17 marzo 2026
Lupi alle porte di Siena: Cronaca di un disastro “annunciato” sbranato l’asinello dello Zedde
C’eravamo tanto amati? No, qui il lupo non è mai stato quello delle favole, ma oggi è diventato un incubo reale che bussa ai cancelli delle nostre scuderie. L’ultimo scempio si è consumato alla Scuderia Casa del Fantino, il quartier generale di Giuseppe Zedde, a due passi dalle mura di Siena.
Il bollettino di guerra parla di un asinello sbranato e mangiato. Un animale che, nelle parole di un “Gingillo” visibilmente avvilito e amareggiato, era “affettuoso come un cagnolino” e girava libero tra i paddock. Non mostriamo le foto per decenza e rispetto, perché lo spettacolo è di una crudeltà che toglie il fiato.
Il punto però non è la ferocia del predatore, che fa il suo mestiere. Il punto è la leggerezza “criminale” con cui questi animali sono stati “buttati” e paracadutati in territori dove non dovevano stare. Si è voluto giocare a fare i bio-ingegneri da salotto, ignorando che Siena non è la steppa siberiana, ma una terra di allevamenti, di eccellenze e di vita rurale integrata.
“Non nascondo di essere un poco preoccupato” – confessa Zedde – “Altre persone dalla parte opposta alla mia ne hanno visti tredici tutti assieme… fate voi se non c’è da essere preoccupati.”
Non è un avvistamento fortuito, è un branco d’assalto che pattuglia i confini della città.
A Casa del Fantino non ci sono solo i cavalli da corsa. C’è un allevamento di mezzosangue e purosangue, ci sono puledri di valore, ma anche se non lo fossero sarebbe la stessa cosa, possibile che si debba vivere con il cuore in gola, temendo che la mattina il risveglio porti con sé un’altra carcassa? Oppure domandare ai Pastori nelle zone limitrofe di Siena per sapere quanti danni dai lupi hanno subito.
La domanda che poniamo alle istituzioni e a chi ha permesso questo scempio è semplice ma brutale: cosa stiamo aspettando? Oggi è l’asinello, domani sarà un puledro, e dopodomani? Dobbiamo aspettare che si parli di un attacco a una persona, a un bambino, a un passante, prima che qualcuno decida di fare qualcosa di veramente serio?
L’ambientalismo ideologico, quello fatto a tavolino da chi non ha mai, probabilmente sporcato gli stivali nel fango, ha fallito. La convivenza forzata sta diventando una condanna a morte per chi in campagna ci vive e ci lavora. È ora di smetterla con il buonismo di facciata: i lupi alle porte di Siena sono un pericolo pubblico e vanno gestiti prima che la cronaca nera passi dagli animali agli uomini, speriamo MAI in particolare quest’ultima !!
Camillo
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