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Disagio giovanile, l’appello di Azione

Siena, 27 marzo 2026

Disagio giovanile, l’appello di Azione
Il recente fatto di cronaca del ragazzo di Bergamo che ha accoltellato la sua insegnante di francese ci
interroga profondamente, al di là dell’evento in sé.
Lo sostiene Claudia Martorano, psicoterapeuta, componente del Direttivo comunale di Azione Siena,
aggiungendo che non si tratta solo di un gesto estremo, ma di un segnale che rimanda a una fragilità
sempre più diffusa: la difficoltà a regolare le proprie emozioni di fronte alla frustrazione, al limite, al
giudizio.
Se nell’adulto esistono strutture interne più consolidate che permettono di contenere e trasformare
l’impulso, nell’adolescente queste funzioni sono ancora in costruzione. E quando manca la possibilità
di dare un significato congruo all’esperienza emotiva, l’agìto diventa una via possibile, a volte l’unica
percepita.
Siamo di fronte a casi di fragilità narcisistica marcata, che, sempre più frequentemente, si incontrano
in ambito sanitario e che ci confermano il fatto che l’errore non è vissuto come incidente di percorso,
ma come definizione identitaria. Non “ho sbagliato” ma “sono sbagliato”. Una critica, un voto, un
rifiuto diventano attacchi alla propria dignità, ferite difficilmente tollerabili, soprattutto quando
esposte allo sguardo del gruppo.
Uno scenario non più relegabile nell’ambito di singole città, ma che appartiene ormai all’intera
società, dove la rabbia può trasformarsi in bisogno di riparazione vendicativa, va distrutto chi mi ha
distrutto. E qui è chiaro, che la questione diventa sociale.
Le famiglie moderne, continua la dottoressa Martorano, faticano a trasmettere una cultura del limite
come esperienza normale e necessaria. Non di rado, la sofferenza del figlio viene vissuta come il
proprio fallimento genitoriale anziché come parte inevitabile del percorso di crescita, rendendo più
difficile per i ragazzi riconoscere e condividere le proprie vulnerabilità, che finiscono per essere
vissute come qualcosa da nascondere o negare. Un circolo vizioso.
Quando il mondo esterno presenta inevitabilmente frustrazioni, un rifiuto affettivo, una difficoltà
scolastica, un corpo con umani difetti, l’impatto può essere devastante.
Non siamo di fronte a casi isolati, è un clima culturale generale che fatica a dare valore al limite,
all’errore, alla caduta, come parti essenziali dell’esperienza umana. E senza questa possibilità di
significazione, il rischio è che la fragilità si trasformi in rottura.
È da qui che, come adulti e come comunità, siamo chiamati a ripartire.
Non possiamo più tollerare di intervenire sull’urgenza. Se ci accorgiamo di un profondo malessere
quando c’è già stato un suicidio o un accoltellamento, il problema non è personale ma dell’assenza
sistemica di attenzione e intervento, precoci e che prevengano.
In questa ottica, è quanto mai urgente conoscere quali iniziative a livello locale siano state attuate
proprio in ottica preventiva di certi fenomeni. Come Azione, conclude Claudia Martorano, nel
monitorare il fenomeno, stiamo lavorando a progetti di supporto e promozione del benessere
psicologico, tra cui certamente, quelli destinati agli adolescenti.
Claudia Martorano

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Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King) Precisiamo, sono di centro destra ma non sono Fascista e mai lo rivorrei vedere.
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

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