PALIO LUGLIO 2026

(Pagelle) Il “giudizio” di Camillo sul Palio, Fantini, Cavalli e Mossiere

10 luglio 2026

Il Palio delle polemiche. Ma, a dire il vero, mi sembra che avete la memoria un po’ corta.
Quando un fantino è al vertice, situazioni come questa sono sempre esistite, chi più chi meno, in maniera più o meno evidente. I mossieri sono sempre stati in qualche modo “condizionati” dal fantino che in quel determinato periodo detta legge in Piazza.
Per questo dico: bravo all’Aggeggio, che ha saputo sfruttare la situazione a proprio vantaggio. Fa parte del gioco del Palio, è sempre stato così. Potrei fare decine di esempi, ma è inutile. Anzi, certe dinamiche le ho vissute e subite personalmente, quindi so bene di cosa parlo.
Poi si punta il dito contro il Mossiere. Va bene, ma allora una domanda è d’obbligo: chi lo ha riconfermato il giorno dell’estrazione? Prima i Capitani, poi il Sindaco. Se continua a essere confermato, evidentemente gode ancora della loro fiducia. Quindi, se va bene a chi lo sceglie, va bene anche quello che accade alla Mossa. Allora di cosa ci stiamo scandalizzando?
Ognuno è libero di tenersi la propria opinione, ci mancherebbe. Ma, come si dice: le chiacchiere stanno a zero. Alla fine parlano i fatti, e i fatti hanno sempre ragione. Come recita un vecchio detto che raramente sbaglia: chi è causa del suo mal, pianga se stesso.
Detto questo, lasciamo da parte le polemiche. Andiamo a fare le pagelle, o meglio, andiamo a raccontare quello che ho visto io in Piazza.

(Aquila) Giovanni Atzeni “Tittia” – 10 e tripla lode

Quando c’è da vincere, Giovanni Atzeni non sbaglia quasi mai. È lui il dominatore assoluto di questo Palio. Comanda la mossa, detta i tempi, impone la sua strategia e, di fatto, è lui a decidere quando il Palio deve partire. Una volta abbassato il canape, prende subito diverse lunghezze di vantaggio e mette gli avversari nelle condizioni di dover inseguire.
Al primo giro, alla curva del Casato, arriva l’unico momento di apprensione, Diodoro batte, ma Tittia ha equilibrio e una freddezza fuori dal comune. Resta a cavallo, mantiene la testa della corsa e da quel momento non concede più nulla. Gli inseguitori non lo vedranno mai davvero.
Con questa vittoria conferma ancora una volta di essere il punto di riferimento del Palio moderno: non solo per la monta, ma per la capacità di leggere ogni situazione, gestire le alleanze e comandare la strategia paliesca.
Un capitolo a parte lo merita Diodoro. Il sauro eguaglia il mitico Urbino, straordinario protagonista della fine degli anni Settanta, con tre Palii corsi e due vittorie. Diodoro, un cavallo fortissimo, nato nella scuderia dello stesso Tittia e cresciuto fino a diventare uno dei migliori cavalli da Piazza degli ultimi anni. Una coppia praticamente perfetta.

Giuseppe Zedde “Gingillo” (Civetta) – 9,5

A Siena il secondo posto vale poco, perché conta soltanto vincere. Ma la prestazione di Giuseppe Zedde merita comunque un voto alto.
Corre un Palio intelligente, senza sbavature, cercando di restare sempre agganciato alla fuga dell’Aquila. Paga esclusivamente una partenza fulminea di Tittia, che crea immediatamente il vuoto.
Il suo Viso d’Angelo si conferma un cavallo affidabile, generoso e competitivo. Zedde sfrutta al massimo le sue qualità e porta a casa una corsa di grande livello, pur senza avere mai la possibilità concreta di attaccare il vincitore.

(Valdimontone) Salvatore Nieddu “Svelto”  – 7,5

Esordire in Piazza del Campo non è mai semplice. Farlo su un cavallo complicato come Canarinu lo è ancora meno.
Salvatore Nieddu dimostra invece personalità, mestiere, coraggio e lucidità. Gestisce con maturità un soggetto difficile, lo accompagna per tutti e tre i giri e costruisce un Palio di sostanza.
Anche lui vive un momento delicato al primo Casato, dove tocca il colonnino perché prova ad entrar di dentro alla Civetta. Una battuta che avrebbe potuto compromettere tutto. Invece resta a cavallo, dimostrando di stare anche a cavallo nonostante non sia un batusso, controlla il cavallo con grande sangue freddo e conserva una meritata terza posizione che porta fino allo scoppio del mortaretto incrociandosi spesso con il cavallo scosso della Giraffa.
Per un debuttante è una prestazione che lascia intravedere qualità importanti e un futuro da protagonista nella Piazza.

