9 Agosto 2026
LUCIANO GHEZZI, 100 ANNI E UNA VITA CON SIENA E LA TORRE NEL CUORE
Ci sono vite che somigliano a un racconto infinito e storie che si intrecciano in modo indissolubile con l’anima di una città e della sua gente. Oggi, 9 agosto 2026, Luciano Ghezzi taglia un traguardo straordinario e bellissimo, quello dei cento anni. A soffiare su queste candeline insieme a lui si è stretta l’intera Contrada della Torre, regalandogli un’apericena indimenticabile, carica di abbracci, regali e commozione sincera.
Luciano non è soltanto un centenario, ma un pezzo vivo di storia senese. La sua è la figura di un uomo conosciuto e stimato da tutti, non solo per la sua incrollabile fede torraiola, che lo ha visto ricoprire anche il ruolo di Mangino del Palio, ma per un’esistenza vissuta sempre con slancio. È stato un apprezzato arredatore dal gusto raffinato e un alpinista dallo spirito libero. Per decenni ha aperto con generosità le porte della sua villa vicino a Sovicille ai fantini che nei giorni intensi e febbrili del Palio correvano per la Contrada della Torre, offrendo loro un’oasi di pace, calore e protezione prima di scendere in Piazza. Io stesso, da fantino della Torre, ho impresso nel cuore il ricordo di quella grande accoglienza.
«Ne ho fatte tante nella vita», ha raccontato con il sorriso e commozione durante una breve intervista che gli ho fatto, visibilmente sopraffatto dall’emozione per la festa. Attorno a lui c’erano tantissimi giovanissimi che non sono voluti mancare creando quel ponte invisibile ma fortissimo tra passato e futuro che solo il nostro popolo sa costruire.
Vedere quei ragazzi accanto a Luciano, emozionato, sorridente e con gli occhi pieni di ricordi, è stata forse la cosa più bella di questa giornata.
Il Priore Bianchi, i Vicari le cariche di Contrada erano a presenziare e a far sentire ancora di più la presenza della Contrada
In mezzo a tanta gioia, nei suoi occhi è affiorato anche il ricordo dolcissimo della moglie, volata via non troppo tempo fa. Una mancanza profonda e silenziosa, che è stata avvolta dall’affetto di tutta la sua gente. «Sono solo, non ho parenti, ma per fortuna ho la Torre!», ha confidato con la voce spezzata dall’emozione.
Una frase che racchiude tutta la magia della nostra terra. Perché quando hai la Contrada non sei mai davvero solo, ma fai parte di una famiglia immensa che non ti abbandona mai.
Tanti infiniti auguri di buon centesimo compleanno, Luciano!
Camillo
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