20 Ottobre 2026
I FANTASTICI 22 (O QUASI): LA NAZIONALE FANTINI SCENDE IN CAMPO AL MAZZOLA!
Ci sono eventi destinati a entrare nella storia dello sport mondiale. Poi ci sono quelli destinati a entrare nella storia della fisioterapia. E infine c’è quello che è andato in scena ieri sera, 19 ottobre, al campo del Mazzola di Siena, il debutto ufficiale della neonata Nazionale Calcio Fantini del Palio di Siena!
Un evento epocale, una pagina memorabile, una serata in cui, aspettanti debuttanti e alcuni tra i protagonisti del tufo hanno deciso di abbandonare momentaneamente il cavallo per inseguire un pallone. Con risultati alterni, grande entusiasmo e, soprattutto, un’incognita che aleggiava su tutto il terreno di gioco, chi sarebbe riuscito ad alzarsi dal letto la mattina successiva senza emettere versi da cavallo infortunato?
ROSA CONTRO NERI: IL CALCIO È UNA COSA SERIA. LORO, PERÒ, NON LO SANNO ANCORA!
Per l’occasione, i nostri eroi si sono divisi in due formazioni, distinguibili non soltanto per il colore delle maglie, ma anche per le rispettive ambizioni di gloria eterna.
LA SQUADRA ROSA, guidata dal binomio tecnico-arbitrale composto da Paolo Saracini, arbitro e allenatore in prima, è scesa in campo con:
Giobbe Alessio tra i pali, Chiara Niccolò, Dino Pes, Mula Antonio, Donatini Massimo, Coghe Andrea, Mrulas Silvano, Siri Antonio, Putzu Michel, Guglielmi Federico e Mannucci Elias.
Una formazione compatta, almeno sulla carta. Perché sul campo, tra passaggi illuminanti, controlli di palla avveniristici e qualche pallone trattato con la delicatezza riservata a una bomba inesplosa, si è visto un po’ di tutto.
LA SQUADRA NERA, affidata alla sapiente conduzione tecnica e arbitrale del vice allenatore Massimiliano Muzzi, ha risposto schierando:
Scalas Dennis tra i pali, Flore Antonio, Cersosimo Alessandro, Carboni Giosuè, Manca Elias, Sanna Daniele, Puddu Giovanni, Soru Giovanni, Bincoletto Alessio, Sanna Andrea e Puligheddu Gabriele.
Undici contro undici, dunque. O meglio, ventidue uomini pronti a dimostrare che, se sul tufo conta saper gestire cavallo, nerbo e traiettoria, sul prato verde bisogna anche ricordarsi che il pallone non ha né testa né briglie e, soprattutto, non obbedisce agli ordini!
SARACINI E MUZZI: ALLENATORI PER VOCAZIONE, ARBITRI PER SOPRAVVIVENZA
Una menzione speciale va a Paolo Saracini e Massimiliano Muzzi, che con grande lungimiranza hanno scelto di ricoprire contemporaneamente i ruoli di allenatore e arbitro.
Una decisione tecnica? Certamente. Una scelta strategica? Senza dubbio. Un modo elegante per evitare di correre novanta minuti dietro a un pallone? Anche!
Perché bisogna essere sinceri, quando la preparazione atletica latita e l’anagrafe comincia a presentare il conto, l’idea di fare il direttore di gara diventa improvvisamente affascinante. Si può fischiare, impartire disposizioni, dispensare consigli tattici e, soprattutto, restare in piedi senza dover chiedere il cambio per crampi dopo il primo scatto.
D’altronde, tra un’età ormai definibile «sportivamente interessante» e una condizione atletica tutta da verificare, buttarsi nella mischia avrebbe potuto trasformare una semplice partitella in un convegno nazionale di ortopedici e fisioterapisti.
Altro che VAR: qui sarebbe servito il pronto soccorso!
CALCIO-SPETTACOLO, DOLORI E QUALCHE PIEDE EDUCATO
Scherzi a parte, bisogna riconoscere che alcuni fantini con i piedi se la cavano davvero bene. E questo è un fatto che merita rispetto, anche se qualcuno, a giudicare da certi movimenti, sembrava convinto che il pallone fosse un avversario da intimidire più che da calciare.
La tecnica non manca a tutti, insomma. La condizione atletica, invece, è un cantiere aperto, con i lavori che procedono a ritmo variabile e qualche operaio che ogni tanto si ferma a prendere fiato.
Ma è proprio questo il bello, c’è entusiasmo, c’è voglia di stare insieme e c’è tutto il tempo per migliorare. Con allenamenti, più o men regolari, un po’ di corsa e qualche esercizio mirato, la squadra potrà crescere. Il preparatore atletico c’è, Sandro Bencardino, che ieri sera ha studiato giocatore per giocatore per vedere poi dove intervenire, siamo a posto, anche lui li sistemerà!
L’unica raccomandazione è di non esagerare con i carichi di lavoro, il rischio è che qualcuno arrivi al prossimo Palio in perfetta forma calcistica, ma debba farsi sellare direttamente dal fisioterapista!
E mentre i giocatori si davano battaglia, il sottoscritto, in qualità di membro della dirigenza e addetto stampa, nonché forte dei miei gloriosi trascorsi calcistici da portiere di livello, categoria e livello, per ragioni di opportunità, restano coperti dal segreto sportivo, ha curato la diretta video, per il primo tempo, per il secondo sarà la prossima volta, accompagnandola con un commento tecnico di altissimo profilo.
Talmente alto che, in alcuni momenti, probabilmente anche gli spettatori si sono chiesti se stessimo assistendo a una partita di calcio o alla finale di un torneo aziendale con premio in buoni pasto.
