1-FANTINI DEL PALIO STORIE

“Sette volte vittorioso sul Tufo: Giorgio Terni, il piccolo grande guerriero di Siena”

5 Maggio 2026

“Sette volte vittorioso sul Tufo: Giorgio Terni, il piccolo grande guerriero di Siena”

Nella storia del Palio, i numeri parlano, ma i sentimenti gridano. Vincere 7 Palii su 22 corsi non è solo statistica, è un’impresa che sfiora il record, il segno di un talento cristallino che sapeva leggere il respiro del tufo come pochi altri.
Vittorino non correva solo per vincere; correva per liberare un popolo. Come quella volta nella Torre, nel 1961, quando spezzò un digiuno che durava da 14 lunghi anni. Quell’abbraccio collettivo in Salicotto resta una delle pagine più intense della sua carriera, il momento in cui un uomo minuto diventa un gigante agli occhi di una città intera.
Era un uomo piacevole d’aspetto, Vittorino. Ma dietro quel volto pulito e quel fisico mingherlino da fantino di razza, batteva un cuore focoso. Non si tirava mai indietro. La sua esuberanza lo spingeva spesso in situazioni complicate, sfidando chiunque non gli portasse il dovuto rispetto.
Per fortuna, all’ombra della Torre del Mangia, non si è mai soli. Il suo grande amico Lazzaro, un altro pezzo di storia del Palio, era l’ombra protettrice che lo tirava fuori dai guai nel suo saper tirar cazzotti, il porto sicuro quando la rabbia o l’entusiasmo prendevano il sopravvento sulla prudenza.
Giorgio era un uomo che amava la vita nel senso più pieno e, forse, più pericoloso del termine. Non è stato una formica; ha preferito essere cicala, cantando e godendo di ogni attimo di gloria e di divertimento, senza troppi calcoli per il domani. Ha bruciato la vita con la stessa velocità con cui affrontava la curva di San Martino.
Ma dietro questo spirito ribelle e scapestrato, c’era un uomo dalla sensibilità profonda: L’amore per i figli: il suo vero traguardo, la vittoria più bella oltre il bandierino. La passione per il Palio: una fiamma che non si è mai spenta.
Il legame con il Nicchio, La Contrada dei Pispini lo ha adottato, lo ha protetto e lo ha amato. Prima come il fantino che portava il Cencio, poi come l’uomo che, con tutti i suoi difetti e le sue immense virtù, faceva parte della famiglia.
Vittorino ci ha lasciato l’immagine di un uomo che non ha mai chiesto permesso per essere se stesso. Un uomo che ha dato tutto al tufo e che dal tufo ha ricevuto l’immortalità che spetta solo ai grandi.

“A Siena non si vince solo con le gambe del cavallo, si vince con il cuore del fantino. E quello di Giorgio batteva forte, sempre fuori tempo, ma sempre con amore.”

Lui è stato il fantino che ha creato il viottolo della Piazza, il fantino che invece che frenare prima della curva di San Martino o del Casato nerbava il cavallo, è stato l’emblema del coraggio fino a quel giorno che la sfortuna ha prevaricato la fortuna e finisce la vita da fantino. Nel luglio del 1965 nella Contrada del Leocorno durante una mossa concitata, Vittorino subì un gravissimo infortunio: la cavalla Zanetta, nervosissima, alla terza prova forza il Canape e cadde e Vittorino con lei riportando la frattura del braccio e non guarì più; fu costretto a portare un tutore al braccio per sempre. Fu un momento drammatico che segnò la fine della sua ascesa fulminea. Senza quell’incidente, il numero dei suoi Palii vinti sarebbe stato certamente molto più alto e probabilmente, oggi, Aceto, non decanterebbe il suo record.
Nel 1968-69, anni dopo quel tragico giorno, vedo un uomo, ed li che conosco personalmente Vittorino, che, nonostante il dolore e il tempo passato, cerca ancora di sfidare il destino presso l’allevamento e scuderia di Dino Penni e del Dott. Luigi Vigni a Sant’Andrea Siena.
Il tentativo con la cavalla Ira di Giovanna Pascucci Pepi rappresenta l’ultimo, romantico sussulto di un campione che non voleva arrendersi. Vedere Vittorino cercare di tornare a montare “perché non era più cosa” non è il segno di una sconfitta, ma la prova del suo amore immenso per il Palio e per i cavalli.
Vittorino muore all’età di 68 anni il 16 luglio del 2000 a Siena, dove ha sempre vissuto e proprio nel territorio della Contrada del Nicchio. La sera della prima prova successiva alla sua scomparsa, al Palio di Agosto, tutta la Piazza gli tributa il meritato omaggio e i fantini delle dieci Contrade che partecipano a quel Palio scendono da cavallo per un minuto di silenzio. Tutto il popolo della Nobil Contrada del Nicchio, per la quale Vittorino ha vinto tre volte, non lo scorderà mai e lo considererà sempre un nicchiaiolo a tutti gli effetti.
Ciao Vittorio rimarrai nei pensieri, nel Cuore dei Senesi e del Palio per sempre, ricordato per il grande fantino che sei stato.
Camillo

IN PIAZZA CLICCA QUI

Giorgio Terni:
«Venni a vedere questo Palio di Siena, si diceva che ci girassero parecchi fogli da mille. Io guardando la corsa dissi tra me: “Questi son matti!”. L’anno dopo correvo.»
( Dal libro I trenta assassini)

il ritaglio di giornale è del il Palio.org

foto alle corse di provincia Vittorino insieme a Lazzaro

Siena, Vittorino nell’Entrone  con Rondone

About the author

Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King)
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

Add Comment

Click here to post a comment

Ultime Notizie

Categorie articoli

BRONTOLO NEWS WEB TV

SPONSOR