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“GialloDoro”: la Nobile Contrada dell’Aquila presenta il Numero Unico della Vittoria

24 settembre 2026

“Giallo Doro”: la Nobile Contrada dell’Aquila presenta il Numero Unico della Vittoria

Oggi pomeriggio si è tenuta la presentazione del Numero Unico della Nobile Contrada dell’Aquila per la vittoria del Palio del 3 luglio 2026 con Giovanni Atzeni su Diodoro. Giovanni era presente insieme al Capitano Carapelli, al Priore Fattorini e a Cito, che ha realizzato il Numero Unico insieme al suo gruppo e che dice:

Non si tratta solo di una pubblicazione, ma di un vero e proprio “progetto” nato e cresciuto con il cuore rivolto alla memoria e alla gioia della vittoria. Con queste premesse è stato presentato il Numero Unico della Nobile Contrada dell’Aquila, ideato per celebrare il trionfo conquistato nel Palio dello scorso 3 luglio 2026.

Il titolo e il significato: “Giallo Doro”

Il nome scelto per il volume è “GialloDoro”. Un titolo semplice ma dal profondo valore simbolico, capace di fondere in due sole parole l’intera essenza della vittoria aquilina:

  • Giallo, il colore distintivo e identitario della Contrada dell’Aquila.

  • Doro, il nome del cavallo (Diodoro) che, con la sua corsa il 3 luglio, ha riportato il “Cencio” nel rione dopo un’attesa lunga 34 anni.

L’unione di questi termini fa sì che il colore della contrada si trasformi in “oro” e il barbero diventi metaforicamente un “metallo prezioso”. Il richiamo dorato attraversa l’intero volume — dalla copertina ai volti, fino alle luci delle immagini — trasformando le pagine nel racconto di una carriera così preziosa da dover essere “conservata dentro una cassaforte della memoria”.

Un’attesa lunga 34 anni: “È un attimo, e tutto cambia”

Il volume si apre con l’introduzione del Prior e una frase emblematica: «È un attimo, e tutto cambia». Un attimo durato pochi minuti in Piazza del Campo, ma che al suo interno racchiudeva 34 anni di vita di contrada: un percorso fatto di attese, delusioni, relazioni coltivate nel tempo, bambini diventati adulti e persone care che nel frattempo se ne sono andate.

Il libro ripercorre fin dalle prime pagine i protagonisti assoluti dell’impresa:

  • Cesare e la fortunata assegnazione del cavallo.

  • Il capitano Carapelli e il prezioso lavoro del suo staff.

  • Tittia e Diodoro, la coppia vincente sul tufo.

  • La scelta di Giovanni Atzeni (Tittia), i barbareschi, le guardie a fantino e tutti coloro che hanno avuto una responsabilità diretta nei giorni della festa.

“Una contrada nella quale non ci sono comparse”

Man mano che si sfogliano le pagine, l’inquadratura del racconto si allarga per abbracciare l’intero popolo. Come evidenziato all’inizio del volume, la vittoria appartiene a una contrada «nella quale non ci sono comparse, ma tutti sono protagonisti».

Nel racconto trovano spazio il Seggio, l’Economato, il Rione, i volti dei giovani e dei meno giovani, compreso chi ha lavorato per anni nell’ombra. Un omaggio speciale è dedicato a figure storiche come Paolo Goretti, novantaseienne «capitano vittorioso, priore, rettore del Collegio dei Maggiorenti, oltre che babbo e nonno di tanti aquilini».

Il libro sottolinea anche il passaggio generazionale: dai piccoli che non hanno vissuto i 34 anni di attesa — per i quali il 3 luglio 2026 sarà semplicemente «il giorno in cui l’Aquila ha vinto» — a chi potrà orgogliosamente dire in futuro «io c’ero».

Un progetto multimediale per custodire la memoria

Per superare i limiti della pagina stampata e coinvolgere anche il ricordo di chi non c’è più, il Numero Unico si trasforma in un progetto multidisciplinare:

  • Il video della memoria: Durante la Cena della Vittoria verrà proiettato un filmato in cui Tittia e Diodoro, uscendo dall’Entrone, porteranno idealmente con sé tutte le carriere vinte dall’Aquila e l’intero popolo aquilino di tutti i tempi.

  • Il Podcast della Vittoria: Per la prima volta nella storia delle Contrade, all’interno del progetto editoriale è stato integrato un podcast curato e prodotto da Filippo Frignani. Attraverso le voci, le pause e le emozioni raccontate, il podcast permette di ascoltare e trattenere le sfumature della vittoria che la sola carta stampata non sempre riesce a restituire.

La narrazione di “Giallo Doro” non si esaurisce tra le sue pagine cartacee. Il progetto si espande nel mondo digitale grazie a una serie di QR code posizionati all’interno del volume, che permettono agli utenti di accedere a video esclusivi e spesso inediti, raccolti in un minosito dedicato. La carta diventa così una “porta d’accesso” ad altre immagini, voci e frammenti di storia, garantendo un’esperienza immersiva che continua ben oltre la lettura.

L’Orto dell’Artista e le serigrafie d’autore

Un altro pilastro fondamentale del volume è il connubio con l’arte contemporanea. Gli artisti del progetto “Orto dell’Artista” hanno voluto arricchire ciascuna copia di “GialloDoro” donando una propria serigrafia originale.

Un contributo speciale che affonda le sue radici nel percorso iniziato nel 2019, anno in cui gli spazi esterni della società di contrada sono stati impreziositi da quattro opere d’arte realizzate da questi stessi artisti, capaci di interpretare a fondo l’anima e l’essenza dell’Aquila. L’intero progetto artistico ha visto l’ideazione e la supervisione di Paolo Torriti.

I ringraziamenti e la realizzazione del progetto

La nascita di un’opera così complessa ha richiesto la sinergia di molteplici professionalità, a cui sono stati rivolti sentiti ringraziamenti:

  • Marco Cheli, che ha curato la direzione artistica di “GialloDoro” con profonda serietà, professionalità e dedizione «soltanto per la gloria».

  • La Tipografia Il Torchio, con un ringraziamento particolare a Luca per aver garantito una qualità editoriale d’eccellenza mantenendo ogni promessa fatta.

  • Giulia Brogi e Gigi Lusini, per aver immortalato i momenti più significativi tra le strade del rione e sul “Lappaccione”, dove è tornata a sventolare la bandiera rinchusa per troppo tempo in un baule.

  • Circa 50 fotografi differenti che hanno contribuito con i loro scatti a rendere unico il volume, i quali saranno ringraziati ufficialmente in una cena dedicata il 30 del mese.

Una memoria che dura per sempre

In conclusione, “Giallo Doro” celebra la 30ª vittoria dell’Aquila, conquistata sul campo il 3 luglio 2026 da Giovanni Atzeni detto Tittia su Diodoro. Ma è molto più di una semplice cronaca: è il tentativo riuscito di racchiudere l’attimo fuggente della vittoria e tutto il tempo necessario per raggiungerla.

Presentato anche alle altre 16 Contrade, il progetto dimostra come una tradizione possa restare viva proprio attraverso la capacità di rinnovarsi e utilizzare i linguaggi del proprio tempo. Perché se una corsa sul tufo dura poco più di due minuti, la memoria di una Contrada resta per sempre.

Camillo


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GIAMPIERO CITO

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Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King) Precisiamo, sono di centro destra ma non sono Fascista e mai lo rivorrei vedere.
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

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