1-ASTI INTERVISTE

Massimiliano Stella (Borgo Don Bosco) “Il Palio è Nostro, la Storia pure”: Il Borgo Don Bosco tra l’emozione del trionfo e il futuro dopo Tittia.

2 dicembre 2025

“A giochi ormai fatti, con i cambi di fantini che caratterizzano già da tempo il Palio di Asti, e venuto a conoscenza del divorzio tra Giovanni Atzeni e il Borgo Don Bosco (dopo la splendida vittoria con il cavallo Anacleto, che ha riportato il Borgo all’esultanza dopo 29 anni di digiuno), ho voluto intervistare il Rettore, Massimiliano Stella. L’obiettivo era conoscerne lo stato d’animo — suo e del Borgo — dopo il trionfo, e scoprire le motivazioni dietro la separazione da ‘Tittia’, che sono sicuro non sia stata traumatica, ma di comune accordo.
Rinnovando i complimenti per la bellissima vittoria, ho posto al Rettore le seguenti domande:”

  • Dopo 29 anni, il Palio è tornato al Borgo Don Bosco. Che emozione ha provato nel momento esatto in cui Giovanni Atzeni (Tittìa) ha tagliato il traguardo con Anacleto?

Ventinove anni senza vincere il Palio sono un’eternità per chi ama e vive i propri colori. Un’intera generazione di ragazzi, fino a quel momento, aveva vissuto certe emozioni solo attraverso le storie ed i racconti di chi ha avuto l’onore di esserci in quel lontano 1996 quando vincemmo il nostro ultimo Palio in una Piazza Alfieri illuminata dai lampioni.
Quando Anacleto ha tagliato il traguardo ed ho visto Giovanni esultare a nerbo alzato, ho pensato che quei ragazzi, assieme all’intero popolo gialloblu, avevano finalmente una loro personale emozione da ricordare e da raccontare.

  • Qual è stata la chiave di volta di questa edizione? C’è stato un momento (nella preparazione, durante le batterie, o in finale) in cui ha pensato: “Questa è la volta buona”?

E’ stato un anno che potremmo quasi definire perfetto. Tutto ciò che era stato programmato assieme a Giovanni negli anni precedenti sentivamo che stava piano piano trovando la giusta collocazione. La settimana di avvicinamento alla corsa è stata partecipata e piena di ottimismo. Ogni commissione ha lavorato al massimo perché il Borgo potesse vivere appieno la settimana Paliesca. Dalle visite alle prove in piazza, dai cenini ai cortei storici… le sensazioni erano estremamente positive ma si sa, il Palio è fatto di attimi.
La domenica sapevamo che saremmo scesi in Piazza con gli occhi degli altri 20 partecipanti puntati addosso. Al passaggio della batteria ho esultato particolarmente perché sapevo che sarebbe stato uno scoglio importante da superare vista la qualità delle accoppiate coinvolte. Arrivati alla finale, visto Giovanni partire davanti, ho iniziato a credere che il sogno si stesse per realizzare… il minuto e mezzo più lungo della mia vita, quei tre giri sembravano non finire mai. Ho capito che era davvero fatta solo quando Anacleto ha tagliato il traguardo davanti a tutti.

  • Il Borgo Don Bosco ha dimostrato una grande unità. Quanto ha contato il lavoro di tutta la dirigenza, dei borghigiani e, in particolare, della commissione corsa in questa vittoria storica?

Si dice che “l’unione fa la forza” e credo che nessuna citazione sia più pertinente per descrivere la Vittoria di questo Palio. Come ogni realtà paliesca in questi ultimi anni abbiamo avuto i nostri alti e bassi ma ciò che ci ha rafforzato nel tempo è stato avere il coraggio e la capacità di pensare sempre prima al bene del Borgo e dei borghigiani. La Dirigenza tutta ha collaborato in maniera coesa e lucida per l’obiettivo.
Negli ultimi anni la commissione corsa è cresciuta molto e, affiancata dalla commissione stalla, ha saputo raccogliere quanto negli anni seminato. Ovviamente lavorare assieme ad un professionista come Giovanni ha dato a tutti noi la possibilità di migliorare e crescere fino ad arrivare a conquistare l’ambito drappo.

  • Il fantino Tittia ha corso una finale straordinaria. Oltre alle sue indiscusse doti, cosa vi ha convinto a riporre in lui, ancora una volta, la vostra immutata fiducia?

