PALIO AGOSTO 2026

Palio 18 agosto 2026, Tittia fa il fenomeno e il Nicchio torna a vincere 

19 Agosto 2026

Palio 18 agosto 2026, Tittia fa il fenomeno e il Nicchio torna a vincere 

È il Nicchio a prendersi il Palio del 18 agosto 2026, quello che torna a via dei Pispini dopo ventotto anni e lo fa con una vittoria che ha il sapore della storia. Giovanni Atzeni detto Tittia e Anda e Bola hanno dominato una Carriera che sembrava scritta per loro, con il cavallo che ha volato e con Giovanni che, una volta conquistata la testa, ha gestito la corsa con una freddezza e una sicurezza da grande campione.
Tre mosse sono state invalidate e il Mossiere ha fatto uscire per cinque volte le Contrade dai canapi, in una mossa lunga, difficile e piena di tensione. Ma quando finalmente il canape è sceso, il Nicchio è partito davanti e Tittia ha trovato al suo fianco tanti gregari pronti a fare il proprio dovere. Da quel momento Giovanni ha potuto fare quello che sa fare meglio, correre davanti e amministrare la corsa senza concedere niente a nessuno e vincere.
A luglio Giovanni aveva dato e subito tolto la cuffia al Nicchio. Ieri invece ha chiuso un cerchio, uno di quelli che nella vita di un fantino contano più di qualsiasi numero. Il Nicchio è la Contrada che gli ha dato il battesimo in Piazza e ieri, proprio con i colori dei Pispini, è arrivata la sua tredicesima vittoria su quarantatré Carriere corse.
A qualcuno l’Aggeggio può piacere, ad altri meno, ma una cosa è certa, il ruolo che occupa se lo è conquistato con i numeri e con le vittorie. Ieri quel numero, tredici, ha assunto un significato ancora più grande perché è arrivato nella Contrada che per Giovanni rappresenta qualcosa di speciale.
C’è infatti anche un legame umano che va oltre il Palio. Fabio Giustarini, il Capitano tornato dopo tanti anni, per Giovanni è stato ed è come un secondo Babbo. E quel rapporto affettivo ieri si è completato con quello professionale, con una vittoria che resterà nella memoria di entrambi. Lo stesso vale per Filippo Geraci, fiduciario del Capitano e persona legata a Giovanni da un rapporto profondo. Durante una mia intervista Geraci mi disse una frase semplice ma che dice tutto, io a Giovanni gli voglio bene. Ieri quelle parole hanno trovato la loro risposta più bella. E poi c’è Mirco Mazzini, mangino e amico di lunga data di Tittia, un altro pezzo di quella storia personale che ieri si è trasformata in storia paliesca.
Giovanni, purtroppo, non ha potuto godersi fino in fondo la gioia della vittoria. Dopo il Palio è caduto inciampando sulla gente che era entrata in Piazza ed è finito in ospedale. A lui va il mio più grande augurio di una pronta guarigione.
Chi conosce davvero Giovanni sa che dietro quella faccia che a molti può sembrare fredda o distaccata c’è tutt’altro. Io sono convinto che se ieri avesse potuto vivere fino in fondo quei momenti, le lacrime sarebbero scese dai suoi occhi. Lacrime di gioia, di soddisfazione, di liberazione per avere regalato una vittoria al Nicchio e soprattutto a quelle persone citate sopra a cui vuole bene e che hanno condiviso con lui questo percorso.
A luglio aveva detto che quello era un Palio significativo. Questo di agosto, invece, lo consacra definitivamente tra i più grandi di sempre. Tredici vittorie non arrivano per caso, arrivano perché dietro c’è una carriera costruita giorno dopo giorno, vittoria dopo vittoria, errore dopo errore, caduta dopo caduta.
E poi c’è Anda e Bola. Un cavallo che ieri ha veramente volato e che ha permesso a Giovanni di mettere in mostra tutta la sua classe. Dieci anni, castrone baio, alla seconda vittoria su cinque Palii corsi. Un binomio che ha trovato la giornata perfetta proprio nel momento più importante, anche dopo una mossa complicata e un ordine ai canapi che non lasciava presagire una partenza facile. Non si può non ricordare una stalla impeccabile, con i Barbareschi, il Maniscalco e il nuovo Veterinario Beppe Incastrone, che ha colto la sua nona vittoria al Palio e la prima per il Nicchio alla sua prima presenza. Complimenti!
Grande Giovanni, complimenti. Ti auguro davvero di rimetterti presto e di poter finalmente vivere quella gioia che ieri la sfortuna ti ha tolto.
Il Palio però, come sempre, ha lasciato anche altri spunti e alcuni decisamente amari. Abbiamo visto Contrade fare al canape cose che non ci stanno anche se è Palio. Ma su questo ci sarà tempo per parlare e lo faremo nelle pagelle, perché certe situazioni meritano di essere analizzate senza ipocrisie.
Il Drappellone dipinto da Teodora Axente, dedicato alla Madonna dell’Assunta e ai cinquecento anni dalla battaglia di Camollia, prende così la strada di via dei Pispini e va ad arricchire il museo del Nicchio. L’ultima vittoria della Contrada risaliva al 16 agosto 1998, quando Dario Colagé detto il Bufera vinse con Re Artù. Ventotto anni dopo la storia si ripete, con un grande fantino e un altro grande cavallo.
Ieri il popolo del Nicchio si è recato alla Cattedrale del Duomo per rendere omaggio alla Madonna dell’Assunta. Una scena che racconta meglio di qualsiasi parola cosa significhi vincere il Palio.
Ricordiamo la dirigenza con il Capitano Fabio Giustarini, il fiduciario del Capitano Filippo Geraci e i Mnagini: Andrea Berni, Mirco Mazzini e Andrea Tiribocchi e i il Barbaresco Tiziano Galgani. Il Priore è Davide Losi
Per la cronaca, tutti e dieci i cavalli che hanno corso il Palio sono tornati regolarmente nelle stalle delle rispettive Contrade. Oggi, alla presenza dei Deputati della Festa, sono state aperte le buste contenenti le altre mosse relative al Palio corso ieri, martedì 18 agosto, come previsto dall’articolo 85 del Regolamento per il Palio.
La seconda mossa prevedeva l’ingresso ai canapi nell’ordine Torre, Istrice, Lupa, Nicchio, Aquila, Oca, Selva, Onda, Giraffa e Chiocciola di rincorsa. La terza mossa prevedeva invece Lupa, Chiocciola, Torre, Giraffa, Nicchio, Aquila, Istrice, Selva, Onda e Oca di rincorsa.
Ma oggi tutto passa in secondo piano. Oggi resta una vittoria, resta il Nicchio che torna a esultare dopo ventotto anni, resta Anda e Bola che ha corso da campione e resta Giovanni Atzeni detto Tittia che con la sua tredicesima vittoria ha scritto un’altra pagina della storia del Palio di Siena.
Complimenti alla Dirigenza del Nicchio, al Popolo, al fenomeno Tittia, al proprietario, all’allenatore di Anda e Bola e questo grande cavallo
Camillo

