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Roma Capannelle: La Marsicana in “pole”, ma la strada è tutta in salita.

7 gennaio 2026

Capannelle: La Marsicana in “pole”, ma la strada è tutta in salita. Tra dipendenti nel limbo e impianti da rifare, la realtà è un’altra

di Pier

Sembra quasi fatta, a sentire i corridoi e i comunicati ufficiali, ma la realtà — come spesso accade nell’ippica italiana è molto più complessa di un semplice passaggio di chiavi. Parliamo della concessione dell’Ippodromo delle Capannelle alla società La Marsicana di Tagliacozzo. Sebbene la proposta di aggiudicazione per il 2026 sia stata formulata, cantare vittoria oggi sarebbe un errore imperdonabile.
Non si può parlare di Capannelle senza guardare negli occhi chi l’ippodromo lo fa vivere ogni giorno. La questione dei dipendenti è un punto interrogativo enorme che pende sulla testa de La Marsicana. Accettare la concessione significa ereditare una situazione occupazionale delicatissima: lavoratori che vivono nell’incertezza da mesi, competenze che rischiano di andare disperse e la necessità di garantire tutele in una gestione che, per ora, appare comunque di transizione. Senza un accordo chiaro sul personale, l’ippodromo non parte, o parte male.
E poi c’è il capitolo lavori, una lista della spesa che farebbe tremare i polsi a chiunque. Non è e non sarà affatto una cosa semplice. Bisogna essere onesti: la società abruzzese si troverà davanti a una struttura che necessita di interventi profondi.

  • Gli steccati fantasma: Come abbiamo già detto, molti sono stati tolti da chi ne rivendicava la proprietà, lasciando le piste letteralmente “nude”. Ripristinarli non è solo una spesa, è una corsa contro il tempo per la sicurezza.

  • Impianti tecnologici e manutenzione: Dalle scuderie ai servizi per il pubblico, l’usura e la mancanza di una manutenzione costante negli ultimi tempi hanno lasciato il segno. Impianti idrici, elettrici e la cura del verde non sono dettagli, sono i pilastri senza i quali non si può dare il via alle corse.

  • Sostenibilità economica: La Marsicana dovrà valutare se il gioco vale la candela. Accettare un impianto che cade a pezzi richiede un investimento iniziale che va ben oltre la normale gestione.

Proprio oggi pomeriggio, noi di Brontolo abbiamo riportato una notizia importante che arriva dalla Camera dei Deputati. Per il 2026, lo Stato ha stanziato ben 152,1 milioni di euro per il comparto ippico nazionale. A questa cifra si aggiunge un milione di euro specifico per l’ippodromo delle Capannelle.
Certamente sono risorse che servono, ma basteranno? Un milione di euro per un gigante come Capannelle, ridotto nelle condizioni in cui versa, rischia di essere appena sufficiente per le “prime cure”, ma non risolve il nodo della sostenibilità a lungo termine per una gestione che deve ancora dimostrare di avere le spalle larghe.
La domanda resta: la società di Tagliacozzo accetterà davvero l’incarico alle attuali condizioni, facendosi carico di dipendenti e lavori urgenti? La firma definitiva non è ancora realtà e i controlli di rito sono in corso. Noi di Brontolo continueremo a monitorare la situazione, perché l’ippica romana non ha bisogno di proclami, ma di stabilità, sicurezza e, soprattutto, di un impianto che torni a essere degno della sua storia.

La strada è tracciata, ma il traguardo è ancora pieno di incognite.

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Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King)
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

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