27 Agosto 2026
LE “PAGELLE” DI CAMILLO DEL PALIO DEL 18 AGOSTO 2026
Cominciamo con il fare gli auguri a Giovanni, che si possa riprendere quanto prima dalla brutta caduta, poi tiriamo le orecchie a quei troppi Contradaioli entrati in Piazza prima che i cavalli fossero fermi e menomale che non c’erano cavalli scossi, altrimenti il rischio era ancora più forte. Capisco e comprendo la felicità della vittoria dopo 28 anni, ma, come avete constatato, si è rischiato un dramma. Qualche provvedimento andrà preso per il prossimo futuro perché non accada più quello che è accaduto, anche se comprendo che non sarà facile trovare una soluzione ragionevole. La gioia per una vittoria è sacra e nessuno vuole togliere niente a chi aspetta da tanti anni quel momento, ma proprio perché il Palio è una festa che coinvolge migliaia di persone bisogna ricordarsi che prima di tutto viene la sicurezza.
Tittia qui, Tittia là, lui sta facendo quello che gli permettono di fare e che in precedenza hanno fatto altri. Lui lo fa in modo più eclatante? Può essere, ma sempre così, più o meno, è stato e mi fermo qui, altrimenti dicendo le solite cose divento noioso, ma questo è. Nel Palio non esistono santi e peccatori assoluti, esistono situazioni, strategie, interessi di Contrada e soprattutto momenti nei quali ognuno cerca di portare acqua al proprio mulino. Possiamo discutere all’infinito sul modo, ma sarebbe troppo semplice attribuire tutto a un solo fantino. Se certe dinamiche esistono da anni, forse sarebbe il caso di guardare più in alto e più indietro.
Un Palio dove in diversi “tremano” se si va a vedere le decisioni sui comportamenti del passato, per quello che si è visto durante le prove, contrade che cercano di prendere altre per le redini, per la corsa del Palio confusione tra i Canapi con chi cerca cosa e altri che vanno a cercare chi sta bravo al suo posto. I richiami del Mossiere tra i Canapi confermano quello che dico. Vediamo ad ottobre come la penserà l’Amministrazione Comunale.
Un Palio con tante polemiche, ma il Palio è fatto di polemiche e ognuno lo vede a modo suo, a volte anche negando l’evidenza, ma il bello del Palio è proprio questo. Se tutti la pensassero allo stesso modo non sarebbe più il nostro Palio, quello fatto di discussioni infinite, di convinzioni, di accuse e di difese che continuano per giorni, mesi e spesso anni. L’importante è non perdere mai il senso della misura e soprattutto non trasformare una passione in qualcosa che va oltre il rispetto delle persone.
Andiamo a vedere le mie valutazioni, dopo diversi giorni è vero, ma non sono stato bene e quando lo faccio vado a vedere Contrada per Contrada, quindi il tempo ci vuole. Le mie sono pagelle personali, quindi prendetele per quello che sono, una lettura fatta con gli occhi di chi il Palio lo osserva da tanti anni e cerca di andare oltre il semplice ordine d’arrivo. Nel Palio non sempre chi arriva davanti ha fatto necessariamente il miglior Palio e non sempre chi arriva dietro ha corso male. Ci sono situazioni, impedimenti, strategie e soprattutto episodi che possono cambiare completamente il giudizio su una corsa.
- NICCHIO
Capitano Fabio Giustarini, ha creato una famiglia a livello di dirigenza Palio che, quando è arrivato Tittia, si è conclusa unendo affetto e professionalità ed è uscito questo Palio, anche grazie naturalmente a un gran Cavallo che ha trovato una Stalla che lo ha saputo interpretare. Complimenti. Il Nicchio ha avuto il grande merito di arrivare all’appuntamento preparato e con le idee chiare. Quando hai un cavallo importante e un fantino come Tittia devi essere bravo soprattutto a non rovinare quello che hai tra le mani e loro non lo hanno rovinato.
Giovanni Atzeni, Tittia, su Anda e Bola, cosa vogliamo dire di ciò che già è stato detto, di buono e purtroppo anche di cattivo. Anda e Bola si conferma cavallo da Palio con tutte le sue caratteristiche positive, carattere compreso. Tittia tra i Canapi gli ha fatto fare quello che voleva, in pratica parte lui di rincorsa prendendo subito la testa e, dopo la “paura” della svicolata alla prima curva del Casato, non c’è stata più storia. Vince senza e senza ma, confermando la sua supremazia attuale. Una corsa nella quale Tittia ha dimostrato ancora una volta di sapere leggere la situazione e soprattutto di sapere aspettare il momento giusto. Una volta preso il comando, ha gestito il Palio con una sicurezza che oggi appartiene a pochi.
