1-CALCIO FANTINI

SECONDA USCITA DELLA NAZIONALE FANTINI DEL PALIO, I MISTI NE FANNO 9 E SARACINI FINISCE SOTTO PROCESSO

27 Ottobre 2026

SECONDA USCITA DELLA NAZIONALE FANTINI DEL PALIO, I MISTI NE FANNO 9 E SARACINI FINISCE SOTTO PROCESSO

Seconda partita di allenamento per la Nazionale Fantini del Palio nuovamente presso il campo del Mazzola a Siena e, se sul campo il risultato è stato abbastanza chiaro, con i Misti vittoriosi per 9 a 4 sui Verdi, fuori dal terreno di gioco si è assistito a uno spettacolo che difficilmente sarebbe riuscito a scrivere persino il più fantasioso degli sceneggiatori.
La Nazionale si prepara, i giocatori si alternano, qualcuno arriva, qualcun altro manca e intanto il pallone rotola. Questa volta si sono aggiunti Giorgi, Enrico Bruschelli e Federico Fabbri, mentre tra gli assenti figuravano Dino Pes, Andrea Coghe e Soru. Dino, però, non ha rinunciato a presentarsi al campo per dare direttive. Perché nella Nazionale Fantini si può anche non giocare, ma rinunciare a dispensare consigli sarebbe davvero un sacrificio eccessivo.
La partita ha premiato i Misti, che per la cronaca stavano perdendo 4 a 1 ma capaci di rifilare poi nove reti ai Verdi, che di gol ne hanno segnati quattro, come detto e li son rimasti. Un risultato che, almeno sulla carta, dovrebbe suggerire di pensare agli allenamenti, agli schemi e alla condizione atletica. Ma sarebbe troppo semplice, perché nella Nazionale Fantini del Palio il vero campionato sembra disputarsi su più fronti, compreso quello della politica interna.
E così, mentre qualcuno pensava ancora al risultato, altri avevano già preparato il terreno per una partita decisamente più delicata, quella per la guida della squadra.
IL CASO SARACINI E LA CANDIDATURA DI DINO PES
Il momento più interessante della giornata è arrivato a cena, quando la discussione ha preso una piega decisamente più movimentata. Al centro della questione è finito il futuro della Nazionale e, soprattutto, chi debba comandare.
Lo sponsor Antonio Degortes e alcuni fantini hanno lanciato una proposta destinata a far discutere, candidare Dino Pes non soltanto come capitano della squadra, ma addirittura come mister. Una soluzione che, se dovesse andare in porto, rischierebbe di trasformare Paolo Saracini da allenatore della Nazionale a semplice spettatore della propria successione.
Altro che normale cena tra amici dopo una partita di allenamento. Qui siamo già alle consultazioni, alle candidature e alle manovre di palazzo. Mancavano soltanto le schede elettorali, un seggio improvvisato e qualcuno che chiedesse la fiducia alla squadra.
La proposta di Dino Pes ha inevitabilmente aperto il dibattito e fatto emergere la domanda fondamentale, di chi è questa Nazionale Fantini del Palio?
È dello staff tecnico, dei giocatori, dello sponsor oppure di chi, una volta seduto a tavola, decide che è arrivato il momento di cambiare tutto?
Perché se l’allenatore è Paolo Saracini, verrebbe spontaneo pensare che sia lui a guidare la squadra. Ma se durante la cena cominciano a circolare candidature alternative per il ruolo di capitano e di mister, allora bisogna ammettere che il pallone è diventato quasi un dettaglio.
SARACINI, ALTRO CHE PANCHINA, QUI SI RISCHIA LA SFIDUCIA
La contestazione nei confronti di Saracini aveva già dato spettacolo con tanto di fumogeni e striscione inequivocabile con la scritta «SARACINI VATTENE».
Un messaggio che difficilmente può essere interpretato come un attestato di stima nei confronti dell’allenatore. A questo punto, però, viene da chiedersi se il mister sia stato chiamato per preparare una squadra oppure per diventare il bersaglio ufficiale di ogni malumore.
La situazione si è fatta ancora più curiosa con la candidatura di Dino Pes, sostenuta nella discussione a tavola dallo sponsor Degortes e da alcuni fantini. Una specie di investitura alternativa che ha tutto il sapore di una sfida all’attuale guida tecnica.
Naturalmente, siamo nel campo delle discussioni e delle proposte emerse durante una cena, ma il messaggio politico-sportivo sembra abbastanza chiaro. La panchina di Saracini non appare più così tranquilla e il nome di Dino Pes comincia a circolare come possibile alternativa sia da capitano sia da allenatore.
A questo punto Paolo Saracini dovrà probabilmente guardarsi non soltanto dagli avversari sul campo, ma anche dai commensali seduti dalla sua parte del tavolo. Perché prendere quattro o cinque gol può capitare, ma ritrovarsi un candidato allenatore durante la cena è tutta un’altra storia.