Drago – Diego Minucci “Fastidio” – 6,5

Il debutto in Piazza è sempre un esame difficile, ma Diego Minucci può tornare a casa soddisfatto. Monta Eberardo, un cavallo nuovo che ha lasciato intravedere qualità importanti e che, con il giusto percorso di crescita, può diventare un protagonista dei prossimi Palii. Durante tutte le Prove Fastidio lavora con serenità e intelligenza, senza mai cercare effetti speciali. Costruisce un buon rapporto con il cavallo e nelle prove dimostra di avere personalità e idee chiare.
Nel Palio parte attardato e la sua corsa si interrompe al secondo Casato dopo un gran recupero. Eberardo compie uno scarto improvviso e il fantino non può fare nulla per evitarne la caduta. Un episodio del tutto incolpevole che non cancella quanto di buono fatto vedere nei giorni precedenti. Per Minucci resta un debutto positivo, con basi importanti su cui costruire il futuro.

Giraffa – Federico Guglielmi “Tamurè” – 5

Tamurè si presenta al canape con Diosu de Campeda, un cavallo che sa muovere le gambe, ma anche tra i più difficili da gestire tra i canapi, ahh lo avessero lascito a casa l’anno scorso e preso quest’anno probabilmente non avrebbe questo problema. Durante le prove Tamurè  deve spesso discutere con lui, cercando di contenerne l’irruenza senza mai perdere la calma.
Quando arriva il momento del Palio, nonostante la scomoda posizione al nono posto, riesce comunque a partire bene. Esce forte all’esterno, si sistema subito nelle prime posizioni e affronta un San Martino di assoluto livello, facendo pensare di poter essere tra i protagonisti.
La corsa si decide però al primo Casato. Entrando basso, probabilmente ingannato anche dalla traiettoria del Valdimontone che lo precede, colpisce il colonnino e cade. Un errore che nasce più dalla foga e dalla voglia di restare in corsa che da una mancanza tecnica. Resta il rammarico per una prestazione che fino a quel momento era stata buona.

Oca – Sebastiano Murtas “Grandine” – 4,5

Quando monti Benitos, uno dei cavalli più attesi e accreditati del Palio, le aspettative inevitabilmente si alzano. Proprio per questo la prova di Grandine lascia più di qualche perplessità anche vista la buona posizione al Canape, la prima.
Le modifiche apportate al cavallo nei giorni precedenti e per il Palio, hanno fatto discutere e, alla luce di quanto visto in Piazza, non sembrano aver prodotto gli effetti sperati, anzi, probabilmente il contrario. Già al canape la coppia non riesce mai a dare la sensazione di poter incidere, mentre durante la corsa resta  lontano dal vivo della corsa.
Benitos aveva dimostrato in passato qualità ben diverse e per questo la prestazione del giorno del Palio rappresenta una delle maggiori delusioni della Carriera. Era lecito aspettarsi ben altro.

Bruco – Dino Pes “Velluto” – 5,5

La settimana di Velluto è stata complicata. La caduta nella prova al Casato, probabilmente favorita anche da un cambio d’imboccatura e probabilmente anche da altro… forse è stata un azzardato, avrebbe potuto lasciare strascichi importanti. A peggiorare la situazione arriva anche l’annullamento della Provaccia per pioggia, che gli impedisce di ritrovare il giusto feeling con Don Rodrigo prima del Palio.
Nonostante tutto, all’abbassamento del Canape parte bene dalla seconda posizione e si presenta tra i primi a San Martino. Affronta con grande decisione il primo Casato, evitando con bravura l’intruppata e dimostrando tutta la sua esperienza.
La corsa si interrompe al secondo San Martino, quando, con il Drago all’interno, Don Rodrigo punta improvvisamente verso i materassi e non gli lascia possibilità di rimanere a cavallo.
Don Rodrigo ha probabilmente illuso molti di poter essere qualcosa in più rispetto al suo reale valore. Rimane un cavallo generoso, un onesto lavoratore come li definisco io ma il comportamento avuto in corsa di onesto c’è stato poco..  Da entrambi era lecito aspettarsi qualcosa in più.