Voto 10, poi dite voi tripla lode o più. Complimenti Giovanni e ancora auguri. - SELVA
Sebastiano Murtas, Grandine, su Canarinu, questo cavallo conferma la bella prestazione di luglio e, come ho già avuto modo di dire, tra Nieddu a luglio e Murtas ad agosto ci hanno regalato un cavallo da Palio. Ottimo anche il lavoro di Murtas su questo Cavallo e ne tira fuori un bel Palio, anche se limitato per motivi strategici. Si cura la sua seconda posizione dopo un’ottima partenza e non cerca altro, ma sicuramente un Palio che riscatta quello di luglio. E forse è proprio questo il merito più grande, aver capito che quel giorno non serviva andare a cercare qualcosa che probabilmente non c’era. A volte il Palio migliore è quello nel quale riesci a ottenere tutto quello che la situazione ti concede senza fare errori.
Voto 9. - TORRE
Giuseppe Zedde, Gingillo, su Donrodrigo, questo cavallo ha avuto la fortuna in questo Palio di trovare la Stalla della Torre e Zedde che fa un capolavoro, dimostrando coraggio e una grande capacità. Sin dalle prove tira fuori un Palio da campione. Sì, amici, da campione. Come sta montando Zedde in questi ultimi anni, tira fuori il massimo e anche di più dal Cavallo che monta. Lo dicono i fatti, non io. Da dove passa mentre corre il Palio ci passa solo lui. Mai mi sarei aspettato un Palio così da questo Cavallo che è un “onesto” lavoratore, tra le virgolette onesto perché ha fatto vedere che onesto non lo è. Inoltre Zedde non è che avesse avuto molti amici a questo Palio, anzi, il contrario. E proprio per questo la sua prestazione acquista ancora più valore. Non aveva certamente la situazione ideale per correre tranquillo, ma ha corso come chi sa di avere una sola possibilità e quella possibilità se l’è giocata fino in fondo. Zedde oggi è un fantino che merita rispetto, perché continua a dimostrare che quando trova la situazione giusta sa trasformarla in qualcosa di importante.
Voto 10. - GIRAFFA
Elias Mannucci, Turbine, su Euskaldi, cavallo nuovo ma ne viene fuori un buon Palio. È un cavallo interessante per il futuro, ha tutte le caratteristiche per fare ancora meglio acquisendo l’esperienza di Palio. Mannucci non è sveglio tra i Canapi e forse fa quello che non deve. Tra l’altro, invece, una sua dote è quella della partenza, qui non parte bene, rimanendo chiuso. In corsa si comporta molto bene, facendo un gran bel recupero e prendendo dei bei passaggi interni. Qui secondo me bisogna distinguere la Mossa dalla corsa. Se guardiamo quello che succede dopo la partenza, Mannucci fa vedere cose interessanti e soprattutto dimostra di avere un cavallo che può crescere. La partenza gli abbassa inevitabilmente il voto, ma non cancellerei quanto di buono ha fatto durante i tre giri.
A causa della Mossa voto 6. - CHIOCCIOLA
Jonatan Bartoletti, Scompiglio, su Arestetulesu, va pari pari il discorso fatto sopra per Mannucci. La differenza è che lui entra al secondo posto e ci rimane, non si muove e perde persino la voce per gli urli fatti al Canape, viste le spinte che degli altri gli davano. Anche lui, un partente nato, non prende bene la partenza, rimane chiuso e parte indietro. Scompiglio ha montato un cavallo che a me piace e lo confermo, ma non proprio una bicicletta che Bartoletti gestisce bene in corsa, prendendo delle belle traiettorie che gli permettono un buon recupero, anche se ai fini del Palio poi conta poco. Mi è sembrato un Palio nel quale Bartoletti ha cercato di fare il possibile con quello che aveva davanti. Non sempre basta correre bene per cambiare il risultato, soprattutto quando perdi terreno nei primi metri.
