La sufficienza non arriva, ma sarebbe altrettanto sbagliato attribuirgli responsabilità che non ha. Voto 5.
Di “Voglia” ce n’era tanta. Negli ultimi cento metri, purtroppo, sono finite le gambe.
STEFANO RAIMONDO SAIU
Cedro – Pila VOTO 5
Stefano Raimondo Saiu è uno che la sabbia fermana la conosce bene e soprattutto sa come si vince un Palio: nonostante la giovane età, nel suo palmarès ci sono già successi importanti a Buti, Fonni e proprio a Fermo con Torre di Palme. Stavolta la Contrada di Pila gli affida Cedro e nemmeno il grande tifo di tutta Santa Caterina riesce però a cambiare una corsa che si rivela subito complicata. Saiu prende una partenza tutto sommato giusta, ma Cedro parte piano e lungo il percorso mostra evidenti limiti tecnici: già verso Via XX Settembre manca quella camminata necessaria per poter pensare seriamente alla qualificazione.
Stefano prova comunque a tenerlo dentro la corsa e a giocarsi quello che può, ma al curvone arriva la carambola e finisce a terra, senza avere particolari responsabilità nell’episodio. Il suo Palio termina lì. Difficile persino giudicarlo: la sufficienza non può arrivare dopo una corsa conclusa con una caduta, ma sarebbe altrettanto ingeneroso attribuirgli colpe che non sono sue. Voto 5.
Saiu conosce la strada per la finale. Stavolta, però, sotto aveva un motore che non gli ha permesso di imboccarla.
GIUSEPPE CANNARELLA
Zittibuonidaclodia – San Bartolomeo VOTO 4,5
Giuseppe Cannarella non possiamo più definirlo un giovane — perché l’età passa per tutti — ma è ormai un fantino affermato, tanto in ippodromo quanto fuori, capace di mostrare sempre grande freddezza e lucidità. Non è certamente uno specialista dei canapi, essendo abituato soprattutto alle partenze dalle gabbie, ma alla mossa sa comunque farsi trovare pronto. Stavolta, però, sotto ha Zittibuonidaclodia, cavallo che conosce benissimo: un quattro anni con tanto potenziale, ma ancora parecchio da imparare nel mondo dei Palii. Le numerose partenze richiamate finiscono per mettere in difficoltà il cavallo anche caratterialmente. Peppe ci prova praticamente a ogni mossa e Zittibuonidaclodia inizialmente gli risponde, ma proprio quando arriva quella valida rimane letteralmente nei canapi. Parte ultimo e Cannarella prova immediatamente a ricucire, ma recuperare tutti quei metri diventa praticamente impossibile. Prende bene il curvone e continua a provarci, ma ormai il suo Palio è compromesso. La prestazione del cavallo è da 3, quella del fantino meriterebbe almeno 6: facciamo la media e arriviamo a 4,5, che racconta meglio di qualsiasi altra cosa una corsa nata male e diventata subito impossibile.
Peppe ci ha provato fino in fondo. Ma quando il Palio parte e il cavallo rimane lì, servirebbe un miracolo.
SEBASTIANO GUERRIERI
Flashy – Molini Girola VOTO 4
Connessione tutta siciliana per Molini Girola, che alla Tratta pesca Flashy e asseconda la proprietà anche nella scelta della monta, affidandosi a Sebastiano Guerrieri. Sebastiano Fermo lo conosce già e qualche anno fa era riuscito anche a conquistare un secondo posto, quindi torna sulla sabbia fermana con ben altre ambizioni. Stavolta, però, la sua è una prestazione piuttosto anonima, anche se buona parte delle responsabilità va condivisa con il cavallo. La partenza non è delle migliori e Guerrieri prova subito a recuperare terreno lungo Via XX Settembre, senza però riuscire mai ad agganciare il gruppo di testa. Dopo tre-quattrocento metri il suo Palio è già decisamente in salita. Al curvone le cose peggiorano ulteriormente: Flashy non gira bene, arriva la carambola e Guerrieri finisce a terra, coinvolgendo nella caduta anche Stefano Raimondo Saiu e Pila. Una corsa che non ha certamente rispettato le aspettative della vigilia e nella quale né cavallo né fantino sono riusciti a lasciare il segno. Avranno entrambi occasioni per rifarsi, ma stavolta la prestazione resta sottotono. Voto 4.
Dalla Sicilia erano arrivati con ben altre speranze. Stavolta, però, il viaggio verso la finale si è fermato al curvone.
Articolo di Redazione
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