5 Ottobre 2026
Questa mattina, 5 ottobre 2026, Siena ha presentato la XXIII Giornata Nazionale del Trekking Urbano, in programma il 31 ottobre con il tema “San Francesco 1226-2026, sulle tracce dell’essenziale”. Un appuntamento particolarmente significativo nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco, nato proprio a Siena nel 2003 e oggi diventato un progetto nazionale che coinvolge 81 città italiane.
Alla presentazione sono intervenuti Vanna Giunti, assessore al Turismo del Comune di Siena, Carlo Rossi, rettore dell’Opera Metropolitana, Axel Hémery, direttore della Pinacoteca nazionale di Siena, Luca Mostardini, guida turistica AGT Siena in rappresentanza delle tre associazioni delle guide, e Roberto Barbetti, dirigente Cultura e Turismo del Comune di Siena.
Una mattinata dedicata a raccontare non soltanto un percorso a piedi, ma un modo diverso di vivere e conoscere Siena, seguendo le tracce della presenza francescana in città e arrivando fino a San Francesco all’Alberino, nel segno dell’essenziale, della memoria e del cammino.
Camillo
XXIII GIORNATA NAZIONALE DEL TREKKING URBANO
“San Francesco 1226-2026: sulle tracce dell’essenziale”
31 ottobre 2026
Dagli antichi passi di Francesco alle città di oggi: l’Italia ritrova l’essenziale camminando. Ottantuno città unite dalla XXIII Giornata Nazionale del Trekking Urbano. Nell’ottavo centenario della morte di San Francesco, sentieri urbani, luoghi francescani, arte e natura compongono un grande itinerario italiano.
Siena, dove il Trekking Urbano è nato nel 2003, guida la rete nazionale e riscopre il suo legame con il Santo e con il “Testamento di Siena”.
Ci sono città nelle quali San Francesco è passato davvero, luoghi che conservano la memoria della sua predicazione, del suo viaggio o della sua permanenza. Altre sono state profondamente trasformate nei secoli dalla presenza dei Francescani. E poi ci sono città che hanno scelto di cercare Francesco altrove: nell’acqua e negli alberi, negli animali che abitano gli spazi urbani, nel silenzio di un bosco, nella terra coltivata, nell’accoglienza, nella fraternità o semplicemente nella possibilità di rallentare. Il 31 ottobre 2026 queste storie entreranno a far parte di un unico grande cammino con la XXIII Giornata Nazionale del Trekking Urbano, dedicata quest’anno a “San Francesco 1226-2026: sulle tracce dell’essenziale”.
Nell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, saranno 81 le città italiane coinvolte nella manifestazione ideata e guidata dal Comune di Siena. Un mosaico di percorsi che attraversa l’Italia dalle Alpi alle isole e che interpreta il messaggio francescano non come semplice tema celebrativo, ma come una domanda rivolta al presente: che cosa significa oggi ritrovare l’essenziale?
Le risposte date dalle città sono molto diverse. Per alcune significa ripercorrere le orme del Santo e ricostruire episodi della sua vita; per altre riscoprire il patrimonio lasciato da frati, conventi e comunità francescane. Altrove il punto di partenza è il Cantico delle Creature: l’acqua, la terra, gli animali, il rapporto fra uomo e natura. E in molti itinerari l’essenziale coincide con il gesto stesso del camminare: ridurre la velocità, ascoltare il proprio respiro, fare attività fisica e concedersi il tempo necessario per osservare un luogo invece di attraversarlo distrattamente.
SIENA, DOVE TUTTO È COMINCIATO
Il Trekking Urbano nasce a Siena nel 2003, da un’intuizione che anticipa molti dei temi oggi al centro del dibattito sul turismo: scoprire le città camminando, spostare lo sguardo oltre i luoghi più frequentati, associare cultura e movimento, valorizzare quartieri e patrimoni meno conosciuti e contribuire a rallentare, decentrare e destagionalizzare i flussi turistici.
Ventitré edizioni dopo, la città continua a essere ideatrice e capofila nazionale della manifestazione, coordinando la rete dei Comuni.