FINISCE 3-3: GOLEADA, EMOZIONI E DIFENSORI IN CERCA DI SPIEGAZIONI
Alla fine, il tabellone ha sentenziato un entusiasmante 3-3. Un risultato che accontenta tutti e soprattutto permette a entrambe le squadre di sostenere, con una certa dignità, di non aver perso.
Per i Rosa sono andati a segno:
- Antonio Siri, autore di una doppietta e autentico mattatore della serata;
- Federico Guglielmi, che ha completato il bottino con una rete.
Per i Neri hanno risposto:
- Gabriele Puligheddu, che ha firmato il primo gol.
- Elias Manca, autore di una doppietta
Tre reti per parte, dunque. Una partita combattuta, ricca di spunti e con un verdetto che lascia aperta ogni possibilità per il futuro.
Le difese avranno certamente qualcosa da rivedere, i portieri potranno raccontare di essere stati traditi dai compagni e gli allenatori avranno già preparato una lista di correzioni tattiche lunga quanto il regolamento del Palio.
Ma non sottilizziamo: al debutto, l’importante era rompere il ghiaccio. E, possibilmente, non rompere altro.
BARBARESCHI DELLE CONTRADE, IL GUANTO È LANCIATO!
Naturalmente, questa era soltanto la prima uscita. C’è ancora molto da lavorare per raggiungere l’optimus, perfezionare gli schemi, migliorare la condizione fisica e capire, una volta per tutte, che il fuorigioco non è una scorrettezza inventata dall’arbitro per rovinare la serata a qualcuno.
Ma il dado è tratto. Il pallone ha cominciato a rotolare. E adesso viene il bello.
Il primo vero guanto di sfida è ufficialmente lanciato: BARBARESCHI DELLE CONTRADE DEL PALIO DI SIENA, TOCCA A VOI!
Conoscendo la vostra proverbiale sicurezza, siamo certi che accetterete senza battere ciglio. Anzi, probabilmente starete già organizzando la formazione, scegliendo i numeri di maglia e spiegando a tutti che voi, al contrario dei fantini, siete allenati a correre dietro a qualcosa soltanto quando c’è da difendere una Contrada.
Attenzione, però, la convinzione di essere imbattibili è una gran bella cosa, ma il campo è democratico. Non guarda il titolo, non conosce le gerarchie e non fa sconti a nessuno. E soprattutto, quando il pallone arriva tra i piedi, non importa quante volte si sia vinto o perso sul tufo.
Il rischio è che i nostri avversari partano convinti di venirci a stritolare e finiscano per fare la fine dei pifferi di montagna: andarono per suonare e furono suonati!
Naturalmente, al di là delle battute e della sana rivalità, la sfida avrà uno scopo ben più importante: sarà un grande evento di beneficenza. Stiamo definendo gli ultimi dettagli e comunicheremo a breve chi sarà il beneficiario dell’iniziativa.
Quindi, cari Barbareschi, niente scuse, niente improvvisi impegni inderogabili e niente certificati medici dell’ultimo minuto. Affilate le scarpe, preparate i muscoli e cominciate a fare stretching.
Noi vi aspettiamo al varco. E se qualcuno dovesse presentarsi con la pancia da terzo tempo e il fiato da salita del Casato, sappia che sarà accolto con il massimo rispetto: lo metteremo subito in porta, così correrà meno!
Un ultimo appello va a tutti i fantini che ieri sera non sono riusciti a essere presenti. Vi aspettiamo a braccia aperte, perché questa iniziativa vuole essere un’occasione di amicizia, divertimento e solidarietà.
Ci piacerebbe vedere in campo anche nomi come Giuseppe Zedde, Jonatan Bartoletti, Giovanni Atzeni, e il giovane Mattia Atzeni oltre ad Alessio Migheli, che, a quanto si dice, con i piedi ci sa fare eccome.
Naturalmente, le porte sono aperte a tutti coloro che vorranno unirsi alla compagnia, scendere in campo e dimostrare che un fantino può cavarsela egregiamente anche senza avere un cavallo sotto il sedere.
Chiedo scusa fin d’ora a quelli che non ho citato non è una graduatoria di merito, ma soltanto un appello a partecipare.
L’obiettivo è semplice, divertirsi, fare gruppo, organizzare una bella sfida e trasformare una sana rivalità sportiva in qualcosa di utile per gli altri.
Perché vincere il Palio è meraviglioso, ma vincere una partita di beneficenza ha un sapore speciale. E se poi riusciremo anche a battere i Barbareschi, tanto meglio: la solidarietà è importante, ma qualche sfottò ben assestato non ha mai fatto male a nessuno!
Barbareschi, siete avvisati. I fantini sono scesi dal cavallo e hanno preso il pallone. Adesso non resta che vedere chi avrà il coraggio di affrontarli!
Camillo
per la Nazionale Calcio Fantini del Palio
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DA SINISTRA VERSO DESTRA GUARDANDO: Allenatori Giove Lazzaro Beligni e un famoso ristoratore di Asciano che non ricordo il nome, poi lo metterò, Bagoga Piero Fagnani, massaggiatore della Chiocciola Altero Verdiani ( il matto Billera) , Parti e Vai Bruno Blanco, Tavoletta Claudio Milanesi, Bastiano Silvano Vigni, Liscio Elio Tordini, Legno Sebastiano Deledda, Rino Renato Porcu, Gringo Stefano Petrini, Cianchino Salvatore Ladu, Spillo Pier Camillo Pinelli, Grinta Renato Monaco, Aceto Andrea Degortes, Damasco Aiello Damiano, Randa Michele Bucci, Canapino Leonardo Viti, Guardia linee non ricordo chi era, Arbitro Dott. Righi della Torre.
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