7 Settembre 2026
A LORETO IL RIONE PONTE TORNA A ESULTARE DOPO 18 ANNI E CONQUISTA IL DRAPPO CON UNA RIMONTA DA BRIVIDI
Ci sono vittorie che valgono molto più di un semplice successo e quella conquistata domenica 6 settembre dal Rione Ponte alla Corsa del Drappo di Loreto è senza dubbio una di queste. Sono passati ben 18 anni dall’ultima volta che gli arancioverdi avevano potuto festeggiare una giornata così speciale e stavolta il destino ha voluto regalare loro un finale da romanzo, di quelli che rimangono impressi nella memoria di un’intera comunità. Loreto si è svegliata avvolta dai colori dei suoi nove Rioni, con le strade animate, la gente pronta a sostenere i propri rappresentanti e quell’atmosfera particolare che soltanto le tradizioni più sentite sanno regalare. La Corsa del Drappo non è soltanto una competizione, ma un appuntamento che racchiude storia, orgoglio e appartenenza. Nove cavalli Anglo Arabi, assegnati ai rispettivi Rioni attraverso il sorteggio del 4 settembre, si sono preparati ad affrontare la durissima salita che conduce verso il cuore della città, un percorso breve ma capace di mettere alla prova cavalli e fantini fino all’ultimo respiro.
Poco prima delle 17 è cominciata la sfida con la prima batteria, che ha visto protagonisti Pozzo, Piana e Mura. Sotto lo sguardo attento del giudice e starter Renato Bircolotti, la corsa ha subito mostrato quanto fosse difficile conquistare un posto nella finalissima. Le Mura hanno trovato lo spunto giusto, aumentando progressivamente l’andatura e riuscendo a conquistare con decisione il primo biglietto per la sfida conclusiva.
Nella seconda batteria sono entrati in scena Ponte, Monte e Stazione. Il Monte, vincitore della precedente edizione, aveva tutta l’intenzione di confermarsi e continuare a sventolare il proprio vessillo da campione. Ma il Ponte non era disposto a fare da comparsa e ha cominciato a inseguire con determinazione, recuperando terreno metro dopo metro. Quando la salita sembrava mettere tutti a dura prova, gli arancioverdi hanno trovato la forza per sferrare l’attacco decisivo all’interno, riuscendo a superare gli avversari e a conquistare la finale. Per la Stazione, invece, la batteria si è conclusa più indietro.
La terza sfida, con Villa, Grotte e Costabianca, ha regalato un confronto serratissimo, con i protagonisti impegnati in una lotta che è rimasta incerta praticamente fino agli ultimi metri. Il pubblico ha seguito ogni movimento con il fiato sospeso, consapevole che bastava un piccolo dettaglio per cambiare il destino della corsa. Alla fine è stata la Villa a conquistare l’ultimo posto disponibile nella finale, completando così il terzetto che si sarebbe giocato il Drappo.
Un’edizione particolare anche per una scelta importante, quella di correre senza frusta. Tutti e nove i fantini hanno dimostrato correttezza e professionalità, contribuendo allo svolgimento della manifestazione e confermando quanto impegno e preparazione siano fondamentali in una competizione così impegnativa.
Poi è arrivato il momento più atteso. Erano da poco scoccate le 19 quando Mura, Ponte e Villa si sono presentati alla partenza della finalissima, pronti a giocarsi tutto in poco più di quattrocento metri. La tensione era palpabile e nessuno voleva lasciare nulla di intentato. Le Mura hanno perso subito terreno prezioso, mentre davanti Villa e Ponte hanno iniziato a contendersi il successo in un duello che sembrava poter prendere qualsiasi direzione. Per qualche istante la Villa ha dato l’impressione di avere la corsa sotto controllo, con un piccolo vantaggio che faceva già sognare i suoi sostenitori. Ma nelle corse, soprattutto quando la strada sale e il traguardo è ormai vicino, nulla è davvero deciso fino all’ultimo metro.
Ed è proprio lì che è arrivato il capolavoro. Plutonio da Clodia, sauro montato da Stefano Raimondo Saiu, ha trovato le energie per un ultimo scatto straordinario. Il cavallo ha allungato con decisione, recuperando quel terreno che sembrava ormai difficile da colmare, fino a mettere la testa davanti ai rivali proprio quando la vittoria appariva ancora in bilico. Un finale mozzafiato, una rimonta che ha fatto esplodere la gioia del popolo arancioverde e ha riportato il Drappo al Ponte dopo ben 18 anni di attesa.
Al traguardo è stato impossibile trattenere l’emozione. Bandiere al vento, abbracci, urla di felicità e lacrime hanno accompagnato il trionfo di un Rione che aspettava da troppo tempo una giornata come questa. Gli uomini e le donne del Ponte, guidati dalla capitana Katia Mazziero, si sono riversati festosamente sulla scena per celebrare Stefano Raimondo Saiu e il suo Plutonio da Clodia, protagonisti di un’impresa destinata a essere raccontata ancora a lungo. Per il Ponte non è stata soltanto una vittoria sportiva, ma la liberazione di un’attesa durata quasi due decenni, il premio a una passione che non si è mai spenta e la gioia di vedere finalmente il proprio Rione tornare sul gradino più alto.
La Corsa del Drappo 2026 si chiude così con un epilogo indimenticabile, tra tradizione, rivalità e una grande festa popolare. A Loreto resteranno le immagini di una salita combattuta, di un cavallo capace di trovare l’ultimo guizzo quando tutto sembrava deciso e di un Rione che, dopo 18 anni, ha potuto finalmente tornare a gridare la parola più bella di tutte, VITTORIA.
Complimenti a tutti i protagonisti della vittoria da noi di Brontolo
Camillo
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finale
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