Per il 2026, il percorso senese partirà da Piazza del Campo, attraverso il racconto della predicazione di San Bernardino, per toccare la Pinacoteca Nazionale, la Basilica di San Francesco e l’Oratorio di San Bernardino, fino a lasciare le rotte più consuete e raggiungere San Francesco all’Alberino, luogo legato alla prima presenza francescana in città e alla tradizione del bastone del Santo miracolosamente germogliato.
Proprio qui la tradizione colloca inoltre la dettatura, nella primavera del 1226, del cosiddetto “Piccolo Testamento” o “Testamento di Siena”, affidato a frate Benedetto: poche parole nelle quali tornano fraternità, povertà e fedeltà alla Chiesa. Un richiamo all’essenziale che, ottocento anni dopo, offre una chiave particolarmente significativa per l’edizione 2026.
Il percorso di Siena diventa così anche il simbolo del progetto nazionale: partire dalla città conosciuta per arrivare, camminando, a una storia che normalmente resta fuori dallo sguardo del visitatore.
UN’ITALIA INTERA SI METTE IN CAMMINO
La forza della Giornata Nazionale del Trekking Urbano è nella sua geografia. Le 81 città aderenti mettono sullo stesso piano grandi destinazioni d’arte, capoluoghi, città di medie dimensioni e piccoli centri, costruendo un racconto dell’Italia che non segue le gerarchie tradizionali del turismo.
Al Nord si cammina dalla Valle d’Aosta al Piemonte, dalla Lombardia alla Liguria, fino al Trentino-Alto Adige, al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. Al Centro il Trekking Urbano attraversa Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. E il percorso prosegue verso Sud e nelle isole, fra Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Ma più della geografia amministrativa conta la geografia francescana che emerge dagli itinerari.
A Rieti, per esempio, non si entra soltanto nella storia di Francesco, ma nel paesaggio che contribuì a plasmarne l’esperienza. I Sentieri dell’Essenziale attraversano per dodici chilometri la Valle Santa Reatina, tra boschi, acqua e panorami appenninici, fino al Santuario di Fonte Colombo, legato alla redazione della Regola.
A Spoleto, città e territorio rivendicano invece il ruolo avuto negli episodi che segnano la vita e il percorso di fede del Santo: il trekking diventa un viaggio fra spiritualità, storia, arte, cultura e paesaggio, nel territorio sul quale la presenza francescana ha lasciato un’impronta profonda.
Ad Ancona, il mare entra nella biografia di Francesco: il percorso parte dalla banchina che porta il suo nome, legata alla partenza del Santo verso la Terra Santa nel 1219, e sale attraverso la città sulle tracce del suo messaggio di incontro e pace.
A Bologna, invece, si ritorna idealmente alla predica pronunciata da Francesco in Piazza Maggiore nel 1222. Il cammino mette in relazione quella memoria con la solidarietà contemporanea, arrivando anche all’Antoniano e alla Mensa Padre Ernesto.
NON SOLO FRANCESCO: L’ITALIA DEI FRANCESCANI
In molte città le tracce da seguire non sono quelle lasciate direttamente dal Santo, ma quelle di uomini e donne che nei secoli ne hanno raccolto l’eredità.
A Urbino, la chiesa di San Francesco introduce a un itinerario che raggiunge anche la biblioteca e l’archivio storico del convento, patrimonio documentario che costituì il nucleo delle raccolte sulle quali si sviluppò, nel 1506, la nascente Università. Il percorso arriva poi al Museo Diocesano Albani con la mostra Ludato si. Il volto di Francesco d’Assisi, ricostruendo un’eredità che nella città ha significato anche arte, educazione e diffusione del sapere.
A Savona il protagonista è invece un francescano illustre: Francesco Della Rovere, papa Sisto IV. Nella Pinacoteca Civica, manufatti provenienti da contesti francescani e grandi politici rinascimentali permetteranno di raccontare gli insediamenti dell’Ordine nella Liguria di Ponente e la straordinaria stagione artistica legata al mecenatismo dei Della Rovere.