Giovanni è ad oggi il miglior professionista sulla piazza, questo è sempre stato un caposaldo del nostro progetto.
Ciò nonostante, come ammesso dallo stesso Tittìa nelle interviste post vittoria, lo scorso anno eravamo arrivati ad un bivio. Il progetto durava dall’annata 2016/2017 ed il risultato atteso purtroppo, per un motivo o per un altro, non arrivava.
Dopo il Palio 2024 (in cui non siamo riusciti a raggiungere la finale), sia noi che Giovanni ci siamo fermati un attimo per capire cosa mancasse per raggiungere l’obiettivo. Dopo alcuni ragionamenti ci siamo visti a Siena e lì è bastato un attimo per capire reciprocamente che il percorso intrapreso era giusto e che la storia andava scritta assieme. A volte mettersi in discussione aiuta a capire che il percorso è quello giusto.

  • Come ha vissuto la “Cena della Vittoria”? Che significato avrà per i borghigiani e per il futuro del Borgo?

La Cena della Vittoria è stato un momento di celebrazione davvero unico. In questi anni avevamo più volte immaginato come avrebbe potuto essere e le emozioni che avrebbe suscitato in ognuno di noi, ma sinceramente non avrei mai immaginato tanta partecipazione da parte dei borghigiani ma soprattutto da parte di tutto il mondo del Palio. Sono personalmente grato alle tantissime persone che hanno avuto il desiderio di partecipare ai nostri festeggiamenti perché lo ritengo un segno di stima e di rispetto nei confronti del lavoro fatto da parte di tutto il popolo gialloblu in questi anni.
Se devo pensare al momento più emozionante della serata è stato, personalmente, vedere il drappo entrare in sala accompagnato da un corteo di bambini felici e sorridenti. Il futuro del Borgo Don Bosco è loro e sono sicuro che le emozioni vissute quest’anno abbiano aiutato a rendere indissolubile il loro amore per il Palio.

  • La notizia della fine del rapporto con Giovanni Atzeni per il Palio 2026 è arrivata a breve distanza dal trionfo. È stata una decisione difficile? Potrebbe spiegarci i motivi di questa conclusione, avvenuta subito dopo aver realizzato il sogno della vittoria?

Dopo più di otto anni è inevitabile che si creino forti legami emotivi tra i borghigiani ed il fantino a cui hai affidato per tanti anni l’onere di difendere i tuoi colori in piazza. Decidere di non correre assieme l’anno successivo la Vittoria è stato un po’ come togliere un cerotto, uno strappo veloce, doloroso ma una scelta discussa e condivisa tra noi e Giovanni Atzeni. Crediamo fortemente che questa decisione getti le basi per un possibile (per non dire probabile) futuro rapporto di collaborazione che porti nuovamente al massimo risultato atteso.

  • Il rapporto con Tittìa è durato molti anni ed è culminato con il Palio. Quali sono i ricordi più preziosi che il Borgo Don Bosco conserverà di questi anni di collaborazione?

Quando, a suo tempo, si decise di ingaggiare Tittìa, fu sicuramente per il professionista che stava dimostrando di essere nel suo lavoro e perché vi era la convinzione che fosse il fantino giusto per riportare la vittoria al Borgo Don Bosco.
Col tempo e lavorando assieme, abbiamo avuto l’onore di conoscere, oltre che Tittìa, anche Giovanni e la persona umile e generosa che è. Questi anni di collaborazione hanno inevitabilmente plasmato il nostro modo di fare Palio e lasciato dei ricordi indelebili. La meticolosità e la tenacia unite al rispetto ed alla gentilezza sono i valori più grandi che riceviamo in eredità da questa collaborazione.

  • Nonostante l’addio, Tittìa ha regalato al Borgo un Palio storico. In che modo intendete onorare la sua figura e il suo contributo alla storia del Don Bosco?

Per tutti noi Tittìa, assieme ad Anacleto, rimarranno l’accoppiata che ha riportato il Palio al Borgo Don Bosco dopo 29 lunghi anni di attesa. Per un’intera generazione sarà ancora di più… sarà l’accoppiata che hanno visto trionfare in piazza Alfieri per la prima volta “dal vivo”.
Il 7 settembre 2025 è stata scritta una pagina storica per il nostro Borgo e sono sicuro che ogni persona che quel giorno ha festeggiato assieme a Giovanni lo storico traguardo ricorderà per sempre ogni singola emozione provata.

