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L’Intelligenza Artificiale in medicina non…-&- Corso su “Cultura e turismo ferroviario”

14 maggio 2026

L’Intelligenza Artificiale in medicina non segna la fine dei medici e anzi può essere un’opportunità per ridare priorità all’empatia
Pubblicato sulla rivista “JAMA” un articolo scritto dai ricercatori USA di SHRO con il coordinamento del professor Antonio Giordano dell’Università di Siena

Un nuovo articolo, pubblicato alcuni giorni fa sulla rivista scientifica “Journal of the American Medical Association” (JAMA), mette in discussione la narrazione oggi prevalente secondo cui l’Intelligenza Artificiale sarebbe destinata a sostituire i medici, sostenendo invece che questa tecnologia pone piuttosto la sfida di capire quale tipo di medico e di medicina si intendono preservare e rafforzare nel prossimo futuro. L’articolo è stato scritto dai ricercatori dell’Istituto Sbarro per la Ricerca sul Cancro e la Medicina Molecolare di Philadelphia (SHRO), sotto la guida del professor Antonio Giordano, docente di Anatomia e Istologia Patologica all’Università di Siena e direttore di SHRO.

Recenti studi dimostrano che l’IA può superare i medici in termini di empatia percepita durante le valutazioni testuali dei pazienti, alimentando l’idea che persino gli aspetti più umani della medicina possano essere replicati. Tuttavia, replicano i ricercatori statunitensi, questi risultati dovrebbero essere interpretati piuttosto come un segnale d’allarme su ciò che è accaduto all’interno dei sistemi sanitari, per cui la pratica clinica sembra allontanarsi dalle condizioni che rendono possibile l’empatia.

“I medici sono stati sempre più allontanati dal letto del paziente e sommersi da crescenti richieste amministrative – ha aggiunto il professor Giordano – e questo ha creato una vera e propria frattura nel rapporto medico-paziente”.

In questo contesto, l’IA non dovrebbe essere considerata principalmente come uno strumento per sostituire i medici, ma come un’opportunità per recuperare ciò che la medicina ha progressivamente perso: tempo per il ragionamento, per la presenza, per la connessione umana e per un migliore lavoro di squadra intorno al paziente. Dal canto loro, i medici dovrebbero svolgere un ruolo attivo, partecipando al dibattito sia come utilizzatori dell’IA, sia come persone che contribuiscono a definirne l’implementazione.

“L’intelligenza artificiale – conclude il professor Giordano – non segna la fine del medico. La vera questione non è infatti se l’IA possa agire come un medico, ma se i sistemi sanitari la utilizzeranno per assorbire le mansioni amministrative e ripristinare in questo modo le funzioni prettamente umane del medico”.

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14 maggio 2026

Corso su “Cultura e turismo ferroviario”, lo stage finale sarà a bordo del “Treno Natura”

A Torrenieri il trentennale di attività della ferrovia turistica 17 maggio 2026

Si terrà domenica 17 maggio lo stage finale per gli iscritti al corso di formazione in “Cultura e Turismo Ferroviario” (CETFER), promosso dall’Università di Siena con il patrocinio di Fondazione FS Italiane.

L’iniziativa si terrà a bordo del “Treno Natura” lungo la Ferrovia della Val d’Orcia, una delle prime esperienze italiane di valorizzazione turistica di una linea ferroviaria chiusa al servizio ordinario e successivamente recuperata per finalità culturali e turistiche.

La giornata rappresenta il momento conclusivo del percorso formativo unico nel panorama accademico italiano, con l’obiettivo di formare figure competenti nella valorizzazione del patrimonio ferroviario e nello sviluppo del turismo su rotaia e approfondire i temi legati alla cultura ferroviaria, ai treni storici e alla promozione turistica legata alle ferrovie.

A Torrenieri, meta finale del viaggio, sarà inoltre ricordato il trentennale di attività della ferrovia turistica con il trailer di un filmato preparato per l’occasione dal Comune di Siena, alla presenza dei vertici di Fondazione FS Italiane e di A.MO.DO. – Alleanza per la Mobilità Dolce, ospitati dalla pro-loco e dal Comune di Montalcino.

Il corso di formazione in “Cultura e Turismo Ferroviario” sarà riproposto dall’Università di Siena con una seconda edizione nell’anno accademico 2026-2027.

Per l’Ateneo sono impegnati nel progetto: Stefano Maggi ed Eleonora Belloni del Dipartimento di Scienze Politiche e Internazionali e Michelangelo Vasta del Dipartimento di Economia Politica e Statistica.

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Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King) Precisiamo, sono di centro destra ma non sono Fascista e mai lo rivorrei vedere.
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

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