A Verona il cammino unisce i luoghi nei quali la presenza francescana si è stratificata nei secoli: dalla chiesa di San Francesco al Corso, prima chiesa dell’Ordine in città, fondata nel 1230, a San Fermo Maggiore, fino alle opere conservate a Castelvecchio e alla chiesa di San Bernardino, ancora oggi convento dei Frati Minori.
A Sant’Elpidio a Mare, Clarisse, Cappuccini e Terz’Ordine accompagnano il cammino fino all’ex chiesa di San Francesco, recentemente restaurata, dove sono conservate opere di Vittore Crivelli provenienti dall’antico complesso dei Minori Osservanti.
E a Santa Maria Capua Vetere saranno le chiese a costruire il racconto, dalla Madonna delle Grazie dei Padri Francescani alle antiche congreghe cittadine, fino a Piazza San Francesco e all’ex convento.
IL CANTICO DELLE CREATURE DIVENTA UN ITINERARIO
Ma il dato forse più originale emerso dagli 81 percorsi è un altro. Molte città hanno scelto di non rappresentare Francesco attraverso un luogo o un monumento, ma di guardare il proprio territorio con gli occhi del Cantico delle Creature.
E allora l’acqua diventa protagonista.
A Poggibonsi il verso francescano “utile e umile, preziosa e casta” conduce fra fonti, gore, acquedotti, ponti, fiumi e antichi mulini: l’acqua viene riletta come elemento naturale essenziale per la vita e, contemporaneamente, come strumento per ricostruire la memoria della città.
A Thiene lo stesso elemento racconta invece il rapporto fra natura e ingegno umano: fontane, pozzi, acquedotti, ghiacciaie e rogge mostrano come la città abbia trasformato una risorsa essenziale in infrastruttura, lavoro e paesaggio.
A Porcia il cammino segue il Noncello, dentro una galleria verde nella quale acqua, legno, silenzio e natura diventano un’esperienza sensoriale e un invito ad allontanarsi dalla frenesia quotidiana.
E a Rovigo si cammina lungo l’Adigetto fino al borgo di Roverdicrè e al Parco Pro Life, dove orti, aromatiche e spazi dedicati alla biodiversità raccontano concretamente il rapporto fra uomo, natura e cura dell’ambiente.
A Venaria Reale, invece, l’essenziale ha ali, piume e zampe. Animali in città invita a seguire rondini, merli, piccioni, gazze, insetti impollinatori, pipistrelli e persino le nutrie lungo strade, tetti, parchi e corsi d’acqua. Il trekking diventa così una piccola esplorazione della natura che resiste e prospera negli spazi antropizzati e un invito a ricordare che la città è condivisa con altre forme di vita.
A Sondrio, il Valtellina Wine Walking porta invece fra terrazzamenti vitati, boschi e rocce: sette chilometri nei quali il paesaggio racconta la capacità dell’uomo di dialogare con una natura difficile, modellandola senza cancellarne l’identità.
A Valdobbiadene si attraversano vigneti e strade rurali delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, fino all’Eremo di Sant’Alberto e al convento francescano dell’Immacolata di Lourdes. Qui l’essenziale assume la forma del silenzio, della semplicità e di un paesaggio costruito nel tempo dall’incontro fra uomo e natura.
A Rovato, dalla città si sale invece verso il Monte Orfano, attraversando boschi, vigneti e terrazzamenti della Franciacorta fino al Convento della Santissima Annunciata e alla chiesa medievale di San Michele: arte e paesaggio conducono progressivamente verso silenzio e contemplazione.
E persino a Salsomaggiore Terme, fra architetture Liberty e Déco, il messaggio francescano trova spazio negli alberi: nel Parco Mazzini, cedri dell’Atlante, sequoie e ginkgo biloba accompagnano un percorso botanico nel quale la contemplazione della natura diventa parte integrante della scoperta della città.
L’ESSENZIALE COME INCONTRO
Ci sono infine città che hanno scelto di tradurre Francesco non attraverso ciò che si vede, ma attraverso il modo in cui si sta insieme.