  • Adesso si apre una nuova fase. Quali sono le caratteristiche principali che cercherete nel prossimo fantino, e che tipo di linea sportiva intendete adottare per il Palio 2026?

Le idee sono chiare e precise. Il Direttivo, assieme alla Commissione cavalli, ha già individuato il profilo esatto che difenderà i nostri colori il prossimo anno. Posso solo anticipare che si tratta di un professionista che si addice perfettamente allo spirito ed alle esigenze del nostro Borgo e con il quale, sono sicuro, ci sarà una collaborazione basata sulla stima ed il rispetto reciproco, valori fondamentali per sicuri successi futuri. A breve sveleremo tutti i dettagli.

  • Lei è Rettore da poco tempo (dal 2023) ed è già riuscito a raggiungere un traguardo così importante. Come valuta la sua esperienza alla guida del Borgo fino ad ora, e quali nuovi obiettivi si pone per il suo mandato?

Dopo una vittoria tanto attesa essere Rettore potrebbe sembrare un compito assai semplice e sarebbe facile prendersi meriti ed onori. Sicuramente dopo la vittoria il peso e la pressione delle aspettative sono un po’ diminuite ma non possiamo dimenticare che ora subentra la responsabilità nel proseguire il lavoro fatto fino ad oggi per permettere alle generazioni future di godere di un Borgo sano e prospero quando verrà il loro momento di mettersi in gioco.
Ancora una volta ribadisco un concetto in cui credo fortemente e cioè che un uomo solo non può ottenere certi risultati. I grandi risultati si ottengono grazie ad un gruppo di persone che crede in un obiettivo comune e quindi non posso che approfittarne per ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile la realizzazione di questo sogno.
Gli obiettivi futuri sono importanti quanto concreti, continuare a crescere ed a lavorare per onorare sempre al meglio i nostri colori.

  • Lei è cresciuto nel Borgo. Quanto è stato importante per lei, a livello personale, riportare il Drappo in Corso Dante?

Nella vita ognuno di noi ha dei sogni. Tanti di questi sogni purtroppo, per la maggior parte delle volte, rimangono tali, a volte vengono sfiorati a volte devono addirittura essere abbandonati. Io mi ritengo molto fortunato sul piano personale. Ho la fortuna di avere una famiglia che mi supporta in questa mia splendida passione e degli amici fidati con cui addirittura ho la fortuna di condividere l’amore per questi colori e per il Palio. Per questo in tutto il mio percorso all’interno del Borgo, soprattutto da quando ho intrapreso ruoli istituzionali entrando a far parte del Consiglio Direttivo, passando per i 5 anni come vice-rettore fino ad oggi che sono Rettore, ho sempre sentito l’esigenza di non deludere le aspettative dei nostri borghigiani. Oggi posso dire che domenica 7 settembre 2025, aver avuto l’onore di porgere il drappo alla folla in festa, portarlo in processione prima a Palazzo Civico quindi nella nostra chiesa gremita di gente in giubilo ed infine portarlo “a casa” (presso la nostra sede) è stata la realizzazione di un sogno non tanto per il ruolo ricoperto quanto come borghigiano che ha avuto il profondo onore di vivere quel momento assieme alle persone a lui più care. Non dimenticherò mai i tanti abbracci di quel giorno.

  • Qual è il messaggio che vuole lanciare a tutti i borghigiani, specialmente ai giovani, dopo aver dimostrato che i sogni, con l’impegno, si possono realizzare?

Passione, sacrificio, rispetto ed appartenenza. Questi sono i valori che abbiamo il dovere di tramandare alle nuove generazioni. Molto spesso dall’esterno è facile pensare, soprattutto dopo una vittoria, che il percorso sia stato semplice e privo di intoppi ma chi vive di questa passione sa bene che solo attraverso i sacrifici e le rinunce si possono raggiungere traguardi tanto importanti. Auguro a tutti i giovani borghigiani gialloblu di non perdere mai di vista il collettivo, perché è solo grazie alla sua forza che potranno vedere, ancora più di oggi, splendere alti i loro colori.

Grazie per la disponibilità e in bocca al lupo per i Palii a venire.
Pier


About the author

Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King)
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

Add Comment

Click here to post a comment

Ultime Notizie

Categorie articoli

BRONTOLO NEWS WEB TV

SPONSOR