29 settembre 2026
Crete Senesi, rinnovabili sì ma il territorio non si svende
La transizione energetica è necessaria e le energie rinnovabili rappresentano una parte importante
del nostro futuro. Ma proprio per questo dobbiamo evitare che la parola “rinnovabili” diventi un
lasciapassare per trasformare indiscriminatamente il nostro territorio.
Il progetto eolico in discussione nelle Crete Senesi, nell’ordine dei 72 MW, pone innanzitutto una
questione politica: la Regione Toscana ha un ruolo importante nella tutela del territorio e deve
assumersi fino in fondo la responsabilità delle proprie scelte.
Non siamo contrari alle rinnovabili. Siamo contrari all’idea che un territorio possa essere
considerato idoneo semplicemente perché tecnicamente disponibile.
Le Crete Senesi non sono soltanto un paesaggio che può essere definito “idoneo” sulla carta. Sono il
risultato di secoli di storia, del lavoro agricolo, delle trasformazioni del territorio e della presenza di
borghi, abbazie, castelli e testimonianze che raccontano la formazione stessa della nostra identità.
Il loro valore non è quindi soltanto paesaggistico. È storico e culturale. È parte di quel patrimonio
diffuso che rende Siena, Pienza e la Val d’Orcia luoghi riconosciuti a livello internazionale e che
alimenta una parte importante della nostra attrattività culturale e turistica.
Un intervento di questa natura rischia di produrre effetti che vanno ben oltre la semplice presenza
degli impianti: la trasformazione delle visuali e dell’orizzonte, l’alterazione dell’equilibrio
paesaggistico, l’impatto sulla percezione dei luoghi storici e rurali e, nel tempo, possibili ricadute
sull’agricoltura e sull’attrattività turistica.
Sono aspetti che non possono essere considerati secondari quando si interviene in un territorio dalla
storia e dalla riconoscibilità così forti.
Per questo ogni progetto deve essere valutato non soltanto in termini di megawatt prodotti, ma
anche per il suo impatto paesaggistico, cumulativo, agricolo, turistico e culturale, considerando
concretamente eventuali alternative.
Il territorio non può essere chiamato a subire decisioni già prese. Chi vive nelle Crete Senesi deve
essere protagonista del confronto, non spettatore.
Per questo chiediamo alla Regione Toscana massima trasparenza sulla documentazione, un
confronto effettivo con i Comuni e le comunità interessate e una valutazione rigorosa delle
alternative, prima di assumere qualsiasi decisione definitiva.
Abbiamo assistito in questi anni a importanti mobilitazioni per difendere il patrimonio economico e
finanziario di Siena. Ma il patrimonio di una comunità non è fatto soltanto di banche e capitale.
Esiste anche un capitale territoriale, fatto di paesaggio, cultura, agricoltura, storia e identità.
Come Casa Riformista Siena riteniamo quindi necessario un confronto serio, trasparente e senza
ideologie: rinnovabili sì, ma dentro una strategia territoriale. Transizione energetica sì, ma senza
svendere le Crete Senesi.
Abbiamo il dovere di essere custodi di questo patrimonio e di consegnarlo alle generazioni future
senza averne compromesso il valore.
Le Crete Senesi non sono semplicemente una superficie disponibile sulla quale collocare un
impianto: sono una parte della storia di Siena. E ciò che appartiene alla storia e all’identità di una
comunità non può essere valutato soltanto in termini di megawatt prodotti.
Le Crete Senesi sono caratterizzate da argille plioceniche soggette a fenomeni di ritiro e
rigonfiamento stagionale, con conseguente instabilità dei versanti. Tale natura mobile rende il
territorio inidoneo ad ospitare aerogeneratori di 200 metri di altezza, la cui realizzazione
comporterebbe interventi di consolidamento invasivi, con un aggravio del dissesto idrogeologico in
un contesto già fragile. Ne è prova evidente il quadro fessurativo stagionale degli edifici presenti
nell’area.
Casa Riformista Siena
–
+++++++++++++++++++

























Add Comment