A causa della Mossa voto 6. - ONDA
Andrea Sanna, Virgola, su Viso d’Angelo, mi aspetto molto di più da questo ragazzo perché so che lo può dare. Quest’inverno dovrà rivedere certe cose, analizzando bene se stesso. Il Palio, diciamo, non lo ha fatto come lo poteva fare, montando un cavallo esperto e che ti dà tutto come Viso d’Angelo e che, tra l’altro, per le prove ce lo vedevo bene assieme. Non fa le traiettorie giuste che lo avrebbero portato più avanti, facendosi infilare di dentro più volte e, allo stesso tempo, non è lontano da chi lo precede. Proprio per questo il giudizio non può essere completamente negativo. Sanna aveva la possibilità di fare un Palio diverso e secondo me deve ripartire proprio da questo, non dalla classifica finale. Ha le qualità per fare molto meglio e credo che il primo a saperlo sia proprio lui.
Voto 5 a fiducia. - ISTRICE
Federico Guglielmi, Tamurè, su Ares Elce, il cavallo fa il suo, quello è, mentre Guglielmi zittisce tutti tirando fuori, secondo me, un gran bel Palio e non facile, vista l’accoppiata della rivale ed essendogli lontano tra i Canapi. Parte tra i primi e va sempre, però con l’occhio dietro e, quando arriva la rivale, che veniva davvero con un altro passo, si preoccupa di lei, la tiene dietro, scambiandoci anche delle nerbate e parandola. Fa un Palio intelligente e ragionato, il tutto condito da un coraggio che certo non gli fa difetto. E come il rispetto e l’affetto che ha avuto nei confronti del Pes, a cui è grato e affezionato, per questo amareggiato per avergli dovuto fare quello che gli ha fatto. Ma purtroppo il lavoro è lavoro, come ha avuto modo di dire. Anche questo gli fa prendere punti per la sensibilità e la riconoscenza. A mio avviso è una delle prestazioni che rischiano di essere sottovalutate perché non si trovano sul podio, ma dentro quella corsa c’è tanto. Guglielmi ha capito immediatamente che il pericolo arrivava da dietro e ha corso pensando anche a quello. Non era semplice e non era scontato.
Voto 8,5. - LUPA
Dino Pes, Velluto, su Diodoro, partiamo dal cavallo, che ha confermato quello che ha già fatto vedere e quando è dietro è più sincero e viene ancora più forte. Gran Cavallo. Se Zedde aveva pochi amici, Pes ne aveva di più, anzi era il temuto a questo Palio, specialmente per il cavallo che montava, e si è visto sin dai Canapi, dove gliele hanno fatte nere. E non è certo stato l’Istrice che gli ha fatto poco o, per meglio dire, niente. Velluto rimane fregato perché lo allontanano dal Canape e quando fianca Diodoro prima rifiuta e poi parte, rimanendo inevitabilmente attardato in partenza. Né Fantino né Cavallo però si scompongono e Pes inizia il recupero, con il cavallo che sotto gli “vola”. Quasi inutile dire quello che fa recuperando all’interno e facendo un primo San Martino di dentro bellissimo, come il Casato. Lo stesso dicesi per il secondo San Martino, dove si vedono davvero andare fortissimo, ma al Casato trova l’Istrice e non può più andare avanti perché gli chiude tutte le strade e come detto sopra si nerbano anche. Non credo si possano muovere accuse a Pes. L’unica è quella di non aver provato mai il cavallo, però, alla resa dei conti, il Palio lo stava facendo e, se non lo ferma l’Istrice, ne avremmo viste delle belle, ricordandoci che tra i Canapi li aveva sette contro. Io aggiungo che questo è uno di quei Palii che, nonostante il risultato, lasciano qualcosa. Pes ha dimostrato di non aver mollato dopo una partenza complicatissima e ha costruito una rimonta che, se avesse avuto un’altra situazione davanti, avrebbe potuto raccontare una storia completamente diversa.
Voto 7. - OCA
Mischel Putzu, Spago, su Diamante Sauro, partendo dal cavallo non credo proprio che sia il Cavallo che abbiamo visto né tra i Canapi né per la strada, anzi, sinceramente mi meraviglio, perché a Spago il mestiere certo non manca. Prima si preoccupa di dar noia alla Torre, cosa fatta anche per le prove, poi lo allontanano e parte da alto, non incidendo mai nella corsa né recuperando nemmeno una posizione. Mi spiace perché a Mischel gli vedo altri mezzi. È proprio per questo che il voto è basso, perché da Putzu mi aspettavo una lettura diversa e soprattutto più personalità nei momenti decisivi. Non gli tolgo le qualità, ma questo Palio non è stato all’altezza di quello che penso possa fare.