A Salerno, città storicamente aperta al Mediterraneo e alle culture che lo attraversano, il trekking utilizza l’immagine della bisaccia del pellegrino, che contiene soltanto ciò che è necessario al viaggio, per mettere in relazione l’essenzialità con l’accoglienza. Attraversando le antiche porte della città, un tempo percorse da viaggiatori, pellegrini e studenti della Scuola Medica Salernitana, il cammino rilegge Salerno come luogo di incontro e dialogo interculturale, richiamando anche il pacifico incontro fra Francesco e il sultano Malik Al-Kamil.
A Reggio Emilia, un itinerario di 14 chilometri supera idealmente i “muri” della città: dall’ex ghetto ebraico al Giardino delle Religioni, dalla greenway del Modolena ai luoghi della Resistenza, il tema francescano diventa una riflessione su fraternità universale, “Madre Terra”, memoria e libertà.
A Rapallo, infine, storia e natura vengono unite da un itinerario che attraversa antichi luoghi di preghiera, ospitali medievali, raggiunge la chiesa di San Francesco e sale lungo l’antica mulattiera verso Montallegro, per concludersi nel verde di Villa Tigullio: un invito esplicito a rallentare e a ritrovare fraternità, accoglienza e attenzione ai dettagli spesso trascurati.
CAMMINARE: LA FORMA PIÙ SEMPLICE DEL VIAGGIO
È in questa pluralità che il tema 2026 acquista forza. Non esiste un solo modo di seguire le tracce di Francesco, così come non esiste una sola definizione di essenziale.
Può essere la povertà scelta dal Santo oppure l’acqua di una fonte. Può essere un affresco, un convento, un animale che vive sui tetti, un vigneto modellato per generazioni, un bosco, una piazza nella quale si è predicata la pace. Può essere accogliere chi arriva o imparare nuovamente a prestare attenzione a ciò che ci circonda.
E può essere il cammino stesso.
Il Trekking Urbano parte da un gesto accessibile: muoversi a piedi. Farlo in città significa però trasformare la visita in esperienza fisica, percorrere distanze, affrontare salite e discese, osservare il paesaggio mentre cambia e raggiungere luoghi che spesso restano fuori dai circuiti più frequentati.
I percorsi del 2026 mostrano bene questa varietà: si passa dai 75 minuti e 4,8 chilometri di Venaria Reale ai 12 chilometri nella Valle Santa Reatina, fino ai 14 chilometri di Reggio Emilia; da brevi itinerari nei centri storici a cammini che entrano nei boschi, salgono sulle colline o seguono fiumi e antiche mulattiere.
È un modo di fare turismo lento senza trasformarlo in turismo immobile: cultura e attività fisica procedono insieme, mentre la città smette di essere una successione di attrazioni da raggiungere e torna a essere uno spazio da attraversare.
81 CITTÀ, 81 RISPOSTE ALLA STESSA DOMANDA
Dalla campagna di Roncade, dove il cammino cerca una dimensione quasi francescana lontana dal rumore urbano, fino a Terracina, dove la Via Appia conduce verso il colle di San Francesco e l’affaccio sul Tirreno, passando per Pordenone, dove sentieri urbani, corsi d’acqua, archeologia industriale e presenza francescana convivono nello stesso percorso: il 31 ottobre emergerà un’Italia che prova a raccontarsi senza separare cultura e natura, corpo e conoscenza, città e paesaggio.
Anche Volpiano partirà significativamente da un’opera intitolata La volpe lenta e la chiocciola saggia, un inno alla lentezza, per arrivare attraverso il paesaggio all’Oasi di San Francesco, accompagnando il cammino con letture del Cantico delle Creature.
Sono 81 modi differenti di rispondere alla stessa domanda. E forse proprio questa è la chiave più contemporanea dell’edizione dedicata a Francesco: l’essenziale non viene indicato come qualcosa di già definito. Viene cercato.
Il 31 ottobre 2026, in tutta Italia, lo si farà nel modo più semplice possibile: un passo dopo l’altro.