Tempo: 1:12.22

POSTO AI CANAPI

CONTRADA

FANTINO

CAVALLO

1

Lupa

Dino Pes detto Velluto

Diodoro

2

Chiocciola

Jonatan Bartoletti detto Scompiglio

Arestetulesu

3

Giraffa

Elias Mannucci detto Turbine

Euskaldi

4

Selva

Sebastiano Murtas detto Grandine

Canarinu

5

Torre

Giusppe Zedde detto Gingillo

Donrodrigo

6

Istrice

Federico Guglielmi detto Tamuré

Ares Elce

7

Onda

Andrea Sanna detto Virgola

Viso d’Angelo

8

Nicchio

Giovanni Atzeni detto Tittia

Anda e Bola

9

Oca

Michel Putzu detto Spago

Diamante Sauro

Rincorsa

Aquila

Carlo Sanna detto Brigante

Benitos




















About the author

Pier

Pier la pensa così: "per farsi dei nemici non è necessario dichiarare Guerra, basta dire quel che si pensa" (Martin Luther King) Precisiamo, sono di centro destra ma non sono Fascista e mai lo rivorrei vedere.
per mail: giornalebrontolonews@gmail.com

Add Comment

Click here to post a comment

Ultime Notizie

Categorie articoli

BRONTOLO NEWS WEB TV

SPONSOR