Voto 4. - AQUILA
Carlo Sanna, Brigante, su Benitos, non lo abbiamo visto neanche a questo Palio, questo cavallo in cui personalmente credo molto perché è un Piazzaiolo. Brigante si ritrova ancora una volta di rincorsa e di questi tempi non è certo una posizione comoda. Per certi versi sì, ma per fare il Palio oggi non è certo delle migliori. Sinceramente Sanna lo vedo provare subito a prendere la strada all’esterno, trova chiuso e va dentro, peggio che mai. Tra Oca e Giraffa gli chiudono la strada, gira stretto San Martino e poi va su per il primo Casato largo, cercando di lasciare in azione il Cavallo, ma all’uscita della curva l’Oca lo chiude ai palchi e Brigante poi si arrende, ormai aveva perso ogni contatto.
Che gli vogliamo dire? Da lui ci si aspetta tanto di più ed è stato probabilmente arrendevole, anche se poi dargli torto è facile seduti sui Palchi o dietro un computer. Però gli dobbiamo dare il beneficio del dubbio, perché correre da rincorsa e trovare subito una serie di situazioni sfavorevoli non è certamente facile. Rimane però la sensazione che da un fantino della sua esperienza fosse lecito aspettarsi una reazione diversa, almeno nel tentativo di rientrare nella corsa. Il Palio spesso ti dà una sola possibilità e quando quella possibilità sfuma bisogna comunque provare a cercarne un’altra fino alla fine.
Voto 4. - Questa è la mia lettura, condivisibile o meno, ma io l’ho letta così. Non pretendo che sia la verità assoluta, perché nel Palio di verità assolute ce ne sono poche. Ognuno vede quello che vuole vedere, soprattutto quando di mezzo c’è la propria Contrada, il proprio fantino o il proprio cavallo. Io ho cercato di giudicare quello che ho visto in Piazza, mettendo insieme la partenza, la corsa, le difficoltà incontrate e quello che ogni accoppiata è riuscita a tirare fuori dalla propria situazione. Qualcuno sarà d’accordo, qualcuno mi darà del matto e qualcun altro magari si arrabbierà, ma fa parte del gioco. E allora discutiamone, perché anche questo è Palio.
Camillo
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Buonasera Camillo, sono Pietro Mele e ti scrivo con preghiera di pubblicazione giocandomi la carta della stima e dell’amicizia, la seconda anche più grande della prima:
Ti chiedo:
le tue pagelle sono date in base a tue sensazioni, ad intrigata partecipazione ad una imposta ed imperante diplomazia o a giudizi che dovrebbero essere oggettivi?
Conoscendoti scarto la prima ipotesi in quanto la tua esperienza di fantino ti impone e ti consente di vedere la cose da più punti di vista; scarto la seconda in ossequio al motto del tuo blog.
Tuttavia nella motivazione del voto si legge:
“un bel Palio, anche se limitato per motivi strategici….”: non capisco cosa vuoi dire ma forse lo capisco e ciò non giustificherebbe il tuo voto
“cura la sua seconda posizione dopo un’ottima partenza e non cerca altro”: come sopra
“E forse è proprio questo il merito più grande, aver capito che quel giorno non serviva andare a cercare qualcosa che probabilmente non c’era. A volte il Palio migliore è quello nel quale riesci a ottenere tutto quello che la situazione ti concede senza fare errori”: idem come sopra
Continuo il commento:
per me hai detto tutto, solo che il tuo voto è poi opposto a ciò che dici
aggiungi pure che Canarinu alla batteria di luglio ha fatto un tempo ben inferiore al Palio di Canarinu di agosto;
il primo avrebbe battuto il secondo di oltre 15 metri
Credo che la questione meriti un approfondimento e quindi il giudizio e l’argomento si allargherebbe sui mandanti reali, sulle obbedienze, sugli atteggiamenti al canape e in corsa, sulle facili dissimulazioni nell’andatura esul mascheramento delle reali potenzialità del cavallo.
Poi tu dici che non è cambiato nullo, ne prendo atto ma non sono d’accordo.
Grazie dell’ospitalità