LA GIORNATA NAZIONALE DEL TREKKING URBANO IN BREVE
Edizione: XXIII
Data: 31 ottobre 2026
Tema: San Francesco 1226-2026: sulle tracce dell’essenziale
Città aderenti: 81
Ideatrice e capofila nazionale: Comune di Siena
Nascita del progetto: 2003
LE 81 CITTÀ DEL TREKKING URBANO 2026, REGIONE PER REGIONE
Abruzzo | L’Aquila, Chieti
Campania | Capaccio Paestum, Ercolano, Napoli, Salerno, Santa Maria Capua Vetere
Emilia-Romagna | Bologna, Comacchio, Correggio, Reggio Emilia, Salsomaggiore Terme
Friuli-Venezia Giulia | Cividale del Friuli, Palmanova, Porcia, Pordenone
Lazio | Cassino, Civitavecchia, Frosinone, Rieti, Terracina
Liguria | Albenga, Finale Ligure, Rapallo, Savona
Lombardia | Abbiategrasso, Brescia, Darfo Boario Terme, Mantova, Mariano Comense, Pavia, Rovato, Sondrio
Marche | Ancona, Ascoli Piceno, Cagli, Colli al Metauro, Fermo, Monteprandone, Sant’Elpidio a Mare, Urbino
Piemonte | Alessandria, Biella, Crescentino, Ivrea, Venaria Reale, Volpiano
Puglia | Ceglie Messapica
Sicilia | Bagheria, Leonforte
Toscana | Arcidosso, Arezzo, Lucca, Massa, Massa Marittima, Montepulciano, Murlo, Pisa, Pistoia, Poggibonsi, Siena, Volterra
Trentino-Alto Adige | Bolzano
Umbria | Amelia, Cascia, Narni, Spoleto
Valle d’Aosta | Aosta
Veneto | Castelfranco Veneto, Conegliano, Este, Feltre, Follina, Monselice, Oderzo, Padova, Roncade, Rovigo, Thiene, Valdobbiadene, Verona
Il Trekking Urbano propone itinerari a piedi che combinano scoperta del patrimonio storico, artistico, culturale e naturalistico con il movimento e la conoscenza delle parti meno frequentate delle città. Per ogni Comune aderente il percorso del 31 ottobre assume caratteristiche, lunghezze e difficoltà differenti.
www.trekkingurbano.info
Organizzato da
COMUNE DI SIENA
Con il patrocinio di
MINISTERO DELLA CULTURA
ITALIA.IT
MINISTERO DEL TURISMO
ENIT AGENZIA NAZIONALE DEL TURISMO
SPORT E SALUTE
DA PIAZZA DEL CAMPO AL “TESTAMENTO DI SIENA” NELLA GIORNATA NAZIONALE DEL
TREKKING URBANO SI CAMMINA SULLE TRACCE DI SAN FRANCESCO
Il 31 ottobre Siena celebra gli ottocento anni dalla morte del Santo con un percorso tra arte, predicazione e memoria francescana. La città che nel 2003 ha ideato il Trekking Urbano è oggi capofila di una rete di 81 Comuni.
Siena, 5 ottobre 2026. Ottocento anni dopo la morte di San Francesco, Siena torna a una delle pagine più suggestive della propria memoria francescana e lo fa camminando. Il 31 ottobre la città che ha ideato il Trekking Urbano ospita la XXIII edizione della Giornata Nazionale con un percorso che parte da Piazza del Campo e, attraversando arte, predicazione e testimonianze francescane, raggiunge San Francesco all’Alberino, luogo legato alla prima presenza dei frati in città e dove la tradizione colloca anche la dettatura del cosiddetto “Piccolo Testamento” o “Testamento di Siena”.
Il tema scelto per il 2026, “San Francesco 1226-2026: sulle tracce dell’essenziale”, acquista così a Siena un significato molto concreto. Non si tratta soltanto di celebrare l’ottavo centenario attraverso la figura del Santo, ma di utilizzare il cammino per riportare alla luce luoghi, opere e memorie che raccontano quanto la presenza e l’eredità francescana siano entrate nella storia della città.