E Ciccio Muzzi, nel ruolo di vice, dovrà capire se il suo compito sia soltanto quello di aiutare il mister oppure se, prima di ogni allenamento, occorra convocare una riunione per verificare chi abbia ancora la maggioranza.
DINO PES, DA ASSENTE A UOMO DELLA PROVVIDENZA
La vicenda ha anche un lato decisamente divertente. Dino Pes non era in campo a giocare la partita, ma la sua presenza al campo per dare direttive non è passata inosservata. E poi, a tavola, ecco spuntare anche la candidatura a capitano e mister.
Insomma, mentre altri corrono dietro al pallone, Dino sembra aver trovato una strada alternativa per arrivare in cima alla classifica. Non servono necessariamente novanta minuti di gioco, qualche consiglio al momento giusto e una candidatura ben piazzata possono essere altrettanto efficaci.
Naturalmente, per trasformare una proposta in una decisione ufficiale servirà ben altro. Ma intanto la discussione è partita e Saracini sa che, oltre ai risultati, dovrà fare i conti anche con le ambizioni e le idee di chi gravita intorno alla squadra.
E lo sponsor Antonio Degortes? Evidentemente non si limita a sostenere economicamente la Nazionale, ma segue con interesse anche le questioni tecniche e organizzative. A questo punto resta da capire se la prossima formazione verrà decisa durante l’allenamento oppure direttamente davanti a un piatto di pasta.
CAMILLLO TRA I PALI, L’UNICO CHE NON CHIEDE LA TESTA DI NESSUNO
In mezzo a questo intreccio di contestazioni, candidature e discussioni, c’è però chi ha preferito affidare il proprio giudizio al campo. Il sottoscritto Camillo, infatti, nel dopopartita ha deciso di mettersi in porta per dimostrare che, nonostante la veneranda età, il mestiere del portiere non si dimentica.
Mi sono presentato tra i pali con grande sicurezza, pronto a dimostrare che esperienza, riflessi e coraggio possono ancora fare la differenza. E così sono arrivati i tuffi, le parate e tutti quei movimenti che, almeno sul momento, mi hanno fatto sentire ancora un giovane portiere.
Peccato che il pallone non conosca la mia età e che le articolazioni, a differenza dell’orgoglio, non siano disposte a fare sconti.
Finita l’esibizione, infatti, ho dovuto fare i conti con i dolori provocati dai miei eroici interventi, ricorrendo a una bella scorta di pasticche di Voltaren per riuscire a rimettermi in sesto.
Ma questo è il prezzo della gloria. C’è chi dopo la partita discute per diventare capitano, chi propone nuovi allenatori, chi contesta il mister e chi, come me, dimostra di saper ancora volare tra i pali, salvo poi dover chiedere aiuto alla farmacia.
Io almeno ho una giustificazione concreta per i miei dolori. Qualcun altro, invece, rischia di ritrovarsi con il mal di testa per tutte le discussioni sulla guida della Nazionale.
CONCLUSIONE, LA PARTITA FINISCE MA IL CAMPIONATO DELLE POLEMICHE È APPENA COMINCIATO
La seconda uscita della Nazionale Fantini del Palio ci lascia dunque un risultato netto, Misti 9 Verdi 4, nuovi ingressi, assenze importanti e soprattutto una cena che ha rischiato di diventare più movimentata della partita.
Paolo Saracini è finito nel mirino della contestazione, Ciccio Muzzi osserva la situazione dando solidarietà al mister, Dino Pes è spuntato come possibile mister alternativo e Antonio Degortes, insieme ad alcuni fantini, ha contribuito ad accendere il dibattito sul futuro della squadra.
La domanda resta sempre la stessa, chi comanda davvero nella Nazionale Fantini del Palio?
Per scoprirlo, probabilmente, non basterà aspettare la prossima partita. Bisognerà attendere la prossima cena, perché ormai sembra che le decisioni più importanti si prendano lontano dal campo e vicino ai piatti.
Quanto a me, Camillo, sono pronto a tornare tra i pali. Però, prima di accettare, vorrei sapere se nel prossimo allenamento è prevista anche una riunione per decidere chi deve fare il portiere. E soprattutto se le pasticche sono comprese nel rimborso spese.
Perché una cosa è sicura, nella Nazionale Fantini del Palio si può discutere di tutto, cambiare capitano, candidare nuovi mister e contestare chiunque. Ma per fare nove gol ci vogliono i piedi, mentre per far partire una rivoluzione a tavola basta una forchetta.
Camillo


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Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King) Precisiamo, sono di centro destra ma non sono Fascista e mai lo rivorrei vedere.
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

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