Torre – Enrico Bruschelli “Bellocchio” – 6

Bellocchio conferma ancora una volta di essere uno dei fantini più attenti e preparati tra i canapi. Già durante le prove si dimostra sempre molto reattivo e trova in Entu de P. Ulpu un compagno ideale, un cavallo che risponde bene ai suoi comandi e che al canape si lascia gestire con sicurezza e non si fa spostare dagli altri.
Anche nella prova generale, pur partendo di rincorsa, interpreta perfettamente la situazione, confermando una crescita costante nella gestione delle partenze.
Nel Palio, però, la fortuna gli volta le spalle. Dal quarto posto rimane inizialmente intruppato ma riesce comunque a preparare un ottimo San Martino all’interno. Proprio quando sembra poter entrare definitivamente nella lotta per le prime posizioni, Entu de P. Ulpu gli sfugge improvvisamente senza alcuna responsabilità del fantino. Una corsa finita troppo presto, ma fa vedere che Bellocchio avrebbe qualità e determinazione, il tutto da riscoprire e confermare nel futuro.

Leocorno – Andrea Sanna “Virgola” – 4,5

Volpino non era certamente uno dei cavalli più competitivi del lotto, ma da un fantino giovane e promettente come Virgola era lecito attendersi qualcosa in più.
Al canape l’atteggiamento ha convince poco, dalla terza posizione la partenza non è delle migliori. Rimane subito intruppato e perde contatto con i migliori senza mai trovare il modo di rientrare in corsa.
Per tutti e tre i giri resta nelle retrovie, senza riuscire a costruire una vera azione offensiva. Una prestazione sottotono che lascia inevitabilmente un po’ di amaro in bocca.

Onda – Carlo Sanna “Brigante” – 4,5

Su Anda e Bola, vincitore del Palio dell’agosto scorso, le aspettative erano altissime. Brigante affronta la rincorsa con esperienza, tenendo il cavallo leggermente di traverso per impedirgli di entrare autonomamente tra i canapi e dimostrando ancora una volta grande mestiere.
Alla partenza segue l’Aquila quando Tittia fianca e prende immediatamente il comando della corsa, ma lui resta attardato indietro. Da quel momento sembra capire che recuperare quel distacco è quasi impossibile e preferisce amministrare piuttosto che tentare una rincorsa disperata.
Una scelta comprensibile sotto il profilo tattico, ma che lascia la sensazione di una resa troppo anticipata. Da una coppia così importante ci si aspettava un attacco più deciso. Rimane la sensazione di un Palio affrontato con eccessiva prudenza una volta rimasto indietro.

Mossiere – Renato Bircolotti – 5

Era probabilmente il protagonista più atteso dopo i dieci fantini e, purtroppo per lui, è diventato uno dei più discussi.
La mossa che decide il Palio scatena polemiche destinate a durare a lungo. Tittia riesce a prendere il tempo perfetto e a sfruttare al massimo la situazione, scattando con un vantaggio che si rivelerà decisivo per la vittoria dell’Aquila. Ed è proprio su quel momento che si concentra il dibattito, c’è chi ritiene la partenza regolare e chi, invece, avrebbe preferito un richiamo e una nuova mossa. Le critiche nei confronti di Bircolotti sono arrivate da più parti del mondo del Palio e dalla gente comune.
Personalmente continuo a pensare una cosa, quello che ho scritto in principio dell’articolo; quando c’è un fantino dominante, capace di comandare la mossa e di mettere pressione a tutto il Palio, queste situazioni sono sempre esistite. Cambiano i protagonisti, ma la storia del Palio è piena di episodi simili.
Detto questo, da un mossiere di grande esperienza ci si aspetta che la partenza lasci meno spazio possibile alle contestazioni. In un Palio così importante, la sensazione è che la gestione della mossa non abbia convinto tutti e che abbia inevitabilmente alimentato polemiche che ancora oggi non si sono spente e non si spengeranno nonostante la sua riconferma per il Palio di Agosto
Una Carriera vinta meritatamente dall’Aquila e da Tittia, ma una mossa destinata a far discutere ancora a lungo.
Camillo


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Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King) Precisiamo, sono di centro destra ma non sono Fascista e mai lo rivorrei vedere.
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

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