Il percorso prenderà avvio da Piazza del Campo, con la figura di San Bernardino da Siena e la sua attività di predicazione. Da qui il racconto proseguirà attraverso l’immagine di San Francesco di Lippo Memmi, messa a disposizione dalla Pinacoteca Nazionale, per raggiungere la Basilica di San Francesco, con gli affreschi di Pietro e Ambrogio Lorenzetti e le Sacre Particelle, e quindi l’Oratorio di San Bernardino, con le opere di Sodoma, Domenico Beccafumi e Girolamo del Pacchia.
Poi il cammino cambierà prospettiva. Dal patrimonio monumentale più noto si procederà verso San Francesco all’Alberino, fuori dalle rotte turistiche più consuete. Secondo la tradizione, proprio qui sarebbe germogliato il bastone del Santo e qui si sarebbe insediata la prima comunità francescana senese. La stessa tradizione colloca all’Alberino, nella primavera del 1226, la dettatura a frate Benedetto del “Testamento di Siena”, breve sintesi dei valori di fraternità, povertà e fedeltà alla Chiesa.
Una conclusione che assume un valore particolare proprio nell’anno dell’ottavo centenario della morte di Francesco: il cammino non termina davanti al monumento più celebre, ma in un luogo nel quale la memoria del Santo riporta alla semplicità e all’essenziale.
Una città da conoscere con il corpo, oltre che con lo sguardo
L’itinerario senese sarà lungo 2,5 chilometri, con un tempo di percorrenza di circa due ore e difficoltà media. Le partenze saranno distribuite dalle ore 14 alle 17, con dieci turni a distanza di venti minuti l’uno dall’altro. Il punto di partenza sarà Piazza del Campo e quello di arrivo San Francesco all’Alberino. La partecipazione è gratuita, basta prenotare il proprio turno contattando la Segreteria del Centro Guide – tel. +39 0577 43273 – info@guidesiena.it.
La dimensione fisica del percorso non è un elemento secondario. Il Trekking Urbano nasce infatti dall’idea che una città possa essere conosciuta anche attraverso il corpo: camminando, affrontando salite e discese, modificando il ritmo abituale della visita e osservando come cambiano strade, prospettive e paesaggio.
È un turismo lento senza essere turismo immobile, che mette insieme cultura e benessere e che permette di distribuire l’attenzione oltre i principali poli di attrazione. A Siena questo significa anche mostrare come, a pochi passi dai luoghi conosciuti in tutto il mondo, esista un patrimonio di storie e memorie che può emergere soltanto scegliendo di percorrere la città con un altro passo.
Da Siena, un progetto diventato nazionale
Quella del 31 ottobre non sarà quindi soltanto una passeggiata dedicata a Francesco. Sarà anche il ritorno alle origini di un progetto che da Siena si è progressivamente esteso al resto d’Italia.
La città continua a svolgere il ruolo di capofila nazionale, coordinando una rete che per l’edizione 2026 raggiunge 81 Comuni e che declina lo stesso tema attraverso esperienze molto differenti: luoghi direttamente legati alla vita del Santo, chiese e conventi francescani, opere d’arte, ma anche boschi, fiumi, animali, vigneti, paesaggi, accoglienza e comunità.
Siena ne rappresenta contemporaneamente il punto di partenza e una delle storie da riscoprire. Perché il Trekking Urbano, dopo ventitré edizioni, conserva la stessa intuizione dalla quale è nato: rallentare per vedere di più.
SIENA – INFORMAZIONI SUL PERCORSO
Titolo: San Francesco 1226-2026: sulle tracce dell’essenziale
Data: 31 ottobre 2026
Partenza: Piazza del Campo
Arrivo: San Francesco all’Alberino
Durata: circa 2 ore
Lunghezza: 2,5 km
Difficoltà: media
Partenze: dalle ore 14.00 alle ore 17.00, 10 partenze ogni 20 minuti
Informazioni e prenotazioni: Segreteria del Centro Guide – tel. +39 0577 43273 – info@guidesiena.it
La partecipazione è gratuita
www.trekkingurbano.info
–
–
–
+++++++++++++++++++++